Fidenza, il pronto bus? Gli utenti: "C'è quasi da aprire l'ombrello"

Gli utenti dei pronto bus di Fidenza lamentano una serie di problemi collegati alla fatiscenza delle strutture: "Sgocciola dentro, le porte non di chiudono bene". L'ufficio mobilità: "Nessuna segnalazione"

E' ormai dallo scorso inverno che gli utenti dei pronto bus di Fidenza, i mezzi che svolgono servizio di mobilità urbana, lamentano una serie di problemi collegati alla fatiscenza delle strutture di questi pulmini. Problemi che a oggi non hanno ottenuto soluzione. "Quando piove – spiega R.G, una signora che normalmente utilizza il servizio urbano - sgocciola dentro, e parecchio; a volte c'è quasi da aprire l'ombrello. Spesso le porte non si chiudono bene, il che, oltre a essere pericoloso dal punto di vista della sicurezza, crea correnti d'aria e spifferi di certo poco salutari per i passeggeri, molti dei quali, per essere anziani, sono particolarmente cagionevoli e vulnerabili".

"Devo, però, ammettere che il riscaldamento funziona perfettamente - ironizza la donna -, peccato che si accende, non si sa né come, né perchè, anche in estate, creando, come tutti possono immaginare, nell'abitacolo temperature da sauna, insopportabili e a rischio colpo di calore o collasso cardiaco". La passeggera assicura di essersi rivolta, insieme a parecchi altri utenti, sia al Punto amico del Comune che agli stessi autisti dei pullmini per “denunciare” queste gravi carenze, senza mai ottenere, però, riscontri reali, e cioè interventi di riparazione dei guasti seri e definitivi.

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L'UFFICIO MOBILITA': 'NESSUNA SEGNALAZIONE'. "Non abbiamo ricevuto segnalazioni di alcun tipo circa la non sufficienza funzionale del mezzo utilizzato per il trasporto pronto bus. Al riguardo abbiamo fatto una attenta verifica - dichiara Luigi Frazzi dell'ufficio mobilità di Fidenza -. Mi sento, comunque, di suggerire per il futuro di rivolgersi eventualmente a questo ufficio o all'Urp, e, se possibile, meglio per iscritto".

CINI SERVIZI SI DIFENDE. "Sono passati dieci anni da quando ho subappaltato dalla Tep, che a sua volta ha appaltato dal Comune di Fidenza, questo servizio. E' da allora che l'azienda parmense mi ha dato in consegna due pullmini di sua proprietà, i pronto bus, appunto. Da dieci anni li utilizziamo dodici ore su ventiquattro e sei giorni su sette per svolgere il trasporto cittadino. A oggi sono ben seicentomila i chilometri percorsi da ciascuno dei due mezzi, per cui non c'è da stupirsi se sono usurati e se cominciano a “perdere colpi”.

Per quel che mi riguarda assolvo a tutti gli adempimenti che mi competono, provvedendo puntualmente sia alla manutenzione ordinaria che a quella straordinaria» si difende Claudio Cini, titolare della Cini servizi srl di Fidenza, la ditta che gestisce i pronto bus. L'imprenditore sottolinea che i mezzi in sua consegna vengono controllati periodicamente: "in questo caso, come pure tutte le volte che sia necessario fare riparazioni straordinarie, li portiamo nelle officine Tep di Parma, come dimostra la relativa documentazione".

"Le riparazioni non sono durature perchè i due furgoncini sono troppo sfruttati e datati, per cui può accadere che in breve tempo il guasto si ripeta. Auspico, che, se la convenzione tra Tep e Comune di Fidenza, in scadenza alla fine di quest'anno, verrà rinnovata, gli attuali pullmini vengano sostituiti con altri nuovi. Non so se sarò io a gestirli, di certo so che, per chiunque si faccia carico del subappalto, continuare con i vecchi mezzi significa gestire un servizio troppo costoso, antieconomico, e, inoltre, insoddisfacente per la clientela, che così tende ad allontanarsi".

'PRENDERO' IL TAXI'. "Se questo inverno il tempo sarà inclemente come lo scorso anno, farò un sacrificio economico in più, rivolgendomi al taxi per i miei spostamenti, piuttosto che prendere un mezzo malconcio, dove, tra spifferi e guasti vari, si rischia seriamente di ammalarsi. Tuttavia questo non mi sembra giusto. A me non compete sapere di chi sia la responsabilità delle carenze strutturali dei mezzi. Di certo so che si tratta di un servizio pubblico e che, quando lo utilizzo, pago il biglietto, cosa che, purtroppo, sempre più spesso, credo per un malinteso senso di solidarietà, si permette che molti non facciano. Detto questo, ritengo, sia come contribuente che come cliente, di avere il sacrosanto diritto di pretendere che i miei soldi siano spesi bene, garantendo servizi pubblici da paese civile, trasporto compreso" conclude l'anziana signora.

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