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Inceneritore: il sindaco riflette, Iren dà i numeri e Gcr contro Bernazzoli

Alla dichiarazione di Vignali sui costi segue la risposta di Viero. Intanto il Pd chiede chiarezza al primo cittadino e la Gcr sottolinea il "silenzio stampa" del presidente della Provincia: "Nessuno rivendica il gioiellino di Ugozzolo"

LA DICHIARAZIONE DEL SINDACO

Avvicinato da un giornalista di Repubblica mentre era al Teatro Regio, il sindaco Pietro Vignali ha brevemente risposto su cosa pensa del termovalorizzatore. "Dobbiamo rifletterci meglio: c’è la volontà di fare chiarezza sui costi perché ho notizia che sono lievitati rispetto a quelli concordati all’inizio, nel 2006".

LA NOTA DI IREN

Con riferimento alle confuse notizie recentemente apparse sulla stampa locale circa i costi complessivi per la realizzazione del Polo Ambientale Integrato di Parma (PAIP), l’Amministratore Delegato di Iren Ambiente, Andrea Viero, ribadisce che, come indicato nelle puntuali comunicazioni agli Enti locali competenti, l’ammontare totale dei costi di investimento previsti è pari a 193.589.000 di euro.
Come è quindi desumibile per chiunque tale somma è sideralmente lontana dalle suggestive supposizioni avanzate da alcune associazioni sulla base di non si capisce quale fondamento.

Le variazioni rispetto alla stima di 180.000.000 di euro, indicata in fase di richiesta dell’Autorizzazione Integrata Ambientale, riguardano essenzialmente i maggiori costi derivanti dal recepimento di prescrizioni previste nell’Autorizzazione, dall’implementazione di indicazioni e prescrizioni pervenute dagli Enti territoriali in sede di valutazione dei progetti esecutivi, dal recepimento di nuove normative tecniche e dall’introduzione di migliorie impiantistiche in sede di progettazione esecutiva.

Si sottolinea infine che, data la compatibilità dei costi di investimento attuali, rimane confermato l’impegno assunto a suo tempo da Enìa di mantenere le tariffe di smaltimento in linea con quelle adottate nell’anno 2008.

IL COMMENTO DEL PD

Chiarezza, non confusione! Il Sindaco non dimentichi che:
a)     è il Comune di Parma che ha affidato ad Enia, oggi Iren, la realizzazione del termovalorizzatore;
b)     il Comune di Parma è socio di Iren al 6%;
c)      in ragione della partecipazione azionaria e dei patti relativi alla fusione tra Enia e Iride, ha nominato il Vice Presidente di Iren e, se non erriamo, anche altri amministratori della Società;
d)     il Comune di Parma è la controparte di Iren nel contratto per la realizzazione del termovalorizzatore.
Bene! Lo abbiamo chiesto in sede consiliare e lo ribadiamo con questa nota: si chiariscano i conti. Non si faccia, però, il gioco dei quattro cantoni. E, in questa prospettiva, il Sindaco non dimentichi che è lui che deve chiarire alla Città perché è lui che ha stipulato il contratto con Enia ed è il Sindaco in persona che ha seguito quella fase come Assessore all’Ambiente.

Si chiedano i dati; si faccia la comparazione tra i costi originari e i costi attualizzati e, se c’è differenza, si chiedano le spiegazioni e si assumano le determinazioni conseguenti. Ciò che non è lecito è muoversi con dichiarazioni estemporanee e ambigue. Un Sindaco ha il dovere della chiarezza e di assunzione di responsabilità precise su temi fondamentali, come quello dell’inceneritore. E un Sindaco non può “scherzare” quando ci sono in gioco centinaia di milioni di euro e ne sono già stati spesi o cantierizzati 120.

L’impianto ne costa alcune centinaia; il contratto stipulato comporta oneri rilevanti per ogni ritardo e comporterebbe penali rilevantissime per eventuali “retromarce”. Noi chiediamo chiarezza, senso di responsabilità e piena assunzione, senza equivoci, della responsabilità delle proprie decisioni. Cercare di creare confusione su questo tema, in un momento di evidente e palese difficoltà per questa amministrazione per fatti di chiara gravità almeno sul piano politico-amministrativo, può rispondere a logiche deteriormente politiche, ma non è segno di senso del proprio ruolo  e della responsabilità nell’amministrare.
 

IL COMUNICATO DELL'ASSOCIAZIONE GESTIONE CORRETTA RIFIUTI

Che brutta sensazione trovarsi dentro un cul de sac. Specie se non si trova uno straccio d'uomo che ti allunghi una fune, per saltarci fuori. Sull'inceneritore la Provincia è in silenzio stampa, il campionato va a rotoli, l'infermeria è piena e ci si affida al non dire, che a volte fa più danni che parlare chiaro. L'inceneritore sta nascendo orfano, non si trovano più ne mamma ne papà. Diamine, fino all'altro giorno era il fiore all'occhiello del nostro territorio, capace di scelte responsabili, come amano ripetere i pidini delle proprie deliberazioni in materia, come sosteneva Bernazzoli, una tappa necessaria di Parma virtuosa.

Oggi c'è silenzio stampa. Non uno che si presenti ai microfoni rivendicando con fierezza il gioiellino di Ugozzolo. Tutti a sottolineare prudenza e circospezione, analisi dei costi. “Ma quanto ci costerà?” starnazzano a giorni alterni maggioranze ed opposizioni, improvvisamente sensibili al tema. Oggi il sindaco apre le danze, recita il de profundis anticipato, intravede una fine ingloriosa, se non ci sono chiarimenti su costi e procedure. E si scatena l'inferno, a tal punto da imporre il silenzio in piazzale della Pace. Ma come, l'inceneritore è frutto di un piano provinciale, che nel 2005 lo partorì in dimensioni (65 mila tonnellate) e natali, allo Spip (è tutto da sempre scritto nero su bianco nella relazione illustrativa del PPGR, anche sul nostro sito www.gestionecorrettarifiuti.it).

L'inceneritore è frutto di una autorizzazione provinciale del 2008, al termine di una conferenza dei servizi gestita di corsa, c'è fretta di deliberare, ragazzi, muoversi please. Oggi queste Pietre Miliari sono state rimosse dalle menti pidine, come se non fossero mai esistite, la patata scotta al punto da gettare al Comune di Parma anche la pentola e l'acqua: “Inceneritore? Mai sentito nominare, roba del comune”. Spettacoli da inverno incipiente, la Provincia che proprio ieri bacchettava Enia perché il forno è troppo grande, sovradimensionato rispetto alle previsioni, che dentro la sua bocca dovrà bruciarci le discariche di Parma e Provincia, oggi di Enia non conosce nemmeno l'indirizzo, uno sconosciuto interlocutore con cui non ha niente a che fare.

Che simpatici giochi di prestigio, amici per la pelle o sconosciuti, secondo convenienza. Oggi il sindaco della città di Parma ha iniziato a scrivere l'ultimo capitolo di questo romanzo, che ha assunto via via svariate tinte, dall'originale trattato scientifico all'odierna commedia di basso profilo. Sabato Parma del domani se ne va a Vedelago a visitare il futuro, per prendere confidenza con sistemi di gestione corretti e avanzati, di cui il nostro Vincenzo non riesce nemmeno a parlare: è in silenzio stampa.

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