Usi-Ait, crisi e lotta di classe: dibattito sui sindacati e i diritti sul lavoro

Tra i temi caldi di discussione, alla presenza, tra gli altri, di Massimiliano Ilari, Usi-Ait, Piermichele Pollutri, Usb Parma e un operaio della Titan, l'insufficienza d'azione dei sindacati e la necessità di un'autorganizzazione

Il Primo Maggio dell'Usi-Ait a Parma

Inizia con l'esperienza di Paolo, operaio metalmeccanico Titan-Bologna e aderente Gift, l'assemblea pubblica "Crisi e lotta di classe" organizzata da U.s.i.-A.i.t. Parma. Anni di lavoro e scioperi per rivendicare diritti fondamentali e la presa di coscienza dell'insufficienza dell'azione dei sindacati: "Stare a fianco dei lavoratori significa instaurare un rapporto di dialogo, invece spesso i sindacati si trasformano in controparte. Non è certo facile parlare con i lavoratori, perchè in alcuni casi non sono a conoscenza dei loro diritti. E' più che mai necessario autorganizzarsi.Non rivendichiamo diritti per istigare le lotte, ma per sottolineare che la logica del profitto non ci potrà dare niente".

Analizzati da Piermichele Pollutri, Usb Parma, come indicatori degli effetti della crisi alcuni dati provenienti dalla Banca d'Italia e Istat che evidenziano come, tra le varie classi sociali, siano i lavoratori meno abbienti a vedere ridotto il  il potere d'acquisto del proprio salario, contrariamente ai dirigenti. Evidenziata anche la mancata tendenza a un incremento dei salari a differenza di quello dei profitti delle imprese. Stando ai dati esposti, emerge anche una netta discriminazione salariale ai danni di donne, immigrati e "giovani", a cui spesso vengono proposti contratti anche molto penalizzanti. "Ci dicono di fare fronte unico contro la crisi, ma da questi dati si vede che non è così - afferma Pollutri  -. Gli accordi recentemente sottoscritti dai sindacati con le aziende, oltre a suscitare dubbi di costituzionalità, rendono di fatto molto difficile lo svolgimento delle attività sindacali, tra cui l'indizione di scioperi, limitando lo spazio di manovra".

"Il vero nodo - secondo Massimiliano Ilari, U.s.i.-A.i.t. -, oltre a radicalità e democrazia all'interno dei sindacati, è la prospettiva. Anche se temono di non riuscire, i lavoratori non devono arrendersi per difendere i propri diritti. Le vecchie logiche di asservimento dei lavoratori oggi sono gli stessi lavoratori a mantenerle. Necessario creare un contesto autorganizzato che parta dal basso, con una pesante carica antisistemica".   L'autorganizzazione tema focale del dibattito, tra interventi dai punti di vista diversi, con il filo conduttore l'idea di creazione di coordinamenti di lavoratori che si riuniscano per discutere e confrontarsi su problemi sul posto di lavoro per proporre iniziative concrete di rivendicazione dei propri diritti, al di là di appartenenze politiche e tesseramenti a sindacati".

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