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Biblioteca di Alice al Pablo, il Comitato: "Avete chiesto ai residenti?"

Biblioteca di Alice all'interno dell'area verde di Piazzale Pablo. Nei giorni scorsi si sono sollevate polemiche con le parole di Giuseppe Pellacini rivolte all'Amministrazione Comunale, accusata di sottrarre un'area verde in un territorio già parecchi cementificato. Ecco la proposta del Comitato di utenti delle biblioteche 'Leggere tra le ruspe'. 

LA NOTA DI LEGGERE TRA LE RUSPE - Stasera 8 giugno verrà presentata ai cittadini la “decisione” della Giunta Comunale in merito alla nuova sede della biblioteca di Alice. Zona Alice 2016. Nel 2012 il commissario Ciclosi decise la chiusura della scuola “Racagni” e il trasferimento di Alice nelle serre del Parco Ducale. Da allora sino a oggi, più volte ci siamo schierati a favore del suo ritorno al quartiere Pablo. Nel corso di incontri pubblici tra la fine del 2012 e l’inizio del 2013, l’ipotesi di un ritorno al Pablo, sia all’interno della futura scuola “Racagni” (idea subito abbandonata) che attraverso la ricerca di sedi in aree già edificate nel quartiere fu ventilata dall’assessore Alinovi. Un paio di anni fa abbiamo forse contribuito a fermare l’incongrua ipotesi dell’assessore Ferraris, che pensava al trasloco dalle malsane serre al palazzetto Sanvitale. Circa un anno fa circolava anche la voce di una nuova sede nel parco Cittadella, dalla parte opposta della città. Il 20 ottobre scorso abbiamo avuto l’onore di comunicare in anteprima agli ignari bibliotecari di Alice che sarebbero ritornati al Pablo. Finalmente…

Vi sono però alcuni dubbi e istanze che riteniamo importanti, emerse da più parti (articolo de “Il Marcovaldo” del 9 aprile 2015, comunicato del consigliere 5 Stelle Fabrizio Savani, comunicato del consigliere Pellacini) e che poniamo all’attenzione della Giunta: in primo luogo si presenta la soppressione di una delle pochissime aree verdi di un quartiere martoriato dalla cementificazione selvaggia (area EFSA, ponte nord, ecc.), a favore della biblioteca. Due semplici domande. La collocazione in aree già costruite è stata considerata e cercata con la dovuta attenzione? Esempi simili, quali la biblioteca “Ospizio” dell’omonimo quartiere reggiano, possono dare l’idea della realizzabilità dell’opera all’interno di edifici già esistenti. E soprattutto: la popolazione del quartiere è stata interrogata in merito? Per quanto una sede costruita ex novo possa presentare indubbi vantaggi, il sacrificio di una delle poche aree non cementificate a disposizione dei cittadini pare andare contro a diversi dei principi del buon senso, e delle stesse idee per le quali il M5S è stato votato a Parma. Una seria e onesta consultazione, che consenta agli abitanti di valutare i pro e i contro delle due ipotesi, sarà senza dubbio da preferirsi. Per l’ennesima volta, una presentazione di scelte già prese, calate dall’alto, come non era accettabile sotto la giunta Vignali, lo è ancor meno oggi.

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