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"Vi ammazzo tutti" e colpi di mazza in testa a tre clienti: il racconto shock dell'aggressione al bar Jasmine

Alcuni giorni dopo il raid punitivo di un giovane, a cui non era stato servito da bere, la proprietaria racconta: "Ora abbiamo paura perchè potrebbe tornare, da sola non saprei come difendermi"

Un raid punitivo, minacciato, preparato e poi messo in atto nel giro di poche ore: una furia cieca difficilmente spiegabile. L'eccesso di alcool può aver influito ma la violenza portata avanti da un giovane albanese, insieme a due suoi amici, all'interno del Bar Jasmine, è sconvolgente, in un quartiere tranquillo, nella zona di via Mordacci. A distanza di qualche giorno dall'accauto, siamo tornati sul posto a incontrare le proprietarie del locale. Il volto segnato dal vivido ricordo, la voce rotta dall'emozione e tanta forza di ripartire nonostante le angherie subite senza un perché. Con un interrogativo: chi ci protegge? La proprietaria del bar racconta a Parmatoday quei drammatici momenti.

Ci può spiegare cos'è successo? 

"Era tardo pomeriggio, è venuto questo ragazzo a chiedere da bere ma era già alticcio. C'era la ragazza in prova che gli stava versando da bere: mio genero, che era nella sala fumatori è uscito e ha visto la scena rifiutando di versargli altro alcool. Il giovane lo ha insultato e gli ha messo le mani addosso ma mio genero non ha reagito: abbiamo chiamato il 113. Sono arrivate le forze dell'ordine e hanno detto al giovane di seguirli in Questura: lui si è agitato, continuando ad insultarci e dicendo "Io ti ammazzo" e "Quando io torno ti distruggo il bar, stai attento". Aveva la macchina parcheggiata qui davanti. Mio genero ha chiamato sua moglie: c'erano lui, la barista, più altri quattro o cinque clienti. Nel frattempo sono arrivati altri due amici del ragazzo albanese: ci hanno detto che non avremmo dovuto chiamare la Polizia". 

Poi?

"Noi non l'abbiamo denunciato, abbiamo solo chiamato i poliziotti. Il giovane albanese è tornato dopo un po', è andato nel baule della sua auto, ha preso la livella da muratore con l'interno di ferro. Le persone si sono chiuse dentro la sala fumatori e tenevano chiusa la porta: i tre clienti sono usciti per cercare di parlare con il giovane. Il ragazzo ha cominciato a dare colpi sulla porta gridando: "Vi ammazzo, dove siete". I tre clienti, che sono amici di mio genero che lavora al bar, sono usciti per parlare e il giovane ha cominciato a tirare colpi contro di loro, ha cominciato a picchiarli in faccia: tutti hanno avuto bisogno di punti in testa. Ci sono ancora i segni del sangue sulle pareti, venga a vedere. Nel filmato si vedono anche i colpi che il giovane dà a uno dei tre clienti, quello più grave che cade a terra dopo essere stato colpito. Tutto questo è successo per nulla: non era successo niente. Questo è un locale tranquillo, frequentato da bravissime persone, sia italiane che straniere. Qui erano venuti a rubare i soldi del cambiamonete ma non avevano fatto male a nessuno. E' incredibile".

C'è più paura o voglia di reagire?

"Hanno scoperto che è un pluripregiudicato ma non lo hanno arrestato, perchè hanno detto che non lo hanno colto in flagranza di reato. Quando è arrivata la Polizia i tre giovani sono scappati ma noi abbiamo portato la chiavetta con le immagini delle telecamere. Solo perchè non gli è stato dato da bere, cosa che abbiamo il diritto di fare quando un cliente è ubriaco. E' tornato e mi ha sfasciato il bar. Nessuno l'ha offeso, gli ha solo detto: "Se vuoi un caffè si, ma da bere non te ne dò". Siamo rimasti chiusi per qualche giorno. I danni sfioreranno i 10 mila euro. Tante volte sono da sola nel bar: come faccio a difendermi? Chiediamo che queste persone vengano arrestate. Lui, ora, può tornare nel locale e vendicarsi". 

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