menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Fornovo, crolli nella discarica di Monte Ardone. Sicurezza a rischio?

Legambiente documenta con alcune immagini i crolli che hanno interessato l'area della discarica. "Chiediamo uno studio geologico che non è mai stato fatto. Nel sottosuolo ci sono grandi quantità d'acqua"

Discarica di Monte Ardone a Fornovo. La protesta del circolo locale di Legambiente. L'associazione ambientalista documenta con alcune immagini, i crolli che hanno interessato l'area della discarica, da sempre osteggiata dagli ambientalisti che criticano anche l'impostazione dell'Osservatorio. E tornano a chiedere che vengano effettuati studi geologici sull'area. "Visto che si sono già verificati episodi di carichi non conformi in discarica chiediamo controlli sui rifiuti già stoccati".

"Ancora una volta -dichiara il circolo Legambiente di Fornovo Taro- la discarica di Monte Ardone ci allarma. Come documentato dalle immagini in nostro possesso si sono verificati dei crolli lungo l’argine principale dell’impianto. Il manufatto è stato costruito per contenere i rifiuti all’interno dell’invaso, un cedimento di questa importante barriera desta notevoli interrogativi sulla sicurezza dell’impianto. E’ l’ennesima conferma dell’infelice scelta operata nella localizzazione dell’impianto. Bisogna considerare, inoltre, che dalla lettura dei dati sui piezometri presenti in loco risulta che nel sottosuolo dell’area interessata dall’argine di contenimento sono presenti notevoli quantità d’acqua. La presenza idrica era ben visibile anche prima della costruzione della discarica dall’esistenza di uno stagno a pochi metri di distanza.

Consapevole di questa situazione, da un paio d’anni, nell’ambito dell’Osservatorio, Legambiente ha chiesto uno studio geologico specifico sulla sezione di riferimento. Lo studio non è mai stato svolto. Naturalmente l’Osservatorio sulla discarica, così come la cittadinanza, non hanno avuto informazioni sui cedimenti avvenuti. Confermiamo perciò le nostre critiche sulla conduzione dell’Osservatorio il quale non è stato messo nelle condizioni di operare in modo efficace.

Ribadiamo le nostre richieste. L’Osservatorio deve diventare un organismo aperto e pubblico, non – come è stato finora -una riunione a porte chiuse disciplinata da rigide regole che vietano persino la divulgazione dei verbali. Ci deve essere un luogo – un sito internet – dove vengono pubblicate in modo chiaro le informazioni di pubblica utilità sul funzionamento dell’impianto. L’Osservatorio deve essere convocato dal comune di Fornovo con regolarità, almeno ogni tre mesi e deve essere informato ogni volta che si verifica qualche evento straordinario. L’Osservatorio deve avere accesso alle informazioni in modo celere e completo. L’Osservatorio deve essere un vero luogo di confronto e di proposta e non un momento per la semplice presa d’atto di decisioni già prese. Pensiamo inoltre che debba essere fatta una seria riflessione sulla efficacia delle azioni di controllo sui rifiuti che sono state pianificate. Visto che si sono già verificati episodi di carichi non conformi in discarica chiediamo che vengano effettuati controlli sulla massa dei rifiuti già stoccati nell’impianto realizzando dei carotaggi di campionamento.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

Inquinamento: stop ai diesel Euro 4 fino a venerdì 5 marzo

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
  • Attualità

    Ponte della Navetta, Alinovi al Ministero: “Aprirlo entro Pasqua”

  • Attualità

    Aree verdi: 250 mila euro per i nuovi giochi bimbi

Torna su

Canali

ParmaToday è in caricamento