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Edilizia scolastica, Ghiretti: "Ritardi non accettabili"

Con una nota diffusa Roberto Ghiretti prende posizione in merito ai tempi di realizzazione dei cantieri legati all'edilizia scolastica

"Racagni, Anna Frank, Don Milani e Scuola per l'Europa. Esempi di interventi gestiti malissimo da questa Amministrazione sempre ansiosa di annunciare i propri interventi salvo non riuscire quasi mai a portarli a termine - commenta così in un comunicato diffuso Roberto Ghiretti la situazione dei cantieri aperti in città -. Per quanto riguarda la Racagni di via Bocchi il disastro è sotto gli occhi di tutti: finanziata con ex fondi Metro e messa a bilancio dal Commissario Ciclosi è stata la prima opera significativa annunciata dall'amministrazione Comunale all'indomani del suo insediamento. Nonostante questo il cantiere oggi appare ancora fermo, due date di consegna sono “saltate” e non sappiamo ancora quando questa odissea potrà finire. A questo punto il rischio che la scuola non sia pronta neppure per l'anno scolastico 2015/1016 è più che concreto, mentre l'imbarazzo dell'Amministrazione è testimoniato dal fatto che ad oggi una spiegazione dettagliata e completa di quali siano i problemi non è ancora stata fornita alla cittadinanza. Rischia un calvario simile la scuola Anna Frank di via Pini, dove verranno eseguiti lavori di ristrutturazione, per adeguamento sismico ed energetico, comprendenti la demolizione e successiva ricostruzione della mensa, della palestra e dell’auditorium. In questo caso l'annuncio dell'intervento ha preceduto di gran lunga il concreto reperimento dei fondi necessari alla cantierizzazione dell'opera".

"Di fatto l'assessore Alinovi - continua il comunicato - rispondendo ad una mia interrogazione, ha dovuto precisare che l'inizio dei lavori è legato a un «possibile e futuro finanziamento nell’ambito del “Decreto Mutui” che norma i fondi da destinare all’edilizia scolastica nazionale attraverso la Regione». Una domanda sorge spontanea a questo punto: che senso ha annunciare l'opera se non si sa nemmeno se ci sono i soldi per farla? Stessa considerazione da fare per l'intervento annunciato ad aprile dell'anno scorso per la Don Milani. In questo caso si trattava di fare una “riqualificazione energetica e sismica, con un ampliamento dell’istituto” grazie al coinvolgimento di non ben definiti partner privati. Il progetto era tanto aleatorio che un anno dopo nulla si è mosso concretamente. Per quanto riguarda poi la Scuola per l'Europa sono ben conscio che si tratti di una vicenda che parte da lontano, i cui problemi sono stati in parti ereditati dalla giunta Pizzarotti. Il fatto è che però anche in questa situazione sono passati tre anni senza che nulla avvenisse salvo una tradiva recessione dall'appalto avvenuta il 20 marzo scorso. Dico tardiva perché era una decisione che poteva essere presa entro settembre 2012, ma all'epoca si preferì soprassedere per motivi tutt'altro che chiari. Quattro esempi per dire che se queste sono le politiche comunali per l'edilizia scolastica c'è molto poco di cui andare fieri. Riconosco all'Amministrazione di aver risolto in parte il problema urgente delle coperture in amianto di alcuni edifici, ma quella che ci troviamo di fronte è una politica fatta di troppi annunci ai quali seguono pochi, pochissimi fatti. Anche su questo tema è il caso che la Giunta prenda la decisione di incontrare i cittadini, spiegare lo stato dell'arte per ogni singolo caso e vedere se insieme si riesce a dare un impulso positivo ai diversi progetti. Per quanto riguarda Parma Unita noi siamo pronti a fare la nostra parte in termini anche propositivi, ma è necessario un preventivo sforzo di trasparenza che metta tutti nelle condizioni di capire come si sta lavorando e con quali obiettivi.

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