Casse di espansione Burla. Consorzio: "La burocrazia ne impedisce la realizzazione"

“Oggi il Consorzio della Bonifica Parmense è qui per sottolineare quelle evidenti mancanze strutturali che mettono a rischio la vita e l'economia del territorio”: sono queste le parole del Direttore Generale Meuccio Berselli all’incontro convocato in Municipio per discutere della mancata realizzazione della cassa d’espansione sul Canale Burla

“Oggi il Consorzio della Bonifica Parmense è qui per sottolineare quelle evidenti mancanze strutturali che mettono a rischio la vita e l'economia del territorio”: sono queste le parole del Direttore Generale Meuccio Berselli all’incontro convocato in Municipio per discutere della mancata realizzazione della cassa d’espansione sul Canale Burla.
 
Alla conferenza, convocata dall’Assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Parma Michele Alinovi in risposta all’interrogazione in merito posta dal Capogruppo del Pd Nicola Dall’Olio e alla quale è intervenuto anche il Presidente del Consorzio della Bonifica Parmense Luigi Spinazzi, Berselli ha fatto riferimento a tutte le zone dove si è edificato in maniera scellerata e senza una adeguata programmazione ambientale che tenesse in considerazione l'acqua e ciò che rappresenta, operando una pubblica denuncia sulla questione Burla. “Un bicchiere non può contenere un litro d’acqua – ha rimarcato Berselli – perché se molto è stato fatto, molto è ancora da fare. Al comparto Spip è da tempo in programma una cassa d’espansione su un territorio di 14 ettari: il primo stralcio dei lavori – la realizzazione di una cassa dei primi 5 ettari che grava sulla realizzazione di Spip 1 – è conseguenza del progetto che vedeva il risezionamento di un canale artificiale del Burla stesso ed è stato realizzato e collaudato per la cifra di 4,8 milioni di euro. Il resto dell’intervento, del costo complessivo di 1,5 milioni di euro, è fermo a Bologna per le continue richieste di integrazioni da parte della Regione”.

Il Consorzio della Bonifica Parmense infatti ha portato già dallo scorso luglio all’attenzione della Regione Emilia-Romagna dapprima uno screening – al quale è stata data come risposta la richiesta di Valutazione di Impatto Ambientale – e di seguito, ottenuta la procedura di V.I.A., una ulteriore richiesta di integrazione alla stessa. “Ad oggi progetto esecutivo e risorse economiche sono disponibili – ha affermato Berselli – ma il Consorzio della Bonifica Parmense è ancora inspiegabilmente in attesa dell’approvazione da parte della Regione per poter completare la seconda parte dei lavori”.
 
Le conseguenze della strozzante burocrazia che rallenta l’esecutività della Bonifica Parmense si riflettono anche sull’area di Case Vecchie, la più colpita. Per tale ragione il Consorzio ha chiesto al Comune di Parma di convocare al più presto un incontro pubblico con gli abitanti dell’area di Case Vecchie per evitare che il primo stralcio dei lavori possa rivelarsi insufficiente causa le quantità copiose di pioggia; ecco perché parallelamente ai lavori della cassa di espansione occorre una arginatura idraulica a sinistra del Burla che migliori la sicurezza idraulica della zona. “Poiché occorrerebbero altri 5 milioni di euro per il secondo stralcio della realizzazione della cassa d’espansione sul Burla che forse non arriveranno mai – ha constatato Berselli – il Consorzio intende provvedere alla messa in sicurezza dell’area in questione con un’ulteriore opera di prevenzione”.
 
Anche per il Presidente Luigi Spinazzi il caso del canale Burla, con mancanze strutturali pregresse dovute alle edificazioni selvagge nella zona SPIP che oggi non consentono ottimismi quando cadono quantità di pioggia tanto rilevanti in così poco tempo. “Si è cementificato oltre misura, perdendo la concezione e la memoria storica del nostro territorio – ha dichiarato Spinazzi – e senza rispettare la sicurezza. Nel caso del Canale Burla abbiamo trovato nei soggetti pubblici una burocrazia asfissiante che ha strozzato la nostra operatività. Esprimo profonda amarezza, auspicando al più presto uno snellimento che porti ad una significativa svolta”.
 
Berselli ha infine posto l’accento su due fattori cruciali della nostra realtà, diametralmente cambiati nel corso degli ultimi anni: il Clima e il Dissesto idrogeologico: “Due fattori strettamente legati tra loro che avranno una incidenza negativa sempre maggiore se non ci sarà presto un tavolo di coordinamento che, senza polemiche, ci consenta con carta geografica alla mano di fare quello che ancora non è stato fatto” – ha sottolineato il Direttore. Infine una rapida panoramica sull’attività svolta dal Consorzio della Bonifica Parmense, sugli impianti attivati e sull’impiego di tecnici e personale specializzato impegnato h24 a contrastare le situazioni di emergenza verificatesi nell’ultimo mese.  I numeri sono impressionanti: milioni di litri pompati negli ultimi due eventi di piena, quella del 13 Ottobre e la successiva di appena pochi giorni fa.

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