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Parmigiani in Inghilterra, le testimonianze: 'A Londra non si è mai stranieri"

Marco Martino, parmigiano Manager e Promoter a Hootananny Brixton: "Il dato che per me rimane certo è che questo referendum andrà ad alimentare quello spirito nazionalista che in Europa possiamo già osservare nelle politiche di Le Penne in Francia, Salvini in Italia e Merkel in Germania"

La Gran Bretagna è uscita dall'Unione Europea. La notizia ha sconvolto tante persone: i parmigiani che abbiamo intervistato ieri ci hanno detto che per loro sareblio che l'Italia non uscisse dall'Ue, per varie motivazioni. Ma gli effetti immediati della decisione presa dal popolo inglese ricadranno sugli stranieri presenti sul territorio del Regno Unito. Abbiamo ascoltato la voce di alcuni parmigiani che vivono a Londra, studenti e lavoratori. 

Il parmigiamo Marco Martino è arrivato a Londra per studiare alla scuola di Music Production. Oggi è manger e Promoter a Hootananny Brixton, un locale a sud di Londra. "Il dato che la Gran Bretagna abbia votato per l'uscita dall'UE è sicuramente un dato storico. Se proviamo ad analizzare le motivazioni che hanno portato gli inglesi a votare a favore del ''Leave'' possiamo trovare molteplici pensieri politici spesso anche fortemente contrastanti tra loro. Innanzitutto un dato certo è che se da una parte le fasce di anziani hanno votato per uscire, la stragrande maggioranza dei giovani ha invece supportato il ''Remain''. Le città più grandi, tra cui Londra, sono state nettamente propense a rimanere, insieme ai voti della Scozia e dell'Irlanda. Ciò è avvenuto sicuramente perché le grandi metropoli inglesi e gli stati Ribelli hanno storie diverse dalle periferie della nazione, le quali, al contrario, non hanno mai subito quello scambio culturale che tanto contraddistingue città come Liverpool, Londra e Manchester. Ma bisogna dire che nel mezzo del calderone dei sostenitori del Brexit troviamo un po di tutto: dall'Ultra destra razzista e xenofoba ai grandi businessman fino agli Indipendentisti che sognano un'esperienza come quella Islandese. Il dato che per me rimane certo è che questo referendum andrà ad alimentare quello spirito nazionalista che in Europa possiamo già osservare nelle politiche di Le Penne in Francia, Salvini in Italia e Merkel in Germania. La vittoria di un promotore politico come Farage nel 2016 è una sconfitta sia politica che umana, in quanto a vincere sono le menti becere di chi ancora punta l'attenzione sull'etnia, la razza e la provenienza: dato infatti ben noto della campagna sostenitrice del Brexit è il tema ''Migranti'', che così come in Italia con Salvini si prefissa un controllo serrato dei movimenti delle persone che andranno a penalizzare come sempre le fasce più deboli non solo d'Europa ma di tutto il mondo. D'altra parte è poi interessante la contraddizione che stanno facendo emergere gli Scozzesi, chiedendo oggi più che mai, l'indipendenza ad una nazione che dell'indipendenza ha fatto il suo cavallo di battaglia per la vittoria di questo Brexit ma che fino ad oggi ha negato agli altri con ogni mezzo necessario. Dovremo comunque stare a vedere, perché i giochi di potere iniziano a giocare proprio adesso e ci vorranno anni prima di vedere l'effettivo concretizzarsi di questo referendum. Nel frattempo nel sud di Londra pratichiamo Antirazzismo e Solidarietà, perché le comunità che abitiamo sono meticce, senza confini nè Identità Cultura

Laura è una giovane che ha vissuto a Londra per 4 anni e ci racconta la sua esperienza. "Avendo vissuto a Londra per 4 anni non mi sono mai sentita straniera, è una citta diversa dal resto del Paese. L'integrazione è ciò che rende la città speciale e gli stranieri hanno da senpre aiutato a farla crescere culturalmente e soprattutto economicamente. Sono rimasta molto sopresa della Brexit, non me lo sarei mai aspettata: non mi sorprende invece che la maggioranza che voleva uscire fosse costituita da anziani e pensionati. I giovani avrebbero voluto rimanre. Credo che sicuramente citta come Londra in cui la maggior parte della popolazione è straniera troverà delle soluzioni. Ora anche gli altri Stati potranno indire Referendum e se dovessero uscire l'Europa non sarebbe piu la "grande nazione" che avrebbe dovuto essere. Dobbiamo stare uniti e affrontare le questioni insieme per risolvere problemI come l'immigrazione o come le regole economiche che hanno rovinato l'Europa negli ultimi anni". 

"Siamo qui per motivi di studio e ora non so cosa faremo, è assurdo". E' questo il commento più diffuso tra i parmigiani che abbiamo intervistato, chiedendogli cosa ne pensassero dell'esito del Referendum e cosa pensano di fare ora. "Adesso vediamo cosa succede, appena si avranno notizie ufficiali vedremo come muoverci. Per ora sentiamo un senso di insensatezza che faccaimo fatica a levarci di dosso. Da un giorno all'altro ci troviamo ad essere stranieri, questo fa capire quanto arbitraria sia la definizione di clandestino. Dipende tutto da accordi tra Stati". 

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