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Bambino scartato, tutti contro la lettera: "Ci vuole un pò di umanità"

Il dibattito in città sull'esclusione del bambino di 10 anni dallo Juventus Club continua: quasi tutti i cittadini che abbiamo intervistato hanno una posizione netta: quella lettera non andava inviata

Tutti contro la lettera inviata dalla società Juventus Club al baby-calciatore di 10 anni che avrebbe dovuto partecipare al Campionato nella categoria pulcini e che invece è stato escluso. Un caso che è diventato di interesse nazionale ed ha suscitato le polemiche di numerose personalità dello sport. Il presidente Bertoncini si era difeso, dalle colonne di Parmatoday, spiegando la sua versione dei fatti. Siamo andati in strada a Parma per capire cosa ne pensano i cittadini della vicenda. Le opinioni sono quasi tutte contro la scelta di escludere il bambino. 

"Quando ho letto della vicenda, che a Parma è nota a tutti ormai, mi sono veramente stupita - racconta Silvia, 40 anni. Io faccio l'insegnante e non credo che a quell'età si possa fare una selezione così netta. Ho letto anche l'intervista a Bertoncini ma qualcosa non mi convince. Capisco le ragioni tecniche ma secondo me si poteva fare qualcosa di più: il lato umano va sempre considerato. Io insegno da 10 anni ai ragazzi di quell'età e molti di loro fanno sport: la competizione può anche essere positiva ma in questo caso avrebbero dovuto dare la possibilità al bambino di partecipare". 

"Penso - dice Valentina, 32 anni, educatrice- che la selezione a quell'età, sia normale in altri sport agonistici, come l'atletica e altro. Quindi non mi stupisco. Il problema è generale. ovvero il fatto che ci sia competizione nel mondo sportivo finalizzata ad un obiettivo. Chi fa sport, che sia bambino o adulto, dovrebbe essere inserito in un'ambiente autogestito, senza obiettivi che vadano aldilà dello sincero spirito sportivo". 

"Ci vorrebbe un pò più di umanità nel trattare queste situazioni, così delicate" sostiene Carlo, 28 anni, agente di commercio. Non sono esperto del mondo sportivo ma secondo me andrebbe visto tutto da un'altra ottica. Per un bambino di dieci anni sarebbe bene avere più attenzione, ho letto anche la risposta di Bertoncini. E' un tema che mi appassiona molto". 

"Io forse ho una posizione diversa rispetto agli altri ma penso che, alla fine, Bertoncini e gli altri dirigenti, non potessero fare altro. Mi spiego: se le regole prevedono quello che lui dice vedo difficile andare contro questi regolamenti e se non è stato possibile fare due squadre non c'era alternativa. E poi perchè solo i genitori di questo bambino hanno sollevato il caso mediatico? Non me lo spiego: è una cosa che succede a tanti bambini, penso anche a Parma". 

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