Interviste pagate, la Finanza acquisisce documenti a Parma

Le Fiamme Gialle hanno acquisito la documentazione in 22 emittenti televisive e 32 radiofoniche in tutte le province dell'Emilia-Romagna: l'ipotesi di reato contro ignoti e da verificare è peculato

Coinvolgerebbe anche Parma l'inchiesta della Procura della Repubblica di Bologna sulle interviste a pagamento dei consigliere regionali, con l'ipotesi di reato, da verificare e per ora contro ignoti, di peculato. La Guardia di Finanza infatti ha acquisito la documentazione in 22 emittenti televisive e 32 radiofoniche in tutte le province dell'Emilia-Romagna, Parma compresa. Ancora massimo riserbo degli inquirenti sulle emittenti coinvolte.

Anche la sede della Regione, in viale Aldo Moro, è stata 'visitata' dalle Fiamme Gialle del nucleo di polizia tributaria, in questo caso nella veste di organo di indagine per la Corte dei Conti. Pure agli uffici dell'Assemblea legislativa sono state chieste le carte informative e contabili sulle 'ospitate' a pagamento. A confermarlo, il presidente dell'assemblea, Matteo Richetti: "Si stanno facendo un'idea. Di fronte all'elenco delle richieste, man mano mettiamo a disposizione i documenti. Abbiamo già consegnato materiali e, se servirà, forniremo anche integrazioni in seguito".

Il caso, attorno a quella che è parsa essere quasi una 'prassi', era venuto alla luce nelle scorse settimane: spazi televisivi ai politici, pagati coi fondi dei gruppi consiliari, senza un'apposita segnalazione ai telespettatori. Coinvolti, eccetto l'Idv, tutti i partiti, dal Pd al Pdl e al M5S, con tanto di richiamo di Beppe Grillo a Giovanni Favia: "Pagare per andare in tv per il MoVimento 5 Stelle è come pagare per andare al proprio funerale", aveva sentenziato il leader.

Una delle domande che ispira le indagini, non più conoscitive, è se l'utilizzo di soldi pubblici per interventi personali e non direttamente riconducibili all'attività del gruppo consigliare, risponda o meno a una destinazione di scopo, presupposto per cui la Regione stanzia i fondi. Intanto, anche la Procura Generale, per la propria competenza, è al lavoro per eventuali procedimenti disciplinari nei confronti dei giornalisti coinvolti. Anche se, all'ordine dell'Emilia-Romagna, che col Corecom ha avviato accertamenti e che sta raccogliendo informazioni, non sono arrivate segnalazioni.
 

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