Zona rossa, i parmigiani concordi con la chiusura: "Misure necessarie"

Parma si è svegliata domenica mattina con il decreto che blinda la città già approvato: ecco le opinioni di alcuni cittadini

Coronavirus. Parma rientra tra le province blindate dal decreto, approvato dal Governo domenica 8 marzo ed in vigore da subito fino al 3 aprile. A partire da oggi, domenica 8 marzo e fino al 3 aprile anche nella provincia di Parma sarà necessario "evitare in modo assoluto ogni spostamento in entrata e in uscita dal territorio e all'interno del medesimo". Domenica mattina Parma si è svegliata con il nuovo decreto già approvato ed in vigore da subito. "Queste misure sono necessarie - ci racconta una donna a piedi in centro storico verso l'ora di pranzo. Credo che alla politica la questione del coronavirus sia sfuggita di mano: ora si sono visti obbligati a mettere in atto queste norme, visto che il contagio, soprattutto nella nostra città, si è diffuso in modo considerevole".

CORONAVIRUS: A PARMA 276 CONTAGIATI 

IL DECRETO DELL'8 MARZO: COSA SI PUO' FARE E COSA NO

Le opinioni che abbiamo raccolto concordano su un punto: è necessario rispettare le norme per evitare che il contagio si diffonda ulteriormente. "Non se ha visto le immagini di quelli che hanno riempito i treni in partenza verso il Sud - si sfoga un giovane universitario fuori sede - scellerati, così portano il virus anche nelle regioni in cui ci sono ancora pochissimi casi. Qui a Parma dobbiamo stare in casa: visto che non sono serviti i consigli si è arrivati al decreto, che comunque - a quanto ho capito - non prevede la creazione di posti di blocco specifici per i controlli. Io non tornerei mai in Puglia, rischiando così di infettare i miei nonni, che hanno più di 80 anni e rischierebbero la vita, in caso fossero contagiati dal cornavirus". 

"Basterebbe il senso di responsabilità individuale - gli fa eco un uomo di circa 50 anni a spasso con il cane, residente in centro - ma si sa che gli italiani, in media, ne sono privi" commenta . Queste misure avrebbero dovuto essere applicate prima, per evitare che a Parma si arrivassero ad avere più di 220 casi in pochi giorni e una decina di persone decedute". 

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