CasaPound, sorella del partigiano Fornia: "Fascismo nella fogna"

Continuano le polemiche per la presenza del gruppo neofascista: Ivana Fornia, in una lettera, si scaglia contro la presenza della lapide ai caduti di Salò e propone di creare un comitato della memoria per le vittime

Commemorazione partigiana

Casa Pound e associazioni partigiane. Continuano le polemiche. Ma questa volta a contestare l'attività dei "fascisti del terzo millennio" è una persona che sicuramente ha voce in capitolo. Ivana Fornia è la sorella di Afro Fornia, partigiano ucciso dai nazifascisti, insieme a Anteo Donati e Salvatore Carozza il 18 aprile del 1944 presso il cimitero di Monticelli. La presenza del gruppo neofascista in città e i volantinaggi effettuati davanti alle scuole hanno suscitato le reazioni dell'Anpi, dei comitati antifascisti e di diverse formazioni politiche.

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LA LETTERA DI IVANA FORNIA
Nei giorni scorsi, Parma è stata tappezzata di manifesti di Casa Pound e davanti alle scuole superiori sono stati e sono tuttora frequenti i loro volantinaggi di fascisti, come essi stessi si definiscono “… DEL TERZO MILLENIO”. Inoltre, il massacro davanti ad una scuola ebraica in Francia, per mano di un nazifascista, mi ha fatto tornare alla mente le cose tremende viste e vissute dopo l’armistizio nell’ultima guerra mondiale. Io sono sorella del giovane partigiano Afro Fornia, ucciso insieme a Anteo Donati e Salvatore Carozza dai nazifascisti presso il cimitero di Monticelli Terme, il 18 aprile 1944.

Questi patrioti fanno parte dei 755 partigiani caduti durate la guerra di liberazione nella nostra zona. Ma ciò che mi ha profondamente toccato e spinta a scrivere queste poche righe, è stata la lettera della compagna di Giordano Cavestro, Paola Pinelli, apparsa alcuni giorni fa sulla Gazzetta di Parma, dal titolo: “La lapide di Salò è una ferita per la città”. E’ vero ciò che essa dice: Parma città medaglia d’oro della Resistenza, non merita quella lapide a ricordo dei morti della Repubblica di Salò. Giusto! e perché dico io, noi tutti parenti dei nostri giovani uccisi dai nazifascisti non abbiamo saputo impedire che le cose arrivassero a questo punto, che il fascismo, quello più vigliacco e violento, tenti di ricostruirsi una verginità tra la gente?

Non possiamo dimenticare che la nostra costituzione all’articolo 12 vieta la riorganizzazione sotto qualsiasi forma del partito fascista. Fra pochi giorni sarà il 25 aprile, festa di liberazione: mi sento di fare appello a tutti i parenti di chi si è sacrificato per un’Italia democratica e antifascista, di fare sentire la nostra voce perché i morti non si onorano solamente portando nelle piazze il gonfalone con la medaglia d’oro, bensì, soprattutto, nel non concedere il più che minimo spazio a queste formazioni fasciste e vigilare, giorno dopo giorno, affinché il fascismo resti nella fogna. E’ per questo che vi chiedo di ritrovarci insieme alle organizzazioni antifasciste e partigiane per dar vita a un comitato della memoria composto dai parenti dei trucidati dal fascismo sorelle nipoti cugini per far sentire che non abbiamo dimenticato.

 

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