Scontri al Montanara: Parma Antifascista vs Casa Pound

Ricostruzioni opposte sui fatti di sabato 12 maggio quando un gruppo di una trentina di neofascisti si è presentato davanti al circolo Arci Minerva in via Carmignani armato di spranghe e catene

Sabato 12 maggio in via Carmignani nel quartiere Montanara, di fronte alla sede del circolo Arci Minerva, secondo le testimonianze dei presenti un gruppo di una trentina di aderenti al movimento neofascista Casa Pound si è presentato davanti al circolo Arci Minerva con spranghe, catene ed altri oggetti contundenti. Ne è scaturita una colluttazione che fortunatamente non ha avuto conseguenze gravi, solo alcuni feriti lievi. Coinvolta anche la senatrice del Pd Albertina Soliani che ha denunciato l'aggressione e chiesto la chiusura della sede di Casa Pound, così come altri partiti e movimenti politici: il candidato sindaco del Pd Vincenzo Bernazzoli, Rifondazione Comunista, Sel, Parma Bene Comune. La ricostruzione dei fatti fatta dagli antifascisti e da Casa Pound è contrastante: i militanti del gruppo neofascista hanno anche chiesto un incontro alla senatrice del Pd Soliani.

IL COMUNICATO DI PARMA ANTIFASCISTA

Sabato 12 maggio alcuni gruppi della Parma Antifascista si sono riuniti nel quartiere Montanara, al fianco del Comitato Antifascista, perché, fin dal primo pomeriggio, inaspettatamenente, gli abitanti hanno trovato le vie limitrofe alla sede di CasaPound presidiate da camionette e volanti della polizia; una situazione di militarizzazione che non è sicuramente facile da sopportare e che in quartiere si è già presentata più volte a causa della presenza della sede fascista. Già immaginiamo la prevedibile risposta dei camerati: questo disagio è provocato dalle contestazioni continue della Parma Antifascista; ma se l'antifascismo è un valore riconosciuto dalla Costituzione, altrettanto riconosciuto e legittimo dovrebbe essere il dissenso verso chi si dichiara fascista oggi e la volontà popolare di quanti hanno, sin dalla prima comparsa del gruppo in città, sempre svelato la vera natura dei "fascisti del terzo millennio". Natura che sabato si è finalmente dimostrata nella sua interezza. E' da quando è arrivata la sedicente associazione che il Comitato si è fatto portavoce del disagio dei residenti nel dover sopportare la provocatoria presenza dei fascisti nel quartiere, un quartiere da sempre legato ai valori dell'antifascismo e della condivisione pacifica. Pensiamo che la volontà popolare dovrebbe essere accolta e presa una volta per tutte in considerazione, non risolta con la militarizzazione. Una militarizzazione che tra l'altro ha sempre avuto lo scopo di proteggere chi dovrebbe essere dichiarato fuorilegge. Questo è un primo enorme paradosso: le forze dell'ordine, funzionari di questo stato che si dice antifascista, invece di difendere gli abitanti del quartiere, difendono un manipolo di neofascisti. E' un paradosso, ma non ci stupisce: è una brutta storia che dura dagli anni 70, quella delle simpatie fasciste all'interno dei corpi di polizia e la connivenza con diversi apparati dello stato. Questa consapevolezza ci ha portato ad assumerci la responsabilità di difendere e praticare in prima persona una vigilanza costante per una città libera da forme di fascismo e razzismo; antifascismo e antirazzismo, due valori cardine per una convivenza pacifica e libera tra le persone. Lo spazio concesso ai fascisti in questo senso non è solo vergognoso ma anche provocatorio.

Ci preme chiarire che la militarizzazione è iniziata prima dell'arrivo dei rappresentanti del Comitato e che le provocazioni da parte dei fascisti sono iniziate ben prima dell'attacco dei circolo Arci Minerva. Questo è un secondo paradosso: gli abitanti avevano chiesto ai responsabili delle forze dell'ordine di scortare i fascisti fuori dal quartiere al termine della loro iniziativa, al fine di evitare provocazioni in quartiere, per garantire la sicurezza di tutti i residenti. Anche in questo caso, i tutori dell'ordine hanno invece preferito caricare le persone che si stavano riunendo in solidarietà al Comitato Antifascista e permettere ai fascisti di girare liberamente per le vie del quartiere. E qui, smentiamo quanto riportato dalla stampa e dai dirigenti della polizia: le forze dell'ordine non si sono MAI allontanate dal quartiere, avendo sempre la situazione sott'occhio; in via Carmignani, dove vi è la sede del Circolo Arci Minerva, sostavano i funzionari della Digos che hanno permesso ai fascisti, armati di tutto punto (catene, cinghie, tirapugni, cutter, bottiglie...) di arrivare fino a pochi metri dal circolo. Non è assolutamente accettabile che le forze dell'ordine abbiano permesso l'attacco di un locale pubblico di quartiere, mettendo in pericolo gli avventori e tutti gli abitanti della via. L'attacco è stato respinto sia dagli antifascisti ancora lì presenti che da molti ragazzi del Circolo Arci Minerva, a cui diamo tutta la nostra solidarietà. Questa resistenza ha impedito che i fascisti arrivassero nel locale e ha tutelato tutte le persone che, impaurite vi si erano rifugiate all'interno. Ci dispiace che l'ospitale Circolo Arci abbia dovuto sopportare una simile situazione, e nei prossimi giorni ci attiveremo per qualsiasi necessità di cui il circolo abbia bisogno.

