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Genocidio birmano, i Nobel scrivono una lettera ad Aung San Suu Kyi

Le violenze dell'esercito contro la minoranza musulmana dei Rohingya hanno portato vari premi Nobel a inviare una lettera aperta alla leader Birmana per prendere posizioni sull'accaduto

Aung San Suu Kyi, la "signora" birmana già premio nobel per la pace dal 1991 e cittadina onoraria della nostra città dal 2007 è chiamata ad esprimere una posizione sulla tragedia che si sta svolgendo in Birmania a carico della minoranza etnica musulmana dei Rohingya.

Una lettera aperta di pesanti critiche arriva alla leader per il suo silenzio riguardo alla "pulizia etnica" che si sta consumando in birmania, tra i suoi firmatari 23 leader mondiali tra cui anche l’arcivescovo Desmond Tutu e Malala Yousafzai (ma anche Romano Prodi ed Emma Bonino) ed è indirizzata al Consiglio di sicurezza dell’Onu. 

La tragedia che si sta consumando dall'esercito birmano a danno dei Rohingya riportata da diverse testimonianze parla di un grande dispiegmento di mezzi militari e truppe di terra che hanno ucciso vari civili tra cui molte donne e bambini.

Amnesty International lancia un allarme e afferma in un report che le azioni dell’esercito birmano potrebbero essere considerate come crimini contro l’umanità.

Ma sulla vicenda la Suu Kyi non si è ancora espressa. In città il senatore Pagliari (Pd), come riportato da Tv Parma prende parola "è ingiustificabile il silenzio di Aung San Suu Kyi e nessun democratico lo può giustificare. Il silenzio e la reticenza di Aung non hanno alcuna scusante. Se il quadro dovesse essere confermato non avrei remore a chiedere di togliere la cittadinanza onoraria di Parma".

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