Ponte Taro, discarica a cielo aperto: ma c'è chi prende il sole

Un'area degradata tra discariche, resti di bivacchi, arcate con distacco di parti superficiali, ai margini del parco regionale fluviale del Taro

Ai margini dell'area protetta del Parco Regionale Fluviale del Taro, nei pressi del ponte della ferrovia, un'area degradata e ricoperta da rifiuti nonostante il divieto di scarico. Così come il lato destro orografico, anche quello sinistro, intorno all'area occupata dalla ditta Pizzarotti, è abbandonato a sè stesso e oggetto di inciviltà. Lo spazio di fermata sotto le arcate del ponte, in strada Tarona, è ridotto con colonnotti gialli per rendere difficoltosa la sosta e lo scarico di rifiuti, espressamente vietato anche da un cartello ma rimane spazio per il parcheggio di qualche vettura.

Uno stradello segue sulla destra il ponte della ferrovia per inoltrarsi verso il greto, e già dopo pochi metri una discarica: qualche resto di mobili, uno stendipanni, e diversi sacchi di bottiglie abbandonati sotto la prima arcata disponibile. Alcune roccette consunte dal passaggio consentono poi di scendere nel greto del fiume, dove i segni di bivacchi, tra bottiglie rotte, avanzi di alimenti e fuochi spenti sono innumerevoli. Le arcate del ponte, che in alcuni punti mostrano il distacco di parti superficiali, sono ricoperte da graffiti e, tra la vegetazione, si trovano incastrati parecchi rifiuti portati a valle dalla corrente nei momenti di piena. Incuranti di tutto questo, spinti dalla stagione calda, in lontananza i primi bagnanti si stendono al sole sulle lastre di cemento del greto.

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