Giovedì, 24 Giugno 2021
Attualità

Un progetto di un intero territorio che diventa realtà: posata la prima pietra del Centro oncologico di Parma

Via ai lavori con i professionisti della sanità e rappresentanti delle istituzioni. Fabi: “Il nostro impegno per migliorare il sistema di cura continua con slancio grazie anche al sostegno di tanti che condividono il progetto”

Tanti granellini di sabbia fanno una montagna, questo sta accadendo con il nuovo Centro oncologico di cui è stata posata oggi la prima pietra tra la partecipazione sentita dei professionisti della sanità e la condivisione dei rappresentanti istituzionali. Un abbraccio corale per testimoniare che le idee, nate in questo caso dall’esigenza di integrare i percorsi di cura oncologici, stanno andando lontano grazie al sostegno diffuso tra la cittadinanza, le associazioni, le aziende.

“Intorno a questo progetto – ha ribadito la direttrice della Radioterapia Nunziata D’Abbiero - si è formato un popolo animato dall’ambizione di offrire luoghi accoglienti e dignitosi con percorsi facilitati ai malati oncologici della provincia di Parma. Anche tra noi professionisti dell’Ospedale il progetto è vissuto come una grande ambizione di tutti e lo testimonia che, nonostante una pandemia in atto, le procedure non si sono fermate”.

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Una sfida che abbiamo lanciato a noi stessi e al territorio, la sintesi di Francesco Leonardi direttore dell’Oncologia medica: “Le scelte terapeutiche per i pazienti oncologici sono molto complesse, da decenni noi lavoriamo in team con altri professionisti, ma in posti diversi. Ora la sfida è mettere al centro il paziente in un'unica sede dove i professionisti possano lavorare in stretta collaborazione all’interno e con i servizi sul territorio”.

A prendere la parola il direttore generale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma Massimo Fabi, con il direttore amministrativo Paola Bodrandi, sanitario Ettore Brianti e i Direttori dei dipartimenti e delle strutture aziendali, uniti nello sforzo comune di migliorare ogni giorno i percorsi di cura per i pazienti.

“E’ un giorno importante, nasce quella che diventerà una casa per i malati di tumore di questa provincia collegata con le Case della Salute del territorio – ha dichiarato Massimo Fabi - e concretizza un impegno corale e un lavoro di squadra, che nonostante l’intenso periodo di lavoro, consente di potare avanti molti degli impegni presi di cui il Centro oncologico è sicuramente uno più impegnativi”.

Anna Maria Petrini, commissario straordinario Ausl di Parma, ha sottolineato l’importanza che il Centro oncologico avrà nell’integrazione dei percorsi di assistenza oncologica mentre il rettore dell’Università Paolo Andrei ha posto l’attenzione sulla partecipazione di tutta la città e del personale medico sanitario a questa inizitiva “che ci lascia ben sperare per il futuro e per essere sempre vicini ai pazienti e alle sofferenze delle persone”.

Il presidente di Fondazione Cariparma Franco Magnani ha aggiunto un tocco personale al suo intervento “conosco il valore dei professionisti dell’oncologia” ribadendo che “Fondazione Cariparma ha sposato il progetto da subito” ed infatti ha concesso un finanziamento da 5 milioni di euro a cui ne ha aggiunti altri 980 mila euro per il terzo acceleratore lineare.

“Unione Parmense degli Industriali – aggiunge la presidente di Upi Annalisa Sassi - ha sostenuto con convinzione la raccolta fondi collegata alla realizzazione del Centro oncologico, un simbolo di civiltà del nostro territorio”.

“Già prima dell’avvio dei lavori la Comunità parmense, in tutte le sue espressioni istituzionali, private e del Terzo Settore, ha già donato a questo progetto 900.000 euro – sottolinea Giorgio Delsante, presidente della Fondazione di Comunità Munus, garante di trasparenza e destinazione dei fondi raccolti. - Questo significa che la Comunità ha creduto nella sua realizzazione dando  fiducia alle persone che hanno la responsabilità di portarlo a compimento. Ma il lavoro continua”.

Raccolgono con orgoglio la sfida i rappresentanti degli Ordini professionali, dei Medici e Chirurghi con Pierantonio Muzzetto, delle Professioni infermieristiche con Marina Iemmi e dei Tecnici sanitari rappresentati da Chiara Martini che rispondono “presenti” alla sfida che l’oncologia del domani pone loro, per un’assistenza sempre più personalizzata per ogni paziente.

