Tumore ovarico, Parma ha un’arma in più. L’Ospedale diventa “spoke center” regionale

Loto Onlus si è presentata a Parma con una serata di beneficenza da BDC in borgo delle Colonne il 20 novembre

L’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma è stata identificata dalla Regione Emilia-Romagna come “centro spoke” di riferimento per il tumore ovarico: l’Ospedale Maggiore garantisce alle pazienti la specializzazione e le competenze, in particolare quelle chirurgiche, necessarie per assicurare il percorso di assistenza ottimale. Questo in sinergia con una nuova realtà nel territorio cittadino:nasce, infatti, ufficialmente Loto Onlus Parma, associazione che vuole fornire supporto alle pazienti della provincia. Loto Onlus si è presentata alla città ieri sera 20 novembre nel corso di un evento benefico presso lo spazio BDC di Borgo delle Colonne. 

Ogni anno, in Emilia-Romagna oltre 400 donne ricevono una diagnosi di tumore ovarico e 270 muoiono a causa di questa patologia: solo il 39% delle pazienti colpite sopravvive a 5 anni dalla diagnosi. A Parma si registrano 40 nuovi casi l’anno di tumori maligni dell'ovaio. Alle donne che in provincia di Parma stanno affrontando questa grave neoplasia viene
assicurato un percorso di cura e assistenza di alto livello: la Regione Emilia-Romagna ha selezionato l’Ospedale Maggiore di Parma come spoke center per il tumore ovarico. Questo significa che la struttura presenta competenze e grado di specializzazione idoneo alla cura di questa particolare patologia; gli spoke center territoriali hanno come punto di riferimento l’Ospedale S.Orsola di Bologna, centro hub di secondo livello.

Grazie a questi presupposti, inoltre, le pazienti potranno contare su una nuova realtà assistenziale: nasce Loto Onlus Parma, associazione che si propone come punto di riferimento per svolgere attività di informazione sulla malattia, offrire servizi complementari a pazienti e familiari, sostenere la ricerca scientifica, promuovere la diagnosi precoce, l’accesso a
cure di qualità e la diffusione di programmi di screening. Il comitato territoriale di Parma si unisce alla rete Loto già presente a Bologna e Ancona ed è un’ulteriore tassello verso lapresenza dell’associazione sull’intero territorio nazionale.

“Il percorso diagnostico e terapeutico delle pazienti affette da carcinoma ovarico è complesso e richiede una stretta collaborazione tra i vari specialisti. Presso il nostro ospedale le pazienti con questa diagnosi sono prese in carico a 360 gradi – spiega Roberto Berretta, responsabile Ginecologia Oncologica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma e coordinatore del comitato territoriale di Loto Onlus a Parma – qui vengono accolte da una equipe di oltre 20 medici in grado di affrontare il tumore ovarico sotto diversi aspetti. Radiologi, oncologi, chirurghi, anestesisti, nutrizionisti e persino infermieri dedicati seguono le donne in cura. Il nostro centro risponde – con punteggi elevati – a tutte le linee guida della società europea di ginecologia oncologica (ESGO)”.

Loto Onlus Parma è stato presentato alla città nel corso di una serata di beneficienza presso BDC - Borgo delle Colonne (via Borgo delle Colonne, 28) con un grande successo di pubblico. L’obiettivo dell’associazione è quello di sostenere tutte le pazienti e i loro familiari con informazioni chiare e complete sulla malattia, sulla diagnosi e sulla terapia, aiutandole a
superare i momenti di, incertezza e paura che accompagnano la diagnosi di questa neoplasia. 

Il tumore ovarico, killer silenzioso

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Il tumore ovarico è il sesto tumore più diagnosticato tra le donne, e quello con il più alto tasso di mortalità (60-70%), che lo rende una delle prime 5 cause di morte femminile per tumore tra le donne di età compresa tra i 50 e i 69 anni. Le ragioni di questo basso tasso di sopravvivenza sono sostanzialmente due. Innanzitutto il tumore ovarico nel 75% dei casi viene diagnosticato quando è già in stadio avanzato, perché la malattia inizialmente si accompagna a sintomi così
aspecifici da essere confusi con malesseri meno gravi: dolori e gonfiore addominale persistente, la necessità di urinare spesso, fitte alla pancia, stipsi o difficoltà digestive, ma anche mancanza di appetito e la sensazione di essere subito sazie. Sono sintomi generici e comuni, ma se durano da tempo (ogni giorno per un paio di settimane e per due o tre mesi consecutivi), o senon sono mai stati presenti, è meglio rivolgersi al medico per un controllo. In secondo luogo, ad
oggi per il tumore ovarico non esistono strumenti di prevenzione, come il pap test per il tumore dell’utero, né esistono test di screening per la diagnosi precoce, come la mammografia per il tumore al seno. Tuttavia, una maggiore attenzione ai primi segnali può portare a una diagnosi tempestiva che aiuta a individuare e a curare il tumore a uno stadio iniziale, con buone prospettive di guarigione.

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