Cgil, Massimo Bussandri è il nuovo segretario generale

Bussandri raccoglie il testimone da Patrizia Maestri, candidata per il Pd alla Camera. Su 106 votanti (il 90,6% degli aventi diritto) solo 8 sono risultati astenuti e 9 contrari. Viene dalla Flai Cgil

Il Comitato Direttivo della Cgil di Parma ha eletto nella giornata di oggi, 30 gennaio, il nuovo segretario generale della CGIL di Parma. Si tratta di Massimo Bussandri, classe 1969, salsese, laureato in giurisprudenza. L’elezione ha visto una maggioranza schiacciante a favore di Bussandri: su 106 votanti (il 90,6% degli aventi diritto) solo 8 sono risultati astenuti e 9 contrari, mentre 89 membri del Direttivo (pari all’84%dei votanti) hanno votato a favore.

Già cronista de L’Unità e di Polis, nonché operaio presso l’Istituto Termale Baistrocchi di Salso, Bussandri entra in Cgil con uno stage di tre mesi in Funzione Pubblica nell’ottobre del ’99. Nella stessa categoria viene assunto da gennaio 2000 e si occuperà soprattutto di Enti Locali e sanità. Approda alla Flai Cgil, il sindacato degli alimentaristi, nel gennaio 2008, per seguire le industrie alimentari della zona di Fidenza e il comparto agricolo provinciale.

Entrato nello scorso settembre come responsabile organizzativo in segreteria confederale (segreteria che come da regolamento è ora azzerata e che tra un mese circa ufficializzerà il nuovo assetto), Bussandri raccoglie il testimone da Patrizia Maestri che, dimessasi nelle scorse settimane dalla CGIL per intraprendere un nuovo percorso in politica come candidata al Parlamento, oggi ha salutato commossa tutti i colleghi del sindacato, ringraziandoli per i lungh e proficui anni di collaborazione e amicizia.

Nella sua dichiarazione programmatica Bussandri ha ampiamente toccato tutti i temi caldi dell’attualità politico-sindacale, contestualizzandoli su scala sia nazionale che locale e richiamando la necessità di un rinnovato impegno di tutta l’organizzazione della CGIL di Parma – confederale, categorie e servizi – a far fronte agli effetti della crisi sul territorio, ricordando che questa “non si risolverà nel 2013, perché ancora intatte sono le cause che l'hanno determinata: l'enorme divario tra ricchi e poveri, l'espansione dell'indebitamento privato per far fronte all'impoverimento reale, la nazionalizzazione del debito delle banche che ha ulteriormente incrementato il debito pubblico dei Paesi più esposti”. Molto ci vorrà ancora per superare questa “società del debito”.

Ma è un fatto che “chi si candida a governare questo Paese, e si candida a governarlo tenendo conto anche del punto di vista del lavoro, non può non tenere ben presente che siamo in una nuova fase in cui il capitalismo finanziario e il neoliberismo non sono più compatibili con la volontà popolare e con la sovranità nazionale, una fase in cui il capitalismo separa la propria strada da quella della democrazia, seppure in forme certamente meno rozze e più raffinate rispetto a quelle tragiche del passato”.

“La CGIL – ha aggiunto Bussandri - è in campo e deve stare in campo, nel mezzo della crisi, con la propria autonomia, con i suoi temi e le sue proposte, indicare una propria agenda e le sue priorità, di cui il “Piano del Lavoro” licenziato ufficialmente con la Conferenza di programma di venerdì e sabato scorsi rappresenta in qualche modo il faro strategico, che deve vivere e arricchirsi nelle singole Camere del Lavoro, nelle fabbriche, negli uffici, del contributo di ciascuno”. “Dentro e intorno al “Piano del Lavoro” si individuano quattro nodi prioritari, che impegneranno il nostro sforzo di elaborazione e di discussione e informeranno la nostra azione: l'idea di Europa, il ruolo pubblico nella creazione di lavoro, la questione della democrazia, il sistema contrattuale e di relazioni”. Ma Bussandri individua un quinto nodo cruciale: l'idea di welfare e di cittadinanza.

E quanto a Parma: “Una città che gli ultimi accadimenti politico-giudiziari costringono necessariamente alla resa dei conti con il proprio recente passato: un quindicennio di politica-spettacolo e di finanza che dire “creativa” è ancora poco. Naturalmente siamo garantisti, garantisti veri e non a corrente alternata secondo le convenienze del momento, quindi non sta a noi emettere sentenze. Ma un giudizio politico e morale sulla vicenda “public money” quello sì, ci compete: e non può che essere un giudizio di condanna di una gestione della cosa pubblica che dietro i lustrini delle inaugurazioni e della movida nascondeva la sua arrogante finalizzazione all'interesse personale o di ristretti gruppi di potere”.

Infine Bussandri ha parlato di “Una città, un territorio, la sua provincia, chiamati anche a ricostruire il proprio tessuto produttivo e occupazionale minato dalla crisi. Minato, ma non distrutto”, per il quale i prossimi due anni saranno risolutivi: “La CDLT di Parma non assisterà passivamente a questa fase di passaggio: nostro è il compito di richiamare le imprese e le loro associazioni e i vari livelli di governo locale alla necessità di caratterizzare il nostro territorio con i tratti di un'economia della conoscenza e della qualità, scevra da ogni compromesso con i tentacoli dell'economia illegale che spesso usa il sistema degli appalti per entrare nel cuore del sistema produttivo; e di caratterizzare il nostro territorio con una politica contrattuale che metta al bando gli escamotage del dumping e dello shopping contrattuale e che sappia recuperare il nesso inscindibile tra qualità del prodotto, qualità del lavoro e qualità del salario”.

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“L'ultimo augurio – ha concluso il neo segretario - lo voglio fare a tutti noi, o meglio, alla nostra CDLT, di cui quest'anno festeggeremo degnamente i 120 anni. Non so se quel pugno di braccianti e di operai che la fondarono il 28 maggio 1893 si rendessero conto di quale pezzo di storia stessero scrivendo. So per certo, però, che le loro ragioni sono ancora le nostre. Se sapremo raccogliere quel filo rosso, tutti insieme, e trasmetterlo a chi verrà dopo di noi credo che avremmo lasciato una traccia importante della nostra vita”.

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