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Inceneritore, duemila in corteo per il "No". E al sindaco: "Referendum!"

Il corteo partito da piazzale Santa Croce, dopo aver attraversato il centro storico, si è fermato in via XX Settembre, dove abita il sindaco Vignali. Qui la richiesta di dare la parola ai cittadini con un referendum

Un anno dopo, più consapevole dei rischi per la salute dei cittadini, dell’impatto sull’economia della Food Valley, dei costi che ricadranno sulle tasche dei consumatori, Parma è scesa di nuovo in piazza per una protesta silenziosa, rispettosa, ma ferma ed irremovibile nel chiedere lo stop ai lavori dell’inceneritore di Ugozzolo.

Aldo Caffagnini, presidente dell’associazione Gestione Corretta dei Rifiuti confidava in un raddoppiamento dei partecipanti rispetto alla fiaccolata dell’anno scorso, e così è stato: 2000 persone di tutte le età, compresi molti bambini, hanno illuminato con le candele via D’Azeglio in direzione via XX Settembre, presso la casa del sindaco, per chiedere un consiglio Comunale straordinario sul tema e un referendum che dia voce ai cittadini.

“Rispetto all’anno scorso, la popolazione è più consapevole,  grazie ad un opera di informazione che abbiamo messo in atto tramite incontri e collaborazioni anche con altre associazioni. Il tema della salute deve andare sopra ogni altra cosa, non è una questione di destra o sinistra, Vignali o Bernazzoli. Io invito chiunque sul palco a dirci con prove certe, che l’inceneritore  non provocherà danni alla salute.

Lo scorso 22 settembre all’Auditorium Paganini si è svolto il convegno ‘I medici chiamano Parma’. Molti gli interventi, ma il centro del discorso è rimasto sempre lo stesso, che costruire un inceneritore vicino ad un centro abitato è uno scandalo sanitario. Possono raccontarci che gli impianti sono di ultima generazione, ma anche questi producono diossina. Chiediamo a gran voce all’Unione Europea di non misurare più la diossina per metro cubo, ma le emissioni totali. La diossina finisce nel terreno, per insinuarsi in un ciclo nel quale ci siamo noi, gli animali, la natura. A Brescia è stato riscontrato che ad una distanza di soli 3,3 km dall’inceneritore, è aumentato pericolosamente il tasso di malattie respiratorie e mortalità per tumore nei bambini, eppure lo avevano spacciato alla popolazione come l’inceneritore più bello del mondo.



A Parma abbiamo ancora tutto il tempo per cercare un’alternativa, ci prendiamo le nostre responsabilità, sappiamo che una soluzione è necessaria, ma non si tratta dell’inceneritore, la nostra città è troppo piccola per sostenerlo economicamente. A giugno di quest’anno abbiamo proposto un nuovo progetto realizzato da ingegneri e chimici ambientali per un costo di realizzazione di 10milioni di euro contro i 315 dell’inceneritore con nessuna emissione nell’atmosfera. Non abbiamo ancora avuto riscontri da parte delle istituzioni. Chi vuole può informarsi sul nostro sito.

Chiediamo che a gennaio il Consiglio Comunale si riunisca per una seduta straordinaria monotematica sull’inceneritore, diversi medici ed esperti sono disposti a venire e dimostrare le proprie tesi, visto che quasi nessun consigliere si è presentato al convegno dello scorso 22 settembre. Cosa ancora più importante, vogliamo un referendum, i cittadini hanno il diritto di esprimersi sulla questione.

Ci dicono di seguire l’Europa virtuosa, eppure è da quasi un anno che in Germania stanno dismettendo gli inceneritori. C’è stata tanta disinformazione, io stesso non sapevo niente fino al 2009. La gente deve sapere che a Parma ci saranno 40mila tonnellate di cenere. Questo progetto è in piedi veramente per la popolazione, o per gli incentivi e il profumo di soldi?".

Alla manifestazione è intervenuto anche Rossano Ercolini, presidente di Diritto e Futuro, e cittadino di Capannori, comune virtuoso in provincia di Lucca. “Nel 1996 abbiamo iniziato la nostra battaglia contro l’inceneritore. Ci accusarono di non essere credibili sul piano amministrativo, eppure dopo appena un anno siamo riusciti a bloccare tutto. La raccolta differenziata porta a porta permette di riutilizzare il 70% dei rifiuti, per quanto riguarda il rimanente, entriamo in gioco noi,  recuperando i prodotti non riciclati correttamente. Per quanto riguarda i rifiuti non riciclabili, bisogna capire che bruciarli non è la soluzione. Porto l’esempio delle cialde per il caffè, abbiamo scritto ad una famosa casa produttrice chiedendo di usare materiali biodegradabili, oppure adattare le cialde per essere ricaricate, perché è responsabilità del produttore seguire quel che mette sul mercato, dalla nascita alla morte del prodotto. Noi siamo l’esempio di come una città possa diventare ecosostenibile, abbiamo trasmesso i nostri progetti a diversi comuni italiani, da Nord a Sud. Spero di poter includere anche Parma nella lista”.

E proprio rivolto ad un cambiamento è il convegno che si terrà il prossimo 10 gennaio sempre all’Auditorium Paganini, con l’intervento di medici, ed esperti ambientali. Progettare, Costruire, Vivere, dalla culla alla culla. Ridisegnare il modo in cui facciamo le cose, perché il futuro nasce dall’idea di eliminare il concetto di rifiuto.
 

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