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Carcere, protocollo d'intesa sull'assistenza sanitaria: 26 visite specialistiche all'anno per ogni detenuto

Il Garante dei Detenuti Roberto Cavalieri lancia l'allarme: "Parma deve schierarsi contro il progetto di ampliamento del penitenziario di via Burla: l'arrivo di altri 200 detenuti sarebbe insostenibile per la città"

La mattina di martedì 2 agosto è stato siglato un protocollo d'intesa tra Azienda Ausl e Istituti Penitenziari di Parma che durerà tre anni e si compone di 27 articoli, dove sono indicate le forme di collaborazione tra il carcere e la struttura sanitaria. Presso la sede della direzione generale dell'Ausl di strada del Quartiere si è svolta la conferenza stampa di presentazione, alla presenza di Elesa Saccenti, direttore sanitario dell'Ausl, Carlo Berdini, direttore degli Istituti Penitenziari di Parma, Ettore Brianti, Direttore Sanitario dell'Ausl di Parma, Choroma Faissal, Direttore dell'Unità Operativa Salute negli Istituti Penitenziari, il Garante dei Detenuti del Comune di Parma Roberto Cavalieri, Giuseppina Ciotti, Direttore Distretto di Parma e Maria Teresa Celendo, Direttore del Dipartimento Cure Primarie. Il protocollo definisce le modalità organizzative con cui è assicurata l'assistenza sanitaria all'interno della struttura carceraria e le procedure da seguire qualora sia necessario il ricovero ospedaliero o un esame diagnostico in centri esterni. Particolare attenzione è posta alla gestione dei casi sanitari più complessi, per le quali le parti si impegnano a definire programmi di intervento specifici a alla realizzazione di un efficace azione di prevenzione. Roberto Cavalieri, Garante dei Detenuti del Comune di Parma: "Si parla di 26 visite specialistiche all'anno in media per ogni detenuto. Per me è un dato negativo poichè ciò vuol dire che i detenuti sono molto malati. Voglio lanciare anche l'allarme rispetto alla prevista costruzione del nuovo padiglione del carcere di Parma, che ospiterà - secondo il Piano Carceri - altri duecento detenuti. Recentemente c'è stato l'appello della Garante regionale per il proseguimento dei lavori. Io penso invece che Parma debba prendere una posizione contro questo progetto, che sarebbe insostenibile anche dal punto di vista del sistema sanitario all'interno del carcere". 

All'interno del carcere di via Burla, che al 31 dicembre 2015, contava 560 detenuti mentre 1.064 sono le persone transitate durante tutto l'anno scorso, sono state assicurate più di 25.800 visite specialistiche, ovvero una media di 26 visite specialistiche in ogni anno per ogni detenuto rinchiuso. Sono stati effettuati anche 7.400 esami di diagnostica strumentale, di laboratorio, di riabilitazione. Nel 2015, all'interno del carcere lavorava personale sanitario: un dirigente medico responsabile, tre dirigenti medici, 21 medici specialisti, 17 medici di guardia a garanzia della comunità assistenziale, 3 medici psichiatri, 4 psicologi, 3 educatori, 54 infermieri e un coordinatore, un assistente sociale, un operatore socio-sanitario. Gli agenti di Polizia Penitenziaria invece sono 305. 

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