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Le scuse dello Juventus Club, Bertoncini: "Vi dico com'è andata..."

Il presidente Mauro Bertoncini si sfoga a Parmatoday: "Abbiamo forse sbagliato a mandare la lettera ma credevamo di aver agito in modo corretto: ecco perchè"

Il caso del bambino escluso dall'Asd Juventus Club di Parma ha travalicato i confini provinciali e sta suscitando polemiche in tutta Italia, nel mondo sportivo e nell'opinione pubblica. Vi abbiamo raccontato della lettera consegnata al bambino, della reazione della madre, delle polemiche politiche, le prese di posizione contro la scelta della società. Il presidente Mauro Bertoncini si sfoga a Parmatoday: "Abbiamo forse sbagliato a mandare la lettera ma credevamo di aver agito in modo corretto: lo abbiamo fatto per non costringere i ragazzi a stare in Tribuna per tutte le partite del Campionato". 

"Questo episodio si è verificato anche forse per uno sbaglio ad inviare la lettera al bambino". Esordisce così Bertoncini, a commento di una caso ormai diventato nazionale. "Le richieste erano ventuno: giocando a sette non potevamo includere tutti, abbiamo fatto una rosa di sedici giocatori per dare modo a tutti di giocare almeno un tempo, amche perchè lo prevede il regolamento. Se ne avessimo accolti altri sei o sette avremmo dovuto lasciarli in Tribuna per tutte le partite, questa scelta sarebbe stata avvilinente per loro". 

"A 10 anni sono Pulcini - precisa il presidente - non fanno più parte della Scuola Calcio, ma partecipano ad un Campionato. "Il problema è che noi, dovendo fare una scelta, abbiamo scelto i sedici che potevano restare in rosa, poi in riunione abbiamo detto che avremmo inviato una lettera ai convocati e ai non convocati. I genitori hanno chiesto come lo avrebbero saputo, la lettera è stata consegnata al bambino, forse avremmo dovuto spedirla ai genitori. Questo è stato il nostro errore: forse avremmo potuto comunicarlo via telefono, ma lo abbiamo fatto in buona fede. Non abbiamo mai detto 'Tu non giochi più' anche perchè poi il bambino sarebbe potuto tornare l'anno prossimo. Abbiamo cercato di fare il bene del ragazzo, l'anno scorso non abbiamo mandato le lettere ci siamo trovati con dei ragazzini non convocati che non avevano fatto in tempo ad iscriversi ad altre squadre". 

Dopo quella lettera e la lettere della madre il caso del bambino escluso dallo Juventus Club è diventato di rilevanza nazionale. "E' saltato fuori un putiferio. Si è scomodata perfino la Juventus che con noi non c'entra niente. E' vero facciamo scuola calcio come Asd Juventus Club Parma ma non abbiamo nessun collegamento con la Fc Juventus di Torino. Il Comune di Parma non dà il patrocinio per le Scuole calcio, come sto leggendo in questi giorni. Non è vero poi che la Figc dà i soldi per la scuola calcio, è una cosa assurda: non dà soldi. La Figc non dà dei soldi a nessuna società, li prende dalle iscrizioni".

"Facciamo giocare 250 ragazzi tutti gli anni, dal 1961 facciamo attività, in tutti questi anni non abbiamo mai avuto un caso del genere. Forse sono i genitori che l'hanno presa molto male. Abbiamo cercato di agevolare il bambino, non è una selezione vera e propria, si sa che quando si gioca vengono scelti i 16 più bravini. Il fatto di rimanere fuori non deve essere vista come una bocciatura, anche perchè se non può stare quest'anno in questa squadra potrebbe esserci l'anno prossimo. Non abbiamo ucciso un sogno, giocando nello Juventus Club non si arriva alla Juventus di Torino. In questi giorni siamo stati subissati di telefonate, il 99% di solidarietà di chi sa come lavoriamo. Abbiamo una competenza che in tutta Italia ci invidiano, quello che sta succedendo ora darà tantissimo fastidio. Ci sembrava di aver fatto una cosa fatta bene, invece poi salta fuori qusto putiferio".

"CHIEDIAMO SCUSA ALLA FAMIGLIA"- "Abbiamo chiesto scusa alla famiglia, tramite i giornali. Più di cosi non sappiamo cosa fare, non abbiamo ucciso nessuno. Noi ci troviamo a dover dire di no a tanti bambini: se abbiamo un numero esagerato di iscrizioni non sappiamo come fare. Per la classe del 2008 abbiamo due squadre che giocano a 5 ma non per tutte le annate possiamo fare due squadre, non abbiamo nè la forza economica nè quella fisica. Non è una cosa fatta male, c'è chi la prende bene e chi la prende male. La lettera non si doveva fare, l'abbiamo fatta per evitare la situazione dell'anno scorso. Cerchiamo di fare il nostro lavoro come si deve, abbiamo dei preparatori con tesserino. Questa vicenda non ci ha fatto sicuramente piacere: ci sta danneggiando a livello d'immagine della società, che non è cosi come appare sui giornali. Speriamo che il caso si sgonfi al più presto: io sono presidente da diciotto anni e penso che l'unica nostra responsabilità sia la lettera. Ci finanziamo autonomamente, non abbiamo contributi da Enti. Ora tutta Italia sa che abbiamo lasciato a casa un bambino. Questa campagna denigratoria è stata montata contro di noi e ci ha dato fastidio: in Italia di questi casi ce ne sono a migliaia, tanti anche a Parma".  

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