Cooperativa per salvare la Prefabbricati: giorni decisivi per i lavoratori

Tutto pronto per dare il via alla cooperativa di lavoratori per affittare un ramo d'azienda, attesa per la relazione del giudice e l'incontro con i creditori. Toscani, Cisl: "Dubbi su esito positivo in considerazione della situazione di fallimento"

Presidio lavoratori Prefabbricati Parma

Giorni decisivi per i lavoratori della Prefabbricati Parma che attendono la fine del mese per avere risposte sul proprio futuro occupazionale. Una ventina di lavoratori, ex contoterzisti, ex collaboratori ed ex fornitori si sono riuniti per cercare di dare vita a una cooperativa per scongiurare la perdita del lavoro e riuscire ad affittare un ramo d'azienda. Un percorso in salita,con numerosi ostacoli quello che stanno affrontando da mesi i lavoratori dell'azienda di Colorno. Con l'interruzione delle produzioni e la prospettiva di chiusura con liquidazione, nessuno spiraglio di risoluzione nonostante le proteste dei lavoratori con presidi di protesta. Dopo l'ammissione al concordato liquidatorio e 46 posti in bilico, l'idea di costituire una cooperativa scongiurando la chiusura e la perdita del posto.

Troppi rischi, davanti all'inevitabile dispendio economico da parte di ognuno di loro con la possibilità concreta anche di perdere quanto dovuto con la chiusura dell'azienda. Dopo gli incontri tra lavoratori e sindacato, come sottolineato da Mauro Toscani, Filca Cisl, timori inevitabili tra i lavoratori, anche per via del dispendio economico di chi decide di percorrere questa via. "Si tratta di lavoratori che non solo stanno perdendo il lavoro ma che hanno dovuto vivere per mesi con stipendi arretrati, mutui da pagare e famiglie da mantenere nel caso di situazioni monoreddito. Per questo affrontare un percorso simile diventa davvero troppo rischioso, potenzialmente potrebbe essere una soluzione significativa anche per l'impegno in prima persona per tutelare la propria occupazione, ma è anche un rischio che può mettere ancor più in ginocchio le famiglie".

Ora è tutto pronto per dare vita alla cooperativa, ma l'ostacolo maggiore rimane il parere del giudice, che potrebbe decidere di sospendere la possibilità dell'affitto di ramo d'azienda da parte della cooperativa in considerazione della situazione di fallimento. I lavoratori dovranno attendere il 5 febbraio prossimo, quando si terrà un incontro tra i creditori per valutare diverse possibilità sulle sorti dell'azienda. "Ora l'attesa è per la relazione del giudice – sottolinea Toscani –, che dirà se ci sono o meno i presupposti per far si che il concordato vada a buon fine. Il timore è che se il parere dovesse essere negativo possa sfumare l'ipotesi della cooperativa".

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