Via Casaburi, i famigliari: "Ci opporremo al trasferimento"

I famigliari degli ospiti dei centri Lubiana e Varese si schierano contro il progetto attraverso una lettera. "Si creerebbe un cronicaio ghettizzante, ci opporremo alla decisione e alla sua esecuzione in ogni sede"

Il nuovo Centro Disabili in via Casaburi

Centro Disabili di via Casaburi. L'amministrazione annuncia lo slittamento del progetto che prevedeva lo spostamento dei disabili dai centri Varese, Lubana e dal Centro Disabili di Gaione. I famigliari degli ospiti dei centri Lubiana e Varese si schierano contro il progetto attraverso una lettera firmata da Mirella Chilò e Enza Pellacini in rappresentanza di tutti. "Invitiamo formalmente l'Amministrazione a non assumere tale decisione. Ci opporremo alla decisione e alla sua esecuzione in ogni sede". 

LA LETTERA. "In relazione alla confermata intenzione dell'Amministrazione di Parma di insistere con il trasferimento dei nostri familiari che da anni vivono in uno dei centri per disabili Lubiana e Varese, tenuto conto dei riflessi assolutamente negativi che il medesimo, per documentata analisi medica, avrebbe su di loro, invitiamo formalmente l'Amministrazione a non assumere tale pesante decisione. La stessa, peraltro, non ha né senso funzionale, né senso terapeutico, né coerenza con la tradizione e con il consolidato modello organizzativo di assistenza ai disabili, orgoglio di Parma.

La soluzione prospettata, altresì, creerebbe un cronicario ad indiscussa valenza ghettizzante e non avrebbe giustificazione alcuna. L'esperienza di questi decenni, le valutazioni della scienza medica e la cultura socio-assistenziale attestano che l'efficacia dell'assistenza è ottimale nel momento in cui le strutture sono " a misura d'uomo" come è attualmente e come i nostri familiari sono abituati ad avere da anni. Non deve sfuggire a nessuno la responsabilità che l'Amministrazione Comunale si assumerebbe con questa decisione, tanto nei confronti delle persone dei due centri interessati quanto nei confronti della città.

Auspichiamo che la struttura di via Casaburi, come abbiamo più volte sostenuto, anche in sintonia con le Associazioni dei Disabili che hanno fortemente contrastato l'ipotesi del Comune e formulato una proposta ampiamente condivisa dai diversi soggetti intervenuti, eccetto che dall'assessore  Rossi, sia un nuovo centro in rete con gli altri, non dovendo sfuggire il senso profondo dell'organizzazione territoriale (e non mono culturale) e nemmeno l'importanza, ai fini dell'affinamento dei modelli socio-assistenziali, della presenza di più centri e quindi della possibilità di comparare modelli gestionali diversi. A ciò aggiungiamo, per massima chiarezza, che è inaccettabile che decisioni di questo tipo siano motivate con confuse questioni di bilancio, facendo di ogni erba un fascio e negando risorse a chi ne ha oggettivamente più bisogno. E questo è tanto più grave se si considera che la capacità di fare i forti con i deboli è palesata dalla incapacità di affrontare e risolvere il tema dell'accreditamento, Vogliamo sperare che il Sindaco avochi a sè la questione e si assuma in prima persona la responsabilità della decisione. In ogni caso noi, nell'invitare l'Amministrazione a non assumere la decisione del ventilato trasferimento dei centri Lubiana e Varese, dichiariamo che ci opporremo alla stessa e alla sua esecuzione in ogni sede.

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