menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

"Io e il dramma dell'eroina: sembra il Paradiso, ma è l'inferno"

Luigi (nome di fantasia) ha deciso di raccontare la sua storia a Parmatoday: "L'eroina era un sedativo perfetto. Ogni respiro mi costava fatica. Con lei sono tornato a vivere. O almeno lo credevo. La mia vita con l'eroina sembrava fantastica. Ma non era così"

"Sinceramente non mi manca nulla di quelle serate, erano serate terribili. Ho capito che la vita è fatta di cose semplici: una famiglia, qualcuno a cui volere bene, amici e un ambiente sano. Questo è quello di cui hai bisogno. Non è facile vivere la normalità, sarai in debito con l'eroina per sempre". Luigi (nome di fantasia) adesso è in cura al Sert, sotto farmaci che aiutano ad allontanare il passato movimentato ma non a dimenticarlo del tutto. "Ogni tanto sento il bisogno allontanare qualche dispiacere, ma devo cercare di non pensarci. Te la porti dietro per tutta la vita, l'eroina. Soprattutto se hai iniziato da adolescente".

Lei quando ha iniziato?

"Ho iniziato molto presto, quando nella compagnia c'è qualcuno che fa uso anche solo di sostanze cosiddette leggere è facile poi strafare. In breve tempo, dalle canne, in un paio di anni abbiamo fatto il salto andando verso l'eroina. Io avevo sedici anni. Troppo giovane".

Per quanto tempo ha fatto uso di eroina?

"In periodi saltuari: un anno, poi ho smesso, poi ci sono ricaduto. Quando si inizia così giovani non ci sono motivazioni valide e reali. All'inizio la cerchi per lo sballo, poi quando iniziano i problemi l'eroina diventa una sorta di via di fuga. Io per lo stile di vita che conducevo ho avuto problemi di depressione e ansia, facevo fatica a stare con la gente e parlare. L'eroina era un sedativo perfetto. Ogni respiro mi costava fatica. Con lei sono tornato a vivere. O almeno lo credevo. La mia vita con l'eroina sembrava fantastica. Ma non era così". 

Quanta ne usava?

"Non è la quantità che fa la differenza ma l'abitudine. Basta un grammo ogni due o tre giorni per essere dipendenti. Ero caduto in una situazione molto pesante, un minimo sbalzo emotivo o psicologico poteva avere delle conseguenze. Ma poi arrivava l'eroina: sistemava ogni cosa".

Come se la procurava?

"A Parma basta andare in un angolo strada per trovare eroina. Ho cominciato fumandola, poi me la sono iniettata in vena, ero andato al di là di ogni limite".

Cosa le faceva provare?

"L'effetto è sempre lo stesso. Un senso di piacere estremo, è la sensazione di tranquillità quella che ti piace. I problemi e la negatività emotiva e psicologica si prendevano una pausa e ti lasciavano respirare. Se fosse stato soltanto per lo sballo mi sarei ubriacato o avrei preso della cocaina. Avevo bisogno dell'eroina. Io ho iniziato molto giovane".

Ci racconti una serata con l'eroina.

"Le serate sono sempre un punto fermo. Le aspettavamo Uscivamo per bere, fumare, drogarsi, stare in piedi il più possibile e sentire poco la fatica. Si usciva, si beveva qualcosa e ci si drogava. Facile, no? All'inizio, quando ero molto giovane, si andava a rubare qualsiasi cosa: giocando a calcio si frugava nei borsoni dei compagni per prendere telefoni e rivenderli, portafogli. A 16 anni non ti rendi conto, ma per l'eroina sei pronto a tutto. Le ragazze hanno fatto molto peggio. Si prostituivano: passare una sera con un uomo per la droga era normale. Si fa questo ed altro per l'eroina".

Come si esce da questa situazione?

"Non se ne esce mai, penso che lo possano dire tutti. Te la porti dietro sempre e ogni giorno rischi di fare la cosa sbagliata. Devi combattere la tua guerra personale, è fondamentale farsi dare una mano. Senza il sostegno di una famiglia che invece di sbatterti la porta in faccia ti aiuta, diventa più facile. Altrimenti sei spacciato, per non dire un'altra cosa".

Sente il bisogno di farsi di eroina?

"Non è un bisogno il mio, nonostante sia in cura non sono pulitissimo, l'eroina me la porto dietro nei momenti di debolezza e di sconforto. Io ho un lavoro, mi sono laureato l'anno scorso, ma la normalità è difficile".

Le mancano le serate? 

"Non mi mancano quelle serate, erano terribili. Mi mancavano le cose semplici: la vita è fatta di cose semplici. Una famiglia, una compagna, amici e un ambiente sano. Questo è quello di cui ho bisogno".

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

Aeroporto: da Parma nuovi voli verso Olbia

Ultime di Oggi
  • Sport

    Altro tonfo, il Parma perde partita e speranze di salvarsi

  • Cronaca

    Covid, salgono i contagi: quasi 200 in 24 ore

  • Cronaca

    Parma torna arancione: ecco cosa cambia da lunedì

  • Cronaca

    Vaccino: al via le prenotazioni per chi ha dai 70 ai 74 anni

Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

ParmaToday è in caricamento