Il Presidente della Provincia Diego Rossi ha ricordato come il progetto proposto in CTSS dalle Aziende sanitarie sia stato condiviso da tutti i sindaci della provincia e dalle istituzioni. “Siamo partiti dai mattoncini, ora diamo concretezza a quell’impegno”.

Un grazie al direttore dell’Ospedale Massimo Fabi “per la sua caparbietà” arriva dal presidente della CTSS Federico Pizzarotti “Avevamo bisogno di questo padiglione per essere e rimanere punto di riferimento della sanità di questa regione. Una dimostrazione ulteriore che quando ci mettiamo insieme raggiungiamo sempre e bene i risultati che ci poniamo”.

Il Presidente della Regione Stefano Bonaccini ha sottolineato: “È un'emozione essere qui oggi alla posa della prima pietra di una struttura così importante non solo per il territorio parmense, ma per tutta la Regione. Un centro all'avanguardia, dove convivono le migliori tecnologie e un'attenzione al paziente che viene considerata dello stesso valore delle cure stesse. Un modello per il futuro. L'Emilia-Romagna è da tempo ai vertici in prevenzione e cura delle malattie oncologiche, ma non intendiamo fermarci qui, migliorando sempre di più le nostre performance grazie alla straordinaria competenza di medici, operatori e ricercatori che hanno garantito un altissimo livello di assistenza anche durante questa drammatica pandemia”.

Dopo la benedizione impartita dal Vescovo di Parma mons. Enrico Solmi, l’onore del primo scavo nel terreno dove sorgerà il Centro all’assessore regionale Raffaele Donini che ha dichiarato: “Col nuovo Centro Oncologico i pazienti avranno una vera e propria ‘casa’, che sarà un punto di riferimento, anche fisico, per la loro presa in carico a tutto tondo. Il senso profondo della struttura che si andrà a costruire è proprio questo: accoglienza, assistenza e cura. Tre aspetti che non possono che procedere di pari passo, specie per patologie come quelle oncologiche, che fanno ancora paura, ma dalle quali ora si guarisce, in Emilia-Romagna con percentuali tra le più alte. Una presa in carico che, naturalmente, deve ampliarsi a livello territoriale, con l’assistenza domiciliare in ogni circostanza in cui è appropriata: una rete di servizi che vanno incontro al paziente, e non il contrario. Plaudo, infine, al forte sostegno che la società civile e la comunità di Parma hanno voluto dare a questo progetto, alle donazioni grandi e piccole che sono state fatte e che hanno contribuito a far sì che potesse esserci la giornata di oggi, e con essa, e col nuovo Centro Oncologico, una speranza in più per tutti i pazienti”.

A condividere il progetto, il personale del Day Hospital oncologico di cui è responsabile Marcello Tiseo, della Breast Unit struttura interaziendale per il tumore al seno guidato da Antonino Musolino, le caposala oncologiche Francesca Chiastra e Donatella Sartori, la coordinatrice tecnica della Radioterapia Federica Canali che insieme ai colleghi rimasti in reparto e a quelli della Degenza e dell’Ematologia hanno liberato dalle finestre alcuni palloncini per testimoniare la loro sentita partecipazione.

Grande partecipazione anche del volontariato con  Filippo Mordacci del Comitato Consultivo Misto di Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma e delle associazione di area oncologica: Verso il Sereno con Ester Bottazzi, Lilt Parma con Enzo Molina, Intercral con Mauro Pinardi, Doppia Elica con Nella Faimali, Adriana Pasini con Silvia Chezzi, Avoprorit con  Ivana Delmonte, Andos con Cecilia Zanacca, Adisco con Maria Giovenzana, Noi per Loro, con Nella Capretti.

Ma non solo discipline oncologiche. Alla posa della prima pietra anche i direttori dei dipartimenti chirurgici, Enrico Sesenna, Paolo Del Rio, Michele Rusca; Materno Infantile Gianluigi de’ Angelis; Geriatrico riabilitativo Tiziana Meschi; Emergenza urgenza Sandra Rossi; e i direttori di unità operativa. Perché il nuovo Centro oncologico sarà patrimonio di tutta la collettività ospedaliera. 

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