Bocconi avvelenati per uccidere i lupi: denunciati 5 bracconieri

Dopo aver ucciso i lupi per non avere 'concorrenza' nella caccia al cighiale i 5 che praticavano illegalmente la caccia, si facevano fotografare con i loro macabri 'trofei'. La Guardia Forestale li ha fermati

Spargevano bocconi avvelenati nei boschi dell'Alta Val Parma per abbattere gli esemplari di lupi presenti nella zona. Con questo sistema hanno anche ucciso volpi, faine, tassi, martore, aquile, poiane ed altri uccelli rapaci, ma anche cani e gatti che si allontanavano dalle abitazioni vicine. Sono cinque bracconieri, individuati e denunciati dalla Guardia Forestale di Parma, che ora dovranno rispondere dei reati di uccisione e maltrattamento di animali appartenenti a specie particolarmente protette e per gli illeciti relativi alla normativa sull'attività venatoria.

Secondo quanto emerso nelle indagini, i cinque, che praticavano anche l'attività venatoria illegalmente, avevano deciso di abbattere più esemplari di lupi possibili per non avere 'concorrenti' nella caccia a caprioli e cinghiali. Per fare questo spargevano nei boschi decine e decine di esche avvelenate. Le prove dell'attività di bracconaggio gli agenti della Forestale le hanno trovate nell'abitazione dei cinque: i bracconieri avevano infatti l'abitudine di farsi ritrarre in foto armati di fucile e con accanto i lupi appena abbattuti. Molte di queste immagini sono state sequestrate. Nonostante dagli anni settanta il lupo appenninico sia una specie protetta, sono sempre in aumento i casi di bracconaggio.

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GABRIELLA MEO: ORA UNA LEGGE. "Quello messo in luce dalla Forestale è l'ennesimo esempio di quanto sia necessaria e urgente una legge regionale che intervenga sullo spargimento di esche e bocconi avvelenati con misure decise che consentano di stroncare sul nascere questo fenomeno criminale. La proposta di legge che ho presentato serve appunto a ciò". Lo ha detto la consigliera regionale dei Verdi Gabriella Meo in una dichiarazione sull'operazione antibracconaggio della Forestale di Parma. Meo ha fatto le congratulazioni agli agenti e al loro Comandante Provinciale Pierluigi Fedele. "E' con viva soddisfazione - ha aggiunto la consigliera - che ho appreso dell'individuazione, dopo un lungo e difficile lavoro investigativo, dei 5 presunti bracconieri che compivano la loro opera di sterminio con bocconi avvelenati contro esemplari di lupo e di altre specie selvatiche particolarmente protette come faine, tassi, martore, aquile, poiane ed altri uccelli rapaci, oltre che naturalmente contro qualsiasi altro animale, come cani e gatti domestici, a cui capitava di cibarsi delle mortali esche che il gruppo spargeva nell'alta Val Parma. Presunti fino ad un certo punto, visto che gli agenti della Forestale hanno rinvenuto delle foto in cui alcuni di loro si 'esibivano' con le carcasse degli animali uccisi illegalmente". "Non stupisce poi - ha continuato Meo - che i 5 siano cacciatori con regolare porto d'armi e membri delle squadre di cinghialai della montagna. Ora vedremo se le associazioni venatorie, che tengono sempre a distinguere i loro associati dai bracconieri, sapranno prendere concretamente le distanze espellendoli".

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