Prefabbricati e Costrada, gli operai difendono il lavoro

Una situazione potenzialmente esplosiva. Due casi, due emergenze sociali per il territorio parmigiano: alla Prefabbricati 46 lavoratori in cassa integrazione. La Co.stra.da, partecipata Unieco, chiuderà lasciando a casa 36 operai

Presidio dei lavoratori davanti alla Provincia

Una situazione potenzialmente esplosiva per le pesanti ricadute sociali su lavoratori e famiglie che rischiano di perdere il posto di lavoro e hanno davanti prospettive di ricollocazione pressocchè nulle in un territorio costellato di aziende in crisi sull'orlo della chiusura. Questo il quadro tracciato da Antonino Leone, Fillea Cgil, nel corso dei presidi di protesta dei lavoratori di Prefabbricati Parma e di Co.stra.d.a. davanti alla Provincia prima degli incontri istituzionali previsti con i vertici delle rispettive aziende.

VIDEO INTERVISTA | Leone: "Si rischia la disperazione"

VERTENZA PREFABBRICATI PARMA -Per i 46 lavoratori della Prefabbricati Parma, azienda con sede a Colorno, si tratta di una situazione da tempo critica, sfociata con l’apertura di un tavolo di crisi in Provincia, tra i timori dei lavoratori sul proprio futuro occupazionale per mensilità arretrate e incertezze sulle sorti dell’azienda a seguito della richiesta di un concordato e la cassa integrazione. Tra le perplessità espresse dai rappresentanti sindacali dei lavoratori le modalità con le quali l’azienda intende gestire i 7 milioni di commesse residue dopo aver ritirato dalla produzione la forza lavoro. "Siamo davanti a una situazione di gestione unilaterale dell'azienda sia per quanto riguarda la cassa integrazione straordinaria, perchè non abbiamo fatto l'accordo e quindi l'azienda procede con scelte che non vengono discusse– sottolinea Leone - , che per gli stipendi, dato che i vertici dell'azienda non si sono voluti prendere alcun impegno. Domani per i lavoratori ci sarà l'amara sorpresa di non ricevere un euro perchè non hanno lavorato. La parte operaia riceverà il corrispettivo di quanto lavorato dalla data di richiesta del concordato. E' un piano di riorganizzazione annunciato, con esuberi, che l'azienda ancora non ha voluto presentare alle organizzazioni e discuterne. Siamo qui in Provincia per verificare tutto questo, l'azienda si era presa impegni per discutere il piano, pagare gli stipendi e garantire una utilità retributiva anche per quelli che sono a casa a zero ore, ma al momento non c'è stato un dialogo e non abbiamo certezze in tal senso".

IL CASO CO.STRA.D.A. - Altra situazione difficile quella vissuta dai lavoratori della Co.stra.d.a, una parte della UNIECO, una controllata che ha deciso di chiudere, ragione per la quale per domani 10 aprile è previsto uno sciopero di 8 ore da parte dei lavoratori. "Ci sono 36 lavoratori che hanno come prospettiva una lunga cassa integrazione straordinaria e poi ci saranno sicuramente licenziamenti. Rimane solo un mese e mezzo, o due per ultimare i cantieri che sono ancora attivi, con problemi enormi di liquidità. Su Co.stra.d.a. inizia oggi la discussione in Provincia". sottolinea Leone. A preoccupare i lavoratori e i rappresentanti sindacali le pesanti ricadute sociali che si profilano in un quadro di profonda difficoltà economica.

"E' una situazione drammatica perchè quello che sta succedendo oggi a Parma, stanno crollando due aziende storiche ma si potrebbe fare un elenco molto più lungo di imprese importanti che rischiano di sparire del tutto sul territorio con tutte le conseguenze che ne derivano. Il problema dell'occupazione è grave, è drammatico anche ciò che succede per i singoli lavoratori e le famiglie. Tra gli scenari che potrebbero profilarsi oggi il problema relativo alla disoccupazione, si sta rischiando la disperazione per questi lavoratori perchè in Italia gli ammortizzatori intervengono con ritardo, dovrebbero essere un sostegno al reddito ma se si arriva a pagare la cassa integrazione dopo 7 o 8 mesi diventa un dramma".

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L'AIUTO DELLE ISTITUZIONI - Secondo quanto sottolineato dalle rappresentanze sindacali il ruolo delle istituzioni potrebbe essere cruciale per affrontare con più respiro una fase difficile per le aziende e dare qualche tutela in più ai lavoratori, ad esempio attraverso un sostegno ai lavoratori con l'anticipazione sociale rivolgendosi agli istituti di credito. Ma a peggiorare il quadro la difficoltà nell'utilizzare strumenti utili per dare respiro alle aziende e maggiore tutela ai lavoratori. "L'accordo del 2011 tra la Provincia e le commissioni di credito che consentiva l'anticipazione delle casse integrazione straordinarie di fatto ha esaurito i fondi nel giro di 1 mese e mezzo o 2 e quindi non è possibile neanche accedere a quello strumento che in qualche maniera dava risposte di respiro ai lavoratori. Ora o le aziende la smettono con questi concordati lasciando indietro gli stipendi e cercano di prendersi responsabilità sul futuro dei lavoratori altrimenti si profila una situazione drammatica.

I presidi di oggi prima degli incontri istituzionali sono per dare visibilità alla realtà del territorio e per chiedere un aiuto alle istituzioni, cercando di far si che le aziende si prendano le proprie responsabilità davanti a un quadro potenzialmente esplosivo. Non si tratta solo più della gestione di una crisi, dopo c'è il deserto perchè come si possono ricollocare ora questi lavoratori? Potrei attivarmi con la Provincia e i centri per l'impiego per una ricollocazione, ma dove se le aziende stanno sparendo tutte e stanno chiedendo concordati? Credo sia necessaria da parte di aziende e istituzioni una maggiore allerta davanti a una situazione sociale potenzialmente esplosiva per ragioni oggettive. Ci sono aziende storiche che avrebbero possibilità di continuare ma manca loro la liquidità per andare avanti, in questo le istituzioni potrebbero agire, è un cane che si morde la coda, siamo completamente bloccati. Ci sono industriali che hanno annunciato che se la situazione va avanti in questo modo scenderanno in piazza per protesta con i sindacati, una cosa mai successa che da il segnale della drammaticità della situazione".

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