La droga ai tempi del Coronavirus: si vende in videochiamata

Con la crisi sanitaria e il blocco delle attività, gli spacciatori si ingegnano e vendono via Whatsapp

La droga ai tempi del coronavirus si trova via … whatsapp. Sono tempi duri per tutti questi. L’epidemia da coronavirus non ha risparmiato nessun comparto della filiera produttiva. Lo stress imponente al quale è sottoposto il sistema sanitario è sotto gli occhi di tutti, pazienti di ogni età entrano in degenza: chi in terapia intensiva, chi finisce invece per sfangarla e viene tenuto in isolamento, chi non necessita di cure ospedaliere. E mentre intorno il mondo si rimpicciolisce nelle mura di casa, in giro c’è chi non ha perso l’abitudine di fare affari. Gli spacciatori a Parma continuano a ‘lavorare’ per così dire. Perché anche in tempi di epidemia la richiesta non si arresta e la disponibilità di forniture continua a essere attiva a tutte le ore e con formule nuove. E’ una specie di smart working in un sistema ovattato che per ora è distratto da altre impellenze. Nella crisi sanitaria globale, il problema della droga non viene quasi più trattato ma c’è, eccome se c’è. Resiste, si rinnova, si ribella alla forzatura della clausura e all’ozio pigro dell’isolamento, sfruttando l’inventiva moderna di chi di solito si butta per strada per guadagnarsi da vivere.

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I clienti sono sempre gli stessi, le fasce d’età restano quelle, così come i bisogni di ciascuno che si mescolano all’esigenza più pressante di ammazzare il tempo, di distrarsi, di placare le angosce e di frenare gli istinti. C’è droga per tutti, cambia la modalità di consegna: il rapporto tra cliente e spacciatore si fidelizza negli anni e permette – in questi casi – la cessione della sostanza attraverso una video chiamata. Il cliente sa che può trovare la sua dose attraverso una call nella quale viene mostrata la droga, la qualità e il dosaggio, prima di confezionarla. Un modo più sicuro per evitare di scendere in strada e – soprattutto - di destare sospetti, evitando il contagio.

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