Durante questo attacco, i dirigenti lì presenti si sono semplicemente limitati ad osservare la scena; le camionette e i celerini sopraggiunti dopo, si sono schierati dietro i fascisti, preparandosi ad attaccare chi invece stava di fatto difendendo il circolo. Lo schieramento dei celerini ha ovviamente fatto arretrare tutte le persone a difesa del circolo. E non è tutto: con rabbia abbiamo osservato tutti i poliziotti farsi da parte per concedere la libera via ai fascisti che si sono allontanati con le mani alzate, si, ma ancora armati di tutto punto. Per questo ci chiediamo che senso abbia la perquisizione della sede dei fascisti all'una di notte, quando i responsabili dell'attacco erano a due passi dai poliziotti mentre lo portavano in atto. Si tratta chiaramente di un pro-forma, che non serve però a giustificare l'operato delle forze dell'ordine. Le forze dell'ordine dovrebbero scusarsi con i gestori del Circolo Minerva e con l'intero quartiere per questa gestione connivente della giornata di sabato. Molti residenti hanno visto sotto i loro occhi cosa è successo e l'intero andamento dei fatti in via Carmignani; l'unica cosa che può consolarci è che agendo in questo modo i fascisti si sono svelati interamente per quello che sono e non hanno fatto che inimicarsi ancora di più il quartiere Montanara e l'intera città.
 

IL COMUNICATO DI CASA POUND PARMA

"Leggiamo in queste ore che secondo la senatrice Soliani noi, impegnati in un sabato di festa ed allegria per la rinnovata sede, avremmo impunemente e senza alcun motivo aggredito alcuni giovani del Comitato antifascista Montanara, che sappiamo rifarsi alla sinistra più estrema e che si erano radunati fin dal pomeriggio dietro i cordoni di polizia per insultarci e lanciare slogan contro di noi  - dichiara il coordinatore di CasaPound Italia Parma Pier Paolo Mora -  Invitiamo la senatrice a un confronto pubblico per chiarire una volta per tutte chi davvero abbia tenuto un atteggiamento antidemocratico e abbia fatto di tutto per alzare la tensione quel pomeriggio. Oltretutto abbiamo appreso da residenti del quartiere - continua Mora - che sempre quel pomeriggio alcuni adolescenti sarebbero stati minacciati e presi a sputi per il semplice fatto di conoscere alcuni dei nostri militanti. Alla senatrice lasciamo anche la scelta del giorno e del luogo - conclude Mora - proprio perché non abbiamo nulla da nascondere e non temiamo assolutamente il confronto anche su temi così delicati".

Rissa tra CasaPound e antifascisti in via Carmignani - ParmaToday
"E' degenerato in un confronto fisico l'assalto a colpi di bottiglia contro l'auto di un militante di CasaPound Italia scatenato da militanti della sinistra estrema durante l'inaugurazione della sede del movimento appena ristrutturata a Parma. A seguito degli scontri la sede di Cpi è stata perquisita da parte delle forze dell' ordine, senza che venisse trovato nulla di anomalo". Così CasaPound ricostruisce i momenti di tensione avvenuti nella serata di ieri, che hanno tra l'altro portato la senatrice Pd Albertina Soliani a chiedere l'intervento della polizia e ad annunciare la richiesta al prossimo sindaco di chiudere la sede di CasaPound nel quartiere Montanara, dalla forte tradizione 'rossa'. "Ancora una volta dobbiamo constatare l'ignoranza di certe persone - commenta Pier Paolo Mora, responsabile provinciale di CasaPound Italia Parma - riconducibili a una parte politica ben precisa che ha oltretutto avuto candidati anche alle ultimissime elezioni comunali, e che in tempi di crisi non trovano nulla di meglio da fare se non disturbare con atti violenti l'inaugurazione della sede di un'associazione come la nostra legalmente riconosciuta dallo stato italiano e che ha come unico scopo il miglioramento delle condizioni sociali in Italia come nella nostra città. Oltretutto al termine di una giornata per noi di festa in cui i militanti avevano riso e scherzato tra loro, e si erano complimentati per l'ottimo lavoro svolto nella ristrutturazione della sede". "Hanno cercato ancora una volta di intimidirci con la violenza, mancato questo risultato hanno provato a girare mediaticamente la cosa contro di noi - aggiunge Mora -. Inutile dire che come abbiamo sempre fatto noi continueremo per la nostra strada alla luce del sole. Perché chi è di CasaPound non si nasconde".

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