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Espropri: il Comune è costretto a pagare debiti fuori bilancio

Ieri sera si è tenuta la Commissione Consiliare permanente “Patrimonio, Partecipazioni, Interventi in campo economico e tributario, Bilancio”. Le procedure di esproprio comunale decadute devono essere chiuse, così il Comune avvierà l'acquisizione di terreni su cui aveva costruito opere pubbliche

Ieri sera si è tenuta la Commissione Consiliare permanente “Patrimonio, Partecipazioni, Interventi in campo economico e tributario, Bilancio”. Le procedure di esproprio comunale decadute devono essere chiuse, così il Comune avvierà l'acquisizione di terreni su cui aveva costruito opere pubbliche. Si tratta di due aree su cui erano state avviate le procedure di esproprio (ex art. 42 bis) più di dieci anni fa.

Tali procedure, decadute in quanto trascosi i termini (5 anni) devono essere sottoposte a nuova procedura. La prima area in questione è la strada realizzata tra via Benedetta e via Colombo di cui il Comune sarà costretto a risarcire l'indennizzo di 30 mila euro ai proprietari. La somma in questo caso non sarà in debito di bilancio in quanto già versata dal Comune nella cassa deposti e prestiti ma mai ritirata dai proprietari che avevano avviato nei confronti del Comune un contenzioso.

Altra somma invece per quanto riguarda il condominio Palazzo situato in via Emilia Ovest all'altezza di via Cremonese. Qui le cifre si alzano perché si parla dell' indennità di 143mila euro che il Comune dovrà mettere in rendiconto nel bilancio comunale in quanto ai tempi la cifra non fù versata per mancanza di fondi.

Il Comune dovrà approvare con una determina comunale tali procedure affinché si possa dichiarare chiuso l'iter di esproprio altrimenti i proprietari delle aree potranno nuovamente opporsi. Ma le due aree non sono purtroppo le uniche a cui il Comune dovrà pagare l'indennizzo; ce ne sono altre: si parla di contenziosi avviati dagli anni 80 ancora da espletare. Il consigliere Iotti ha richiesto che vengano portate al più presto allo studio della Commissione.

Dopo le perplessità e le critiche sollevate dalla minoranza riguardo all'ordinanza sindacale che concede in uso (abitativo) all' associazione Senza Frontiere lo stabile Stimmatini, dove saranno alloggiate 35 persone in concreta necessità abitativa, il consigliere Dall'Olio riaccende la questione. Il tema che ha risvegliato la polemica è stato l'articolo riguardante i Beni del patrimonio comunale inseriti nella bozza del Regolamento di gestione del patrimonio Comunale oggi in discussione.

All'interno di un comma si legge "il Comune di Parma può dare in subconcessione a terzi, con le stesse modalità dei beni di proprietà comunale, anche i beni immobili di proprietà di terzi ricevuti in uso a vario titolo" ma, critica dall'Olio, non vi è la definizione dei " limiti e degli usi definiti nell'atto di concessione" visto che "sono emerse alcune discrepanze tra gli usi che erano stati definiti e invece quelli che ci saranno". 

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