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Ex Anagrafe, lavori ancora fermi: i residenti vogliono i parcheggi

Il ritrovamento di reperti archeologici aveva decretato il blocco dei lavori e il ridimensionato del progetto originario. La zona, come denunciato dagli esercenti, è ferma anche a livello commerciale

Un tempo vi sorgevano la chiesa e il convento di Santa Teresa d'Avila. I bombardamenti della Seconda Guerra e la definitiva distruzione negli anni Sessanta hanno fatto il resto. Dopo la costruzione dell'Anagrafe comunale, poi dismessa e demolita nel 2008, e di un parcheggio, tra alcuni mesi dovrebbero sorgere due palazzi ad uso residenziale.

Il Comune ha attivato la progettazione urbanistica dell’area compresa tra Via Rodolfo Tanzi, Borgo delle Grazie, Via Farnese ed il complesso monumentale di S.M. delle Grazie,  nell'ambito di piani per tutela e riqualificazione del centro storico.
E' la società Parma Santa Teresa, composta da Soparco e Pizzarotti, ad acquistare l'area per un valore di circa dieci milioni di euro. Costruirà quaranta appartamenti, su una superficie di circa cinquemila metri quadrati per quindicimila metri cubi di edificato, con annessi giardini pensili sulle facciate. Destinata a verde pubblico un'area di tremila metri quadrati compresa tra i due edifici.

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Nota la precedente presenza di chiesa e convento, appare inspiegabile lo stupore ostentato a seguito del rinvenimento dei resti archeologici, che si possono vedere anche oggi esposti all'aperto, all'occhio del passante, al di là della rete di recinzione che delimita i  lavori. La presenza di arcate, pezzi delle antiche strutture e pavimentazioni del convento, ha inevitabilmente bloccato le operazioni di scavo.
Ridimensionato in parte, il piano prevede la realizzazione di edifici alti meno dei diciassette metri inizialmente progettati, a seguito dell'esposto in Comune sull’impatto della costruzione, e di un’osservazione sottoscritta da Monumenta, Italia Nostra, comitato Pro Oltretorrente, Antica Cereria, Insieme per Parma, Accademia di Belle arti, Comitato Parmense per l’Arte.

Non sarà più rimosso l'intero complesso archeologico del convento per la costruzione del piano interrato e dei parcheggi, diversamente da quanto previsto nel piano iniziale. L'intento del nuovo progetto, ha affermato Luciano Serchia, soprintendente Beni architettonici di Parma, è quello di valorizzare tali resti, tenendoli in vista.
Nella vita quotidiana di molti cittadini, tutto ciò si traduce, ormai da tempo, nella carenza di circa un centinaio di parcheggi. Problemi particolarmente sentiti data la centralità della zona, costituita sopratutto da borghetti, piccole vie, dove risulta per questo difficile trovare un posteggio, in considerazione della priorità ai residenti. Che pure non è sufficiente: "Tra qui e via Kennedy non so più dove mettere la macchina, quando torno dal lavoro i posti ormai son già tutti presi!", protesta un abitante del quartiere che si fa portavoce di un disagio diffuso.

Conseguenze patite per via diretta anche dai commercianti, come lamentato da tempo dai proprietari di due locali nei pressi dei lavori. "Non si può calcolare la nostra perdita, prima avevamo molti più clienti. Ora, se non prendono la bici, qui molti non ci vengono neanche più. I clienti affezionati me lo dicono: abbiamo fatto un po' di giri, poi non c'era posto e siamo andati via". "Non è un bel vedere – afferma un altro gestore –, attendiamo che facciano qualcosa da mesi, almeno per sistemare tutto questo".  
 Come sostenuto nel sito internet del Comune, "il concretizzarsi dell’intervento, permetterà quindi la riappropriazione urbana di un importante tassello del Centro storico, liberandone tutte le potenzialità". Edilizie, si potrebbe aggiungere.

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