Crisi, la Cgil lancia l'allarme: "Non si arriva più alla fine del mese"

Con il 'Gioco dell'oca spennata', un ironico esperimento di economia vivente, il sindacato ha messo alla prova 47 parmigiani che con una dotazione economica media, dovevano arrivare alla fine del mese. Ma nessuno cel'ha fatta

Il 'Gioco dell'oca spennata'

Dopo avere ricontrollato i dati la Cgil di Parma conferma la riuscita dell'esperimento di economia vivente effettuato sabato mattina in via Garibaldi con il “Gioco dell’oca spennata. Come non arrivare a fine mese al tempo della manovra”.

Ben 47 cittadini di Parma si sono sottoposti alla prova del Gioco dell'Oca Spennata. Nessuno di loro è arrivato a fine mese. La dotazione economica (pari a una retribuzione media) messa a disposizione dagli organizzatori si è esaurita ben prima di arrivare a fine mese. Solo due persone sono arrivate al giorno 30 ma non ce l'hanno fatta a varcare il mese successivo. Tra ticket, aumento delle tariffe, addizionali IRPEF, cassa integrazione e imprevisti la vita è sempre più difficile e complicata.

Con la complicità del gioco e dell'ironia in realtà la Cgil provinciale lancia un allarme sociale molto serio: le condizioni di vita di ampie fasce di popolazione, anche a Parma, si stanno deteriorando rapidamente. A fronte di una domanda di aiuto che cresce in modo sensibile le risorse del settore pubblico sono sempre più scarse sia per quanto riguarda le erogazioni e i sussidi economici che per quanto riguarda il livello qualitativo dei servizi offerti. Inoltre, anche il settore del volontariato, sotto la pressione di crescenti richieste, non può reggere all'infinito.

Si moltiplicano i casi di persone che non trovando più risposte sono costrette ad andare sui giornali per lanciare l'ultimo SOS, si tratti delle mensa scolastica per i figli, del taglio dell'acqua o di altre utenze domestiche, del lavoro perso che non si ritrova.

"Siamo all'inizio di un tunnel che non sappiamo dove porterà - si legge in una nota del sindacato. Tre anni di politiche economiche sbagliate, il rifiuto di fare una seria riforma fiscale e una severa lotta all'evasione, tagli indiscriminati alla spesa sociale, alla scuola e alla ricerca e, d’altro canto, nessuna misura per favorire il lavoro e lo sviluppo, hanno portato il Paese sull'orlo del baratro. Chi ha governato in questo modo non può rimanere al proprio posto, nascondersi dietro a maggioranze parlamentari posticce, comprate, inquisite e moralmente screditate. Tutto ciò è divenuto un atto di irresponsabilità che viene fatto pagare a tutto i cittadini. E per i più deboli il conto è ancora più salato".

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