Coronavirus: al via Unità speciali di medici per assistere a casa i malati non gravi

Si parte il 30 marzo: gli obiettivi sono supportare i medici di famiglia e alleggerire la pressione sulle strutture ospedaliere per i pazienti con sintomi modesti

Si chiamano Unità speciali di continuità assistenziale (Usca), sono formate da medici appositamente formati e partiranno lunedì 30 marzo a Parma e in una prima parte della provincia.

Obiettivo, assistere a casa le persone risultate positive o meno al covid-19, oppure con sintomi non gravi compatibili con il virus. L’iniziativa dell’Azienda Usl di Parma prende il via in coerenza con le indicazioni della Regione Emilia-Romagna, per supportare i medici di famiglia nella cura a domicilio dei propri assistiti ammalati di coronavirus, e per alleggerire la pressione dei pazienti meno gravi sulle strutture ospedaliere della provincia. Operative sette giorni su sette dalle 8 alle 20, dal 30 marzo le Unità speciali attivate inizialmente saranno 3 per i malati residenti nei comuni del Distretto di Parma e del Distretto Sud-Est, ma presto a regime diventeranno 11 coprendo così tutti i comuni della Parmense.

E’ SEMPRE IL MEDICO CHE LE ATTIVA

L’intervento dell’Unità speciale a domicilio del malati non è attivabile dal singolo cittadino, ma viene richiesto direttamente dal proprio medico o pediatria di famiglia o dal medico di continuità assistenziale (ex guardia medica). E’ il medico che fornisce ai professionisti dell’Usca il nominativo e l’indirizzo del paziente da seguire a domicilio.

PER QUALI TIPI DI PAZIENTE

L’assistenza a domicilio tramite le Unità speciali viene assicurata a pazienti positivi o meno che presentino sintomi respiratori lievi tali da consentire la loro permanenza a casa, o a pazienti che sono stati dimessi da una struttura ospedaliera.

COSA FA IL MEDICO DELL’UNITA’ SPECIALE

Il medico dell’Unità speciale, prima di effettuare l’intervento a domicilio, potrà a sua volta contattare telefonicamente il paziente da visitare per verificarne le condizioni di salute e programmare la visita a casa. Spetterà al medico dell’Unità speciale decidere le priorità degli interventi, in base alla richieste ricevute dai medici, o dai pediatria di famiglia. Il medico dell’Usca effettua un monitoraggio dello stato di salute del paziente dandone comunicazione sempre al medico di famiglia e al Servizio Igiene pubblica. Le Unità speciali di continuità assistenziale sono state previste anche dalla recente normativa nazionale per l’emergenza coronavirus, e a Parma e provincia partono dopo un accordo dell’Azienda Usl con le rappresentanze sindacali dei medici di medicina generale e con il sostegno dell’Ordine dei medici.

Il personale di ogni Unità speciale è dotato dei necessari kit di dispositivi di protezione individuale e degli strumenti necessari per il monitoraggio clinico.  

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