Femminicidio, seminario sulle nuove disposizioni della Legge 119: prevenire, punire, proteggere

Prevenire, punire e proteggere. Su questi tre "pilastri" si basano le novità introdotte dalla legge 119 sulla violenza contro le donne. Oggi in Provincia il seminario "Prevenzione e contrasto alla violenza di genere" per far conoscere meglio le nuove disposizioni

Prevenire, punire e proteggere. Si basano su questi tre “pilastri” le novità introdotte dalla legge 119 sulla violenza contro le donne approvata quest’estate: una norma che inasprisce le pene per chi fa violenza, prevede maggior supporto alle vittime e possibili interventi rieducativi per gli uomini che commettono violenza. Nuove disposizioni che necessitano di essere conosciute al meglio da tutti coloro che si occupano di questi temi, in modo che si possano trovare le modalità più adeguate e più efficaci per renderle operative.

Per questo la Provincia ha organizzato questa mattina nella sede dell’Ente in piazza della Pace il seminario “Prevenzione e contrasto alla violenza di genere”: un momento rivolto agli operatori sociali e sanitari, alle forze dell’ordine e alle istituzioni per presentare la nuova legge e riflettere sulla sua applicazione concreta nel territorio e all’interno dei nostri servizi su scala provinciale. Un passo fondamentale per un fenomeno, quello della violenza contro le donne, che registra dati allarmanti e che non sembra rallentare: al 30 giugno 2013 sono 126 le donne che si sono rivolte al Centro antiviolenza di Parma e al 31 ottobre sono 109 le donne uccise in Italia.

L’incontro è stato aperto dai saluti del prefetto di Parma Luigi Viana che ha ricordato come quella di oggi “sia solo la prima di una serie di iniziative per riflettere su un tema che è diventato urgente. Il 22 novembre ci incontreremo per rivedere alla luce della nuova norma il protocollo interistituzionale, siglato nel 2009, che coordinava gli interventi e i compiti di ciascun Ente in materia di prevenzione e contrasto della violenza sulle donne”; e da quelli di Ornella Cappelli dell’Ordine dei medici che ha sottolineato come “il medico di famiglia possa diventare un punto di riferimento importante, in grado di cogliere quei momenti di crisi che potrebbero sfociare in atti di violenza”.

“La nuova legge apre importanti opportunità e ci offre uno strumento in più di prevenzione e contrasto – ha detto l’assessore provinciale alle Politiche sociali Marcella Saccani -. Un tema, quello della violenza sulle donne, su cui dobbiamo continuare a lavorare, a partire dalla formazione dei ragazzi: noi abbiamo anche la grande responsabilità di costruire tra i giovani una cultura nuova in tema di differenza di genere”.

“Parlare di nuove normative significa parlare della società, di donne e uomini, di una questione fondamentale e urgente da affrontare per tutti – ha aggiunto la deputata Patrizia Maestri -. Una legge che oltre a prevenire, punire e proteggere, sostiene economicamente il piano nazionale per il contrasto della violenza di genere e i Centri antiviolenza, con un contributo per quest’anno di 20 milioni di euro”.

A illustrare le novità della legge il primo dirigente della Questura di Parma Maria Grazia Ligabue e il Commissario capo della Questura di Parma Elian Omar. Le novità più rilevanti riguardano tre settori: l’inasprimento dei reati, con l’introduzione di diverse aggravanti, l’estensione dell’ammonimento del questore e l’ampliamento di misure cautelari. È ad esempio diventata un’aggravante se la vittima della violenza o chi è presente al fatto è un minore o è una donna incinta; la pena aumenta se viene fatto stalking da una persona con cui si ha o si aveva una relazione; viene introdotta la definizione di violenza domestica; la querela per atti persecutori diventa irrevocabile per minacce gravi. Inoltre, viene ampliato l’uso dell’ammonimento anche per i casi di violenza domestica: un’azione sanzionatoria che il questore può rivolgere all’autore di azioni persecutorie prima della denuncia e su richiesta della vittima.

“Bisogna adottare una politica non solo della punizione ma anche di sostegno delle donne che subiscono violenza – ha sottolineato la presidente del Centro antiviolenza di Parma Samuela Frigeri -. È importante per questo che le forze di polizia abbiano ad esempio con la nuova legge l’obbligo di dare informazioni alle donne della presenza dei Centri antiviolenza  e che, se le vittime ne fanno richiesta, vengano direttamente messe in contatto con i centri”.

Il seminario è solo una delle iniziative che la Provincia realizza per prevenire e contrastare la violenza sulle donne con l’obiettivo di sensibilizzare le persone ma anche di promuovere eventi formativi e servizi di emergenza dedicati alle donne che subiscono violenza. Tra queste, è in fase di ultimazione un depliant sullo stalking, un fenomeno ancora troppo poco conosciuto che negli ultimi anni è sempre più causa di numerosi e cruenti fatti di cronaca. Nel volantino, che sarà realizzato in 60mila copie e redatto in 5 lingue (italiano, inglese francese russo e arabo), si potrà anche trovare la normativa in materia di stalking, aggiornata alla nuova legge, la spiegazione della nuova formula dell’ammonimento, e tutti i numeri utili per chiedere aiuto, avere informazioni e avviare la procedura di ammonimento o denuncia (recapiti di Centro Antiviolenza, Questura, Stazioni Arma carabinieri di tutta la provincia). Il depliant sarà distribuito con la collaborazione di tutte le realtà che hanno aderito alla campagna, che si sono impegnate a diffondere le informazioni attraverso i loro sportelli e i loro strumenti di comunicazione: Coop Nord-Est, Acer, Iren, Ordine dei Medici e dei Chirurghi e Odontoiatri e Ordine dei Farmacisti della provincia di Parma, Azienda sanitaria e Azienda ospedaliera di Parma.
 

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