Buzzi in manette, Polis Quotidiano "comprato con i soldi di Stt"

Tra gli arrestati anche Angelo Buzzi, editore del quotidiano locale che avrebbe cambiato linea editoriale in seguito anche alla sua nomina come presidente di Iren Emilia. Fnsi e Aser: "I primi a pagare non siano i lavoratori di Polis, già in contratto di solidarietà"

Accuse gravi anche per Angelo Buzzi, imprenditore ed editore di Polis Quotidiano. L'editore Buzzi sarebbe stato funzionale alla creazione di consenso a favore di Vignali. Inizialmente definito 'la spina nel fianco del PDL' la testata con la nomina dell'editore nel cda di Iren avrebbe cessato di criticare l'operato dell'ex primo cittadino. E' l'ipotesi avanzata dalle indagini, secondo quanto riferito dal Procuratore della Repubblica di Parma Gerardo Laguardia. Il denaro per 'comprare' Polis quotidiano - ha aggiunto - arriverebbe dalla Stt, e in compenso Buzzi è stato nominato presidente di Iren Emilia.

LA NOTA DI ASER E FNSI: "I PRIMI A PAGARE NON SIANO I GIORNALISTI DI POLIS". L'Associazione Stampa dell'Emilia Romagna (Aser) e la Federazione nazionale della stampa italiana esprimono, con una nota, "grande sconcerto e preoccupazione per le conseguenze della nuova bufera giudiziaria che sta investendo pubblici amministratori e imprenditori di Parma, tra cui l'editore del quotidiano cittadino 'Polis Quotidiano', Angelo Buzzi". "Le accuse di corruzione e false fatturazioni per percepire denaro pubblico in cambio di un 'addomesticamento' della linea editoriale del giornale in favore dell'allora Amministrazione comunale - scrivono Aser e Fnsi - metterebbero in luce, se confermate, l'esistenza di un'imprenditoria editoriale spregiudicata e sprezzante delle regole di legge e deontologiche, pronta a vendersi al potere e a calpestare i principi della corretta informazione.

Cosa ancora più grave nell'ipotesi che ciò sia avvenuto alle spalle dei dipendenti di quell'editore, già da tempo sottoposti a pesanti sacrifici retributivi nella speranza di conservare il proprio posto di lavoro a fronte della richiesta di stato di crisi da parte dell'azienda". "A Polis ci sono quattro giornalisti in regime di contratto di solidarietà che si sacrificano per andare incontro alle difficoltà dichiarate dal loro editore - dice la presidente Aser, Serena Bersani - Pur auspicando che la magistratura porti fino in fondo il proprio importante compito, mi auguro che i primi a pagare non siano proprio i giornalisti di Polis in seguito all'eventuale venir meno degli ammortizzatori sociali. Se è vero che le colpe sono individuali, ritengo che ciascuno debba assumersi le proprie responsabilità e non permettere che il mantenimento del posto di lavoro dei dipendenti sia condizionato da eventuali errori del vertice aziendale. I giornalisti sono stanchi di sovvenzionare con i propri soldi e il proprio lavoro i pirati dell'editoria".

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