Centri disabili: chiusi 3 e utenti trasferiti in via Casaburi, Rossi: "Stessi standard qualitativi"

Al via un cambiamento per abbattere costi che sforavano di 600mila euro i parametri regionali. Chiusi i contratti di Varese, Lubiana e ex Raimondi, con trasferimento dei disabili nel nuovo centro Patrizia Ferri di via Casaburi. Rossi:"Sbloccare turn over"

I servizi residenziali e semiresidenziali per disabili di Parma vedranno un cambiamento significativo, una riorganizzazione necessaria, secondo quanto sottolineato dall'assessore al Welfare Laura Rossi, per garantire risposte adeguate a tutti e sbloccare il turn over. Il piano illustrato oggi parte dalla consapevolezza della necessità di ridurre i costi per garantire gli stessi servizi alle persone non autosufficienti e fornire risposte a tutti anche in vista di un aumento delle richieste nei prossimi anni. La soluzione possibile in tal senso, ha sottolineato l'assessore Rossi, si è rivelata essere la chiusura del contratto per le strutture di Varese, Lubiana ed ex Raimondi in favore dell'apertura della struttura di via Casaburi Patrizia Ferri.

Erano evidenti le difficoltà a riportare i costi gestionali e assistenziali ai parametri della normativa regionale. I costi attuali per le tre strutture superavano di 600 mila euro i parametri regionali. Era quanto mai urgente superare lo stallo che aveva inevitabilmente portato nell'ultimo anno a un blocco del turn over senza dare risposte adeguate ai giovani disabili in uscita dai centri scolastici". Per ottimizzare le risorse, in accordo con il Direttore del Distretto Ausl di Parma, i Comuni del Distretto e i tecnici, con la chiusura del contratto con Varese, Lubiana ed ex Raimondi si potrà mettere in funzione la struttura di via Casaburi ormai già pronta per l'uso, arredata e completa di tutti i confort, che necessita solo di piccoli interventi che saranno effettuati entro settembre prossimo.

Attualmente il Lubiana ospita 11 persone in residenziale e una in diurno, Varese ospita 12 in residenziale, l'ex Raimondi 8 in diurno e Casa Se noi 7 in residenziale e 3 in diurno. L'intento del progetto non è solo quello di trasferire gli utenti in un unico centro, ma di dare vita a un polo integrato e inclusivo dedicato anche alle famiglie e aperto anche al quartiere, in modo da non creare un centro chiuso in se stesso, ma tenendo anche conto delle diverse necessità che possono avere disabili molto giovani in uscita dai centri scolastici e disabili anziani.

Per questo nel progetto è prevista la realizzazione di un'area residenziale al primo piano della struttura, accogliendo sino a 20 persone suddivise in due ali da 10. Al piano terra il centro diurno potrà accogliere sino a 15 persone e si potranno utilizzare alcuni spazi per attività di vario genere anche per laboratori. Un risparmio notevole, di 600 mila euro del fondo non autosufficienza che andranno a sbloccare il turn over, accogliere 7 persone in più nei centri diurni, sperimentare anche un servizio residenziale per disabili anziani e un servizio diurno sperimentale per giovanissimi con un centro che potrà accogliere 12 persone.

"Ci tengo a sottolineare che questa riorganizzazione non implicherà un abbassamento degli standard qualitativi dei servizi - afferma l'assessore Rossi -. Siamo consapevoli che si tratta di un cambiamento significativo con trasferimenti che non facciamo certo a cuor leggero, ma è l'unica soluzione percorribile. Il vero spreco sarebbe stato quello di tenere chiusa una struttura già pronta tenendo in essere strutture che assorbono più risorse di quelle previste senza poter garantire una risposta adeguata per tutti". Altra novità quella di operare interventi di ristrutturazione al centro di Gaione, che presenta grossi problemi all'impiantistica e in particolar modo agli impianti di riscaldamento.

Una soluzione percorribile potrà essere quella di trasferire provvisoriamente gli utenti di Gaione in una delle strutture che si libereranno, presumibilmente Varese, sino a che Gaione non sarà pienamente agibile. Un cambiamento importante ma che avverrà gradualmente, rassicura Rossi, che ha sottolineato l'importanza di un dialogo con le famiglie delle persone disabili, che hanno già potuto visitare la struttura e discurere della nuova situazione. E' previsto per mercoledì 26 alle 18 un incontro con i famigliari nella struttura di via Casaburi alla presenza dell'assessore Rossi, il direttore del distretto Ciotti, gli amministratori dei Comuni del Distretto e i tecnici, per discutere più approfonditamente della questione e rispondere a eventuali perplessità delle famiglie.

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