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Via Vigotti: arrestato 27enne bulgaro della 'banda del salvadanaio'

Notato aggirarsi tra palazzi di via Lanfranco con fare sospetto, perquisito aveva l'attrezzo bulgaro usato per aprire senza lasciare segni di effrazione le porte blindate. Arrestato 27enne bulgaro, componente della 'banda del salvadanaio'

Aveva attirato l'attenzione di una pattuglia della sezione antirapine che transitava in via Lanfranco il cittadino bulgaro 27enne T.A.D., per il fare sospetto con cui si aggirava tra i palazzi attorno alle 10,20 del 24 aprile scorso. Tenuto d'occhio a distanza dagli agenti, l'uomo era stato notato camminare tra gli edifici guardandosi intorno in continuazione per poi fermarsi, fare una telefonata, entrare in un palazzo di via Vigotti, una pedonale chiusa nei pressi di via Lanfranco, per poi uscirne pochi minuti dopo. Procedendo alla perquisizione personale, l'uomo è stato trovato in possesso dell'ormai noto attrezzo bulgaro, una serie di chiavi artigianali, 30, suddivise in 10 mazzi, utilizzate per aprire le porte blindate a doppia mappatura senza lasciare segni di effrazione. Dopo aver sequestrato gli attrezzi, gli agenti hanno effettuato un controllo all'interno dell'edificio, verificando in 20 appartamenti la messa a segno di furti: esito negativo proprio per l'assenza di segni di effrazione attraverso la tecnica delle chiavi artigianali. Gli agenti erano impegnati anche a cercare una Citroen di cui l'uomo aveva le chiavi, asserendo però che la vettura si trovasse in Bulgaria.

La svolta mentre T.A.D. si trovava ancora in Questura: un furto in appartamento proprio in via Vigotti. Secondo quanto raccontato dalla vittima, al ritorno a casa la porta era regolarmente chiusa ma senza le quattro mandate che il proprietario ricordava di aver dato prima di uscire. L'amara sorpresa un'abitazione messa letteralmente a soqquadro dai ladri, che erano riusciti a rubare i gioielli e un salvadanaio in coccio con 40 euro circa. Non avendo la prova certa che fosse proprio T.A.D. ad aver commesso il furto, si è proceduto alla sua messa in libertà, ma avviando un pedinamento. I sospetti degli agenti erano che nel furto T.A.D. avesse avuto il ruolo del 'palo'. Osservandolo a distanza è stato notato dirigersi verso il Barilla Center e salire a bordo della sua Citroen.

Bloccato immediatamente, è stato trovato in possesso di numerosi strumenti atti allo scasso, tra cui una smeragliatrice, un trapano elettrico, guanti, cacciavite, taglierino, pinze, tronchese, tre sacchetti contenenti monetine per un valore di 11 euro, e 21,30 euro, e la somma in contanti di 460 euro. E' stato anche trovato in possesso di un cartoncino con una mappa disegnata a mano e le indicazioni di distanza da Verona ad altre città, tra cui Parma. Queste le prove che hanno portato gli inquirenti a credere che T.A.D. facesse parte della banda che nei giorni scorsi ha messo in atto una serie di furti in appartamento in città senza lasciare segni di effrazione.

Per inchiodare T.A.D. con la certezza che tra le chiavi artigianali che possedeva ce ne fosse una che potesse aprire la serratura dell'abitazione della vittima, è stato chiamato un tecnico per effettuare le verifiche: 3 pezzi su 30 se usati con esperienza potevano aprire con facilità la porta blindata di via Vigotti. L'ipotesi più accreditata era che T.A.D. abbia svolto un doppio ruolo all'interno della banda, sia da palo che da 'apriporta', questo spiegherebbe la sua attesa all'esterno controllando la situazione e la sua permanenza all'interno del palazzo per soli 3 minuti, per poi tornare fuori tenendo d'occhio la situazione pronto a dare segnali agli altri componenti della banda. Per T.A.D. è scattato l'arresto per furto, ora l'uomo si trova rinchiuso nel carcere di via Burla.

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