Inceneritore, Rossi scrive a Laguardia: "Vogliamo il piano di Iren"

Il candidato alle primarie del centrosinistra scrive una lettera aperta al procuratore capo di Parma in cui sottopone il caso del Piano Economico e Finanziario negato ai cittadini dall'ad di Iren

Simone Rossi

Simone Rossi, candidato alle primarie del centrosinistra, scrive al procuratore capo, Gerardo Laguardia, per sottoporgli "il caso del Piano Economico e Finanziario dell’inceneritore di Parma che Iren/Enia, nella figura del suo Direttore Generale Andrea Viero, ha più volte negato ai cittadini che ne hanno fatto richiesta".

"E’ possibile che Lei abbia già avuto occasione di conoscere Viero - scrive Rossi - essendo questi un habitué delle sale di giustizia, considerato che è stato condannato per due volte dalla Corte dei Conti per danno erariale e per pranzi al ristorante pagati illegittimamente con i soldi pubblici.

Con la presente si sottopone alla sua attenzione la correttezza del comportamento di Viero che nega il suddetto documento ai cittadini nonostante con la delibera del Consiglio Comunale di Parma del 31/03/2006 ( ved. pag 7) che ha dato il via libera alla variante urbanistica dell’inceneritore “Enìa Spa si obbliga a riconoscere ai cittadini, alle associazioni ambientaliste e a ogni altro soggetto il diritto di accesso relativamente a TUTTI gli atti riguardanti il termovalorizzatore”. Nella delibera è scritto “tutti” gli atti, senza eccezione alcuna".

"Ma Viero ha fatto di più. Alla fine del 2010 (cioè a cantiere del forno già da tempo aperto) all’ennesima richiesta di un cittadino di prendere visione del Piano Economico e Finanziario, il direttore di Iren ha avuto il coraggio di mettere per iscritto e protocollare che non esiste un Piano Economico e Finanziario dell’inceneritore approvato formalmente perché “le ipotesi di Piano Economico Finanziario inviate al sindaco di Parma in forma riservata non costituiscono documento approvato formalmente. Tali ipotesi non costituiscono atti deliberativi e quindi parte del procedimento amministrativo, e hanno un valore puramente estimativo di rilevanza interna. Il Piano economico finanziario del progetto potrà essere definito e, conseguentemente, reso pubblico solo in presenza di un quadro certo e complessivo degli elementi fondanti e previa approvazione dei competenti org ani societari". Egregio Procuratore, mi rendo conto che è difficile credere che possa essere stata data una risposta del genere e quindi Le allego il documento (si veda pag 2 punto 3).

"Stando allo scritto di Viero - continua Rossi - saremmo in presenza di un'Azienda che costruisce un impianto da 250 milioni di euro non avendo approvato alcun Piano economico finanziario dell'investimento, ovvero alcun Piano di rientro dell’investimento, di previsioni di costi e ricavi. Un comportamento che risulterebbe singolare già per un'azienda privata che ci mette soldi propri, ma che diventa stupefacente se si pensa che le risorse per coprire i costi di realizzazione e gestione proverranno dalle tariffe pagate dai cittadini, quindi da denaro pubblico.
Appare poi difficilmente credibile che le banche, a maggior ragione con i tempi che corrono, possano finanziare un progetto da 250 milioni di euro senza un Piano economico e finanziario approvato. La notizia di tali negazione e giustificazioni era già stata diffusa dalla stampa locale, nell’indifferenza o nell’assenso bipartisan e inspiegabili (o meglio, spiegabilissimi) della politica locale".

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"Egregio Procuratore della Repubblica - conclude il candidato alle primarie - alla luce della documentazione evidenziata, sono cortesemente a chiedere il suo interessamento sulla questione affinchè i parmigiani possano prendere visione della documentazione che spetta loro di diritto e comprendere finalmente le motivazioni per le quali si vuole, al contrario, secretarla".

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