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Lunedì, 26 Settembre 2022
Cronaca

Venticinquenne massacrato e ridotto in fin di vita per una bici: arrestati due marocchini

Una violenta rissa scoppiata in piazzale della Pace tra due gruppi di extracomunitari ha ridotto un 25enne proveniente dalla Guinea in coma e con un trauma cerebrale per percosse

In fin di vita per una bicicletta. Una violenta rissa scoppiata in piazzale della Pace tra due gruppi di extracomunitari ha ridotto un 25enne proveniente dalla Guinea in coma e con un trauma cerebrale per percosse. I fatti risagono al 15 giugno, quando i Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Parma, su indicazione di un ragazzo di colore, hanno ritrovato un giovane disteso, privo di sensi e ferito in prossimità del ponte Europa che collega la città con la zona della stazione. Immediatamente attivati i soccorsi, il personale sanitario del 118 lo ha trasportato presso l’Ospedale Maggiore di Parma, dove i medici hanno ricondotto le lesioni a percosse che gli avevano provocato uno stato comatoso in emorragia cerebrale. Un quadro clinico molto grave. Il ragazzo, nel frattempo identificato in un 25enne originario della Guinea, è stato ricoverato in Terapia Intensiva per stato di coma in sospetto trauma cranico conseguente a percosse, opportunamente sedato ed intubato, con prognosi riservata e in pericolo di vita.

La Sezione Operativa della Compagnia di Parma, coordinata dalla Procura della Repubblica di Parma, ha avviato le indagini ricercando eventuali testimoni e ha visionato le immagini registrate dalle telecamere nel centro cittadino. Particolarmente importanti quelle installate intorno a Piazzale della Pace. Andando a ritroso con la visione si è accertato che la notte del 14 giugno le telecamere di quel Piazzale avevano immortalato le fasi di una violentissima aggressione subita da un cittadino di colore, poi identificato proprio nel 25enne in fin di vita, ad opera di altri due individui di colore, mentre si contendevano una bicicletta. In un primo momento uno degli aggressori ha colpito per ben due volte al volto il 25enne con un sacchetto contenente qualcosa di pesante. I due colpi sono stati molto violenti, tanto che il primo ha provocato lo sbilanciamento del guineano, mentre il secondo ne ha causato la caduta a terra, dove è stato colpito con un calcio violentissimo al volto dall’altro aggressore.

L’analisi dei filmati ha permesso di documentare e ripercorrere l’intera dinamica degli eventi, di individuarne i soggetti protagonisti, attribuendo a ciascuno le proprie condotte. Verso le 2 del 14 giugno, un nutrito gruppo di persone si trovava in piazzale della Pace, fra le quali si riconoscono i due che verranno poi ritenuti responsabili del pestaggio e la vittima della loro violenza.

La rissa è durata pochissimi secondi, durante i quali qualcuno ha cercato vanamente di intervenire a difesa del malcapitato. Dopo il pestaggio, mentre il ferito è rimasto per terra privo di sensi, gli autori della violenza lo hanno derubato frugandogli in tasca e nello zaino mentre uno si allontanava con la bicicletta della vittima e l’altro, con la collaborazione di altri presenti, spostava il ferito su una panchina. Dopo il pestaggio i due aggressori si sono avvicinati più volte al ragazzo, rimanendo lì fino a quando è intervenuta una pattuglia di carabinieri, a seguito di una segnalazione di rissa pervenuta al 112. I carabinieri hanno notato l’extracomunitario ferito, gli hanno chiedevano cosa fosse successo, e questi mentendo, in un italiano stentato riferiva di aver subito l’aggressione da parte di quattro o cinque persone di origine tunisina.

I carabinieri si sono concentrati sull’identificazione degli autori del pestaggio, estendendo la visione delle telecamere in altre aree della città, per ricostruire i movimenti dei due soggetti e cercando di individuarli fra gli abituali frequentatori dell’area della Pilotta, quotidianamente sottoposta a controlli mirati da parte delle forze dell’ordine. Fondamentale è stata la conoscenza del territorio e dei soggetti orbitanti in tale area evidenziata dai carabinieri della Stazione di Parma Oltre Torrente e di quelli della Sezione Operativa, che non solo hanno riconosciuto i due fra i le persone già identificate e controllate in passato, ma li hanno anche controllati insieme, qualche giorno dopo l’aggressione nel Parco Ducale, identificandoli in due persone di origini marocchine: A.B. 27enne e M.C. 23enne.

In data 20 luglio, il Tribunale di Parma, concordando con le risultanze investigative e con le richieste della Procura della Repubblica di Parma, ha emesso a carico dei due responsabili la misura cautelare della custodia in carcere. Il provvedimento è stato eseguito il 22 luglio a carico del 27enne A.B., trovato mentre girovagava in centro a Parma, mentre l’altro destinatario della misura si era reso di fatto irreperibile. La Sezione Operativa di Parma ha avviato mirata attività tecnica che ha permesso di individuare l'altro aggressore in provincia di Caserta, guidando nella notte del 23 agosto la sua cattura ad opera del personale della Compagnia carabinieri di Marcianise con il supporto tecnico del Raggruppamento Operativo Speciale. 

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