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Controllare virus e malattie negli animali selvatici per prevenire i rischi sanitari per l'uomo: le attività del Piano di sorveglianza

Da maggio a ottobre, particolare attenzione al virus West Nile. Il lavoro congiunto di Servizi veterinari AUSL, Carabinieri Forestali, Uffici Faunistici, Polizia provinciale e Istituti Zooprofilattici

La sorveglianza delle malattie della fauna selvatica per avere informazioni utili sui rischi eventuali per la salute umana. Con questo obiettivo è in pieno svolgimento l’attività di monitoraggio degli animali selvatici da parte dei Servizi Veterinari dell’AUSL insieme ai Carabinieri forestali, agli Uffici faunistici della Provincia, Polizia provinciale e alla sezione locale dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Lombardia ed Emilia-Romagna.

In particolare, nelle scorse settimane e fino alla fine di ottobre particolare attenzione è rivolta alla rilevazione della presenza del virus West Nile (o virus della febbre del Nilo). La sorveglianza sulle zanzare e la rilevazione del virus negli animali selvatici diventa infatti un utile elemento conoscitivo per capire se il virus sia presente in una determinata zona e quindi per intervenire con azioni mirate al contrasto della sua circolazione.

Nel periodo invernale, la sorveglianza proseguirà con la ricerca parassitologica della Trichinella nei cinghiali, a garanzia di carne sicura, sia ad uso domestico che per la ristorazione.

“Tutta l’attività, organizzata in un apposito Piano regionale, si avvale della collaborazione dei cacciatori organizzati in ATC (Ambiti territoriali di caccia), che volontariamente conferiscono al laboratorio i campioni prelevati da esemplari di fauna selvatica rinvenuti morti, in difficoltà o cacciati. Senza il loro impegno, il Piano regionale di controllo per Parma e provincia non potrebbe trovare alcuna attuazione. Recentemente, alcuni ATC hanno subito atti di vandalismo su alcune attrezzature utilizzate nel piano di monitoraggio: tali episodi rappresentano un danno per tutta la collettività”, spiega Cosimo Paladini, Direttore Servizio Sanità Animale dell’AUSL di Parma.

Nel 2019 i cacciatori hanno conferito: campioni da cinghiali (3999 di muscolo per esami trichinoscopici, risultati tutti negativi), 109 da volpi (negativi per ricerca Trichina e Rabbia), 228 da corvidi (di cui 8 positivi per West Nile), 13 da uccelli di altre specie (di cui 1 positivo per West Nile), 3 da lepri (negativi per Brucellosi e Tularemia).

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