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Ex Stimmatini, la nuova casa delle famiglie. Senza Frontiere: 'Modello cooperativistico"

Continuano le polemiche riguardo la concessione d'uso dello stabile Stimmatini in piazzale S.Giacomo all'associazione Senza Frontiere dove saranno alloggiate varie famiglie in concreta necessità abitativa

"Con la nostra attività cerchiamo di portare avanti un modello diverso di società, un modello cooperativistico, non di opposizione: facciamo da collante fra quelle situazioni di necessità che ci passano davanti agli occhi" chiarisce Katia Torri, presidente dell'associazione Senza Frontiere. "Negli anni il numero di persone che si ritrovano senza lavoro e con uno sfratto incombente è cresciuto a ritmo esponenziale: è un grave allarme sociale". Katia, con i libri contabili alla mano, dimostra come l'associazione Senza Frontiere da anni - insieme alla Rete Diritti in Casa - porta avanti la battaglia per il diritto alla casa. Di questi tempi sempre più difficile, date le nuove articolazioni governative.

Il Piano Casa del governo Renzi prevede anche un inasprimento delle pene a chi occupa, la non possibilità di attaccare le utenze (anche per le famiglie con bambini) e l'incremento economico al fondo nazionale per il sostegno agli affittuari di unità abitative: così facendo, dimentica le 680 mila famiglie che attendono l'assegnazione di una casa nelle graduatorie comunali. L'associazione si è dimostrata capace negli anni di saper gestire situazioni difficili a cui le Amministrazioni non davano risposta.

"Criminale è il sistema che permette alla gente di morire di freddo per strada davanti a portoni di case chiuse da vent'anni". E intanto in Italia l'edilizia privata continua a crescere e già nel 2007 uno studio regionale contava più di 5 mila case abbandonate. I bisogni abitativi aumentano, la disoccupazione avanza e le risposte non arrivano. "Il caso dello stabile Stimmatini, concesso in comodato d'uso, è un esempio di cooperazione con l'amministrazione. Come Rete abbiamo contestato le scelte del Comune secondo noi sbagliate, ma abbiamo sempre lasciato aperto il dialogo. Abbiamo accettato questa proposta di concessione perché pensiamo sia una scelta ragionevole e intelligente. Non la rifiutiamo per posizioni ultraideologiche che non possono convivere con le necessità abitative che ci troviamo ad affrontare". Lo spostamento del centro sociale Sovescio nel nuovo stabile riguarderà "solamente attività diurne: scuola d'italiano, biblioteca e palestra. Quelle attività che possono essere conciliabili con l'uso abitativo".

Nello stabile ora abitano le 3 famiglie con bambini che prima occupavano l'ex cinema Lux e presto si trasferiranno anche altre 3 famiglie con 4 bambini ora alloggiate in via Bixio nello spazio Sovescio. Tutti di provenienza varia: dal Marocco all'Albania, dalla Costa D'Avorio alla Moldavia. Aspettano tutti l'assegnazione di un alloggio popolare.

Il plesso Stimmatini, dove hanno iniziato a vivere 10 persone, ha l'acqua calda e il riscaldamento; le stanze sono pulite e arredate; all'ora di pranzo le donne cucinano e i bambini si rincorrono nei corridoi: si respira un'aria di casa. "Prima mi lavavo dentro la fontana e quella non era vita. Ora qui mi sembra di essere in un hotel" parla un signore di 62 anni albanese in Italia da più di vent'anni "Io ho sempre pagato gli affitti, andavo in bicicletta tutti i giorni da Parma fino a Noceto per lavorare e poi mi hanno licenziato. Volevano persone più giovani. Ora mi ritrovo senza niente, solo qualche lavoretto in nero e mia moglie a Milano". Si continuano comunque a fare polemiche su chi si ritrova costretto a dormire in un parco con i propri bambini, chi si trova senza lavoro e magari senza neanche una famiglia. Dove sono i diritti assistenziali minimi?

A sentire le polemiche di questi giorni, sembra che sia le minoranze locali sia il governo si siano dimenticati la dichiarazione dei Diritti Umani Fondamentali o - alla luce dello sguardo attuale, sempre più europeistico - l'art. 8 della Convenzione Europea per i Diritti Umani: sul diritto per ogni persona al rispetto della propria vita privata e familiare.

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