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Costringeva la fidanzata autistica a prostituirsi: condannato a 3 anni e 4 mesi

Nel novembre del 2011 la storia venne a galla e suscitò scalpore: un uomo di 37 anni costringeva la sua fidanzata autistica a prostituirsi sulla via Emilia. Per il 37enne condannato per uno solo dei reati di cui era accusato. La Pm aveva chiesto 7 anni

Si tratta di una delle vicende più tragiche che si è verificata negli ultimi anni a Parma. Oggi è arrivata la sentenza di condanna per l'imputato, ma solo per uno dei tre reati dei quali era accusato. Nel novembre del 2011 la storia venne a galla e suscitò scalpore: un uomo di 37 anni costringeva la sua fidanzata autistica a prostituirsi sulla via Emilia. Per poi intascarsi la maggior parte dei soldi derivati dall'attività. L'uomo, che viene insieme alla madre in piazzale Novella, venne arrestato dai carabinieri per induzione, sfruttamento della prostituzione e circonvenzione d'incapace. La donna di 27 anni era costretta a vivere in pochissimo spazio all'interno di una cantina nella casa di piazzale Novella. La promessa era quella del matrimonio, per il quale sarebbero serviti i soldi che lei guadagnava sulla strada. 

Oggi l'uomo è stato condannato a 3 anni e 4 mesi di reclusione per sfruttamento della prostituzione: per gli altri due reati invece, secondo il Collegio di giudici, il fatto non sussiste. Il Pubblico Ministero Paola Reggiani aveva chiesto 7 anni di reclusione. Secondo le perizie psichiatriche disposte durante il processo anche l'imputato soffriva di disturbi mentali, ma le sue condizioni sono state valutate compatibili con il giudizio. Quindi non è scattata l'incapacità di intendere e di volere. 

LA VICENDA.  La giovane, affetta da una forma di autismo, è stata notata alcuni giorni fa dai Carabinieri in via Emilia ovest. Nel chiederle se si stesse prostituendo, la govane è parsa sin da subito impaurita e non pienamente cosciente di ciò che stesse facendo. Dopo aver inventato una scusa, la giovane ha ammesso di praticare attività di meretricio per volere del suo ragazzo, nell'obiettivo di racimolare soldi per poi sposarsi.

Acclarata presto dai Carabinieri l'idea che l'uomo descritto dalla ragazza stesse sfruttando la forma di disabilità psicologica della giovane per ottenere soldi, sono partiti i controlli. A conferma dei problemi della giovane, anche una segnalazione ai Carabinieri da parte degli assistenti sociali del comune di appartenenza della ragazza. Da un controllo dei messaggi telefonici, è emerso che l'uomo, classe 1976, originario della Sardegna ma residente a Parma da anni, chiedesse alla giovane di vestirsi in maniera più succinta al fine di aumentare i guadagni sino al raggiungimento di almeno 200 euro al giorno.

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