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Sgominata la banda della Golf nera: uno degli albanesi confessa la rapina di Porporano

Tre malviventi, che avevano la base logistica in un appartamento di via Venezia, sono stati fermati dai poliziotti al ritorno da un 'colpo'. Tra gli oggetti da scasso trovato un flessibile: uno di loro ha detto di aver partecipato alla rapina durante la quale era stato minacciato un minorenne

In questi primi mesi dell'autunno si è registrata un'impennata dei furti in abitazione: ogni anno dopo l'estate vengono infatti registrati molti movimenti dei ladri di appartamento che sfruttano il fatto che le persone si assentano da casa per motivi di lavoro. Queste bande di ladri agiscono in maniera scientifica e sanno come eludere le forze dell'ordine. Il 20 ottobre a Porporano, si è verificato un episodio gravissimo: una rapina in villa in cui il figlio dei proprietari, minorenne, è stato minacciato dai malviventi allo scopo di ottenere le chiavi della cassaforte. I ladri, visto che il ragazzo non aveva le chiavi, hanno tagliato con un flessibile il cavou, tenendo in scacco il bambino per tutto il tempo. Dopo l'episodio del 20 ottobre, i poliziotti della squadra Antirapine sono riusciti a individuare alcuni malviventi che si muovevano su una Golf nera grazie ad alcune immagini. 

Questa Golf era stata segnalata anche in altri furti di abitazioni: si tratta di una vera e propria squadra che effettuava furti in maniera seriale tra Parma e provincia. Un cittadino della zona di via Venezia ci ha segnalato movimenti strani da parte di alcune persone che sembravano dell'est e non erano mai statii visti in zona. Avevano orari particolari: mattina a casa, uscivano nel tardo pomeriggio, uscivano in tarda serata e rientravano la notte. 

Questi dettagli sono stati comunicati alla squadra Antirapina che ha tracciato un profilo: sono infatti orari che corrispondono a quelli dei ladri in appartamento. Domenica scorsa sono state intercettati tre soggetti che sono stati seguiti fino a quando sono arrivati ad una Golf nera. La macchina era stata rubata nel luglio 2016 a Parma, era la loro macchina di lavoro, che gli permetteva di muoversi senza lasciare tracce. Grazie al pedinamento, di cui i malviventi non si sono accorti, è stata individuata un'abitazione. Sul posto sono giunti nove poliziotti: gli operatori sono stati piazzati intorno all'abitazione dalla quale erano usciti i ladri, che sarebbero poi ritornati li una volta terminata l'attività. 

Alle 20:30 i tre albanesi sono ritornati e sono stati bloccati all'interno dell'abitazione: hanno reagito al fermo, opponendo resistenza, superata con difficoltà dagli operatori di Polizia. Nell'autovettura e nell'abitazione sono stati trovati tutti gli strumenti di lavoro e da scasso. Il flessibile lo portavano dentro ad una borsa della Conad: il bambino della villa di Porporano aveva raccontato proprio della presenza di un flessibile. A conclusione dell'interrogario, uno degli arrestati, Goci del '79 ha detto di aver partecipato alla rapina di Porporano. Per tutti gli altri la denuncia è di ricettazione, mentre nei suoi confronti è stato adottato il fermo per la rapina. Due di loro sono pluripregiudicati, che in passato avevano fatto razzia e che erano stati già in Italia. Sonostati sequestrati oggetti da scasso come piedi di porco, torce, manici di cacciavite, martelli, martelli cinetici, una smerigliatrice. Tra la refurtiva recuperata orologi, gioielli, anelli, portachiavi, Rolex e orologi di lusso, giubbotti e altri capi di abbigliamento. 

Due degli albanesi arrestati, Goci Artan di 38 anni, Ernal Karay di 23 anni sono pluripregiudicati. Il terzoArben Reci, invece del tutto incensurato ma ciò in esclude il fatto che sia stato già in Italia a 'lavorare'. "Siamo certi che qui abbiano trovato solo una parte della refurtiva -hanno dichiarato gli inquirenti- ossia tutto ciò che non hanno piazzato facilmente: insieme alla borsa magari c'erano dei contanti o gioielli. È una stima difficile da fare. Per noi è importante ricostruire la loro attività partendo da questa refurtiva"

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