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Buoni Fruttiferi Postali, Federconsumatori: "Rimborso da 37 mila euro"

Buone notizie per i titolari di buoni postali fruttiferi emessi, dopo il decreto ministeriale del giugno 1986, su modelli preesistenti senza che gli Uffici postali abbiano apportato modifiche alle condizioni prestampate

Buone notizie per i titolari di buoni postali fruttiferi emessi, dopo il decreto ministeriale del giugno 1986, su modelli preesistenti senza che gli Uffici postali abbiano apportato modifiche alle condizioni prestampate. Infatti, sia i Tribunali di merito sia l'Arbitro Bancario e Finanziario, a conferma di quanto già affermato dalla Corte di Cassazione, hanno stabilito la prevalenza delle condizioni poste sul retro dei Buoni rispetto a quelle stabilite dai decreti ministeriali con conseguente riconoscimento a favore dei titolari del migliore tasso d'interesse riportato sui buoni stessi, a vantaggio quindi dei risparmiatori.

A seguito di queste pronunce Federconsumatori Parma, con  l'Avv. Patrizia Mammone, ha seguito diverse pratiche e ottenute diversi rimborsi, di alcune migliaia di  euro, per arrivare anche a cifre più consistenti, 37.000 euro nell'ultimo caso. I rimborsi sono stati ottenuti per la serie AF. Discorso più complesso per i Buoni Postali datati primi anni ‘80 (serie M, M, O, P), che meritano comunque un approfondimento. Federconsumatori Parma è a disposizione con i propri consulenti per fornire tutte le informazioni del caso e per intraprendere eventuali azioni di tutela.

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