Tariffa rifiuti, Provincia: "Con l'inceneritore dovrà diminuire"

Bernazzoli: "Vogliamo ribadire che, per quanto riguarda la nostra parte, gli accordi prevedevano un contenimento degli aumenti con l'impegno a tenere il livello tariffario del 2008"

"Ricordare a tutti i soggetti che dovranno definire la tariffa di smaltimento rifiuti gli accordi presi nel corso dell’iter autorizzativo dell’impianto in costruzione a Parma affinché la componete su cui l’ente può dire la sua, ovvero la tariffa smaltimento rifiuti (il 30% sulla bolletta che i cittadini pagano) diminuisca anche nei prossimi anni".

Dopo il piano di monitoraggio sulla salute e sull’ambiente, presentato qualche settimana fa, il presidente della Provincia Vincenzo Bernazzoli è tornato a parlare di termovalorizzatore per sottolineare quanto fatto dall’ente affinché con l’entrata in funzione dell’impianto le bollette siano meno care. “Vogliamo ribadire che, per quanto riguarda la nostra parte, gli accordi prevedevano un contenimento degli aumenti con l’impegno a tenere il livello tariffario del 2008, con l’aumento dell’inflazione, e una diminuzione nei prossimi anni – ha detto Bernazzoli – Anche se inciderà solo su una parte della bolletta, riteniamo sia un fatto importante in un momento in cui famiglie e aziende stanno soffrendo  molto e subiscono, per effetto di misure prese dal governo o da altri soggetti, un incremento significativo e molto pesante della tariffa rifiuti. La decisione spetta ai soggetti competenti ma noi vogliamo che quanto stabilito sia rispettato”.

Il riferimento è alle conseguenze della Tares, la nuova tassa sui rifiuti e servizi, che rischia di essere un ulteriore costo per persone e imprese. La prima rata è stata posticipata a luglio ma in tanti auspicano una revisione da parte del nuovo governo. "Negli ultimi 10 anni, segnalano dalla Provincia, la tariffa di smaltimento dei rifiuti urbani per il territorio di Parma (per i Comuni serviti da Iren) è passata da 121 euro/tonnellata del 2003 a 169,59 euro/tonnellata nel 2013 (+ 40,15%). Dunque un costante incremento dovuto principalmente al fatto che Parma, al momento, non ha impianti di smaltimento (discariche o termovalorizzatori) ed esporta in altri territori i rifiuti residui dalla raccolta differenziata (circa 108.000 t/a nel 2012). Con l’attivazione del termovalorizzatore di Parma, e in riferimento all’impegno assunto da Iren nella fase precedente all’autorizzazione alla costruzione dell’impianto, la tariffa smaltimento secondo la Provincia dovrà diminuire".

La tariffa a smaltimento costituisce una base di riferimento per il calcolo della tariffa all’utenza per il quale si deve considerare anche il costo della raccolta. Inoltre i Comuni sono tenuti ad adottare criteri propri che tengono conto di fattori economico e sociali. Il 13 marzo si riunirà il Consiglio locale di Atersir, sede che riunisce i Sindaci dei comuni parmensi e di cui è presidente Giancarlo Castellani, l’assessore provinciale all’ambiente.

“In quella sede approviamo il piano finanziario che è lo strumento base per il calcolo su cui ciascun Comune dovrà poi stabilire le proprie tariffe delle utenze per il 2013, base definita sulla situazione attuale – dice Castellani -  Nel momento in cui il termovalorizzatore di Parma entrerà in funzione si dovranno aggiornare le tariffe che secondo la Provincia dovranno appunto tenere conto degli accordi presi a suo tempo”.
Le tariffe finali proposte dai Comuni e adottate dallo stesso Consiglio locale vengono poi approvate dal Consiglio d’Ambito regionale di Atersir.

Tares: che cos’è
Con il 2013 è stata introdotta la Tares, la nuova tassa sui rifiuti e servizi, per la quale è stato previsto il posticipo a luglio del pagamento della prima rata. La nuova tassa, che tecnicamente comprenderà quella sui rifiuti e sui servizi e sostituisce due vecchie imposte – la Tarsu, più diffusa, che riguardava lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, e la Tia, utilizzata solo in alcuni territori, che era relativa all’igiene ambientale – è nata sotto il Governo Berlusconi ma ha trovato attuazione per opera del Governo Monti e del suo decreto “Salva Italia”.
Saranno tenuti al pagamento della Tares tutti coloro i quali, a qualsiasi titolo (quindi proprietari, inquilini, usufruttuari, etc) utilizzano un bene immobile.

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Alcuni esempi
Per le utenza domestiche si tratta di aumenti che vanno dal 13% al 18 % circa : ad esempio una famiglia di 3 persone a Parma con casa di 120 mq. avrà un aumento del 16,23 % dovuto alla addizionale per servizi indivisibili pari a 0,3 €/mq anno .
Per le utenze non domestiche agli effetti degli aumenti dovuti alla quota per servizi indivisibili, che inciderà proporzionalmente di meno che non sulle domestiche,   si aggiungerà il problema dell’iva non più detraibile per cui gli aumenti si possono aggirare dal 13 al 20 % circa.
Simulandone gli effetti su alcune tipologie di utenti si evidenzia che a Parma per un ufficio di 200 mq si prevede un aumento del 15,8 % ; per una  industria di 2000 mq del 19,57 % ; per un supermercato di  5000 mq un aumento del 13,18 %.
L’auspicio è quello di una profonda revisione di questa norma di carattere tributario, posizione condivisa anche dalla Provincia di Parma, introducendo un principio di natura corrispettiva secondo la direzione indicata dalla Unione Europea, che incentiva un sistema tariffario basato sull’effettivo consumo (PAYT – pay as you throw - 'paghi quanto butti').  Vale a dire una tariffazione puntuale dei rifiuti, tecnica peraltro già avviata grazie a una sperimentazione promossa dalla Provincia di Parma in cinque Comuni  del nostro territorio: Felino, Medesano, Colorno, Sorbolo e Mezzani.

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