Cronaca

Foibe, blitz degli studenti antifascisti all'Itis di San Secondo

Stamattina una trentina di studenti del Kollettivo Giovanile Autogestito sono andati all'Itis di San Secondo con striscioni e volantini per protestare contro l'istituzione del Giorno del Ricordo

Lunedì 10 febbraio è la Giornata Nazionale per le vittime foibe. Stamattina una trentina di studenti del Kollettivo Giovanile Autogestito sono andati alll'Itis di San Secondo con striscioni e volantini per protestare contro l'istituzione del Giorno del Ricordo. Lo striscione tenuto dai ragazzi recitava 'Contro le menzogne di Stato, ora e sempre antifascisti'. Si sono posizionati all'ingresso ed hanno fatto alcuni interventi al megafono e distribuito volantini agli studenti, che stavano entrando a scuola.

IL VIDEO DELLA PROTESTA

"Non accettiamo -hanno dichiarato gli studenti- che all'interno di questa scuola esistano gruppi dichiaratamente neofascisti che godono dell'appoggio dello Stato e delle Istituzioni. Siamo qui in questo giorno perchè il 10 febbraio i gruppi neofascisti celebreranno il Giorno del Ricordo, istituito nel 2004 per ricordare le cosidette vittime italiane delle Foibe. La verità storica è un'altra: qualche centinaio di italiani erano perlopiù funzionari dell'Amministrazione fascista. La Resistenza popolare jugoslava ha contato anche sull'appoggio di diversi italiani: già questo fatto dimostra che non c'era la volontà di fare una pulizia etnica". 

LA NOTA DEGLI STUDENTI. "Nella mattina dell’8 febbraio alle 8:30 davanti all’ I.T.I.S. di San Secondo, il K.G.A. (KOLLETTIVO GIOVANILE AUTOGESTITO ha effettuato un volantinaggio sul tema delle foibe, denunciando il revisionismo storico messo in atto dai gruppi neofascisti e dallo stato Italiano. Questi ritengono che gli italiani caduti in Jugoslavia siano state vittime dell’odio razziale provato dai partigiani Sloveni. La realtà storica è però tutt’altra il fatto delle foibe che riguardano la morte di alcune centinaia di Italiani per lo più funzionari dell’amministrazione Fascista, si spiegano con l’odio popolare e la rivolta nei confronti del regime Italo - fascista occupante dal ’41 di diversi territori della Ex Jugoslavia rendendosi responsabile di innumerevoli crimini di guerra per attuare il loro progetto di pulizia etnica nei confronti della popolazione Jugoslava mietendo 1.500.000 vittime".

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