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Rianimazione, Sandra Rossi: "E' un ritorno a casa, lavorerò con un'équipe di professionisti eccellenti”

Intervista al neodirettore che ha preso servizio presso la struttura ospedaliera: dirigerà un equipè composta da 34 medici e 60 tra operatori sanitari ed infermieri in uno dei reparti più delicati del nostro ospedale

Sandra Rossi è il nuovo direttore del reparto di Rianimazione dell'Ospedale Maggiore di Parma. Da circa dieci giorni ha preso servizio presso la struttura ospedaliera: è stata chiamata a dirigere un equipè composta da 34 medici e 60 tra operatori sanitari ed infermieri: una delle strutture più delicate del nosocomio cittadino. Chi arriva in Rianimazione è in condizioni critiche: l'organizzazione del lavoro all'interno è fondamentale, così come la capacità di adattamento. Per Sandra Rossi Parma non è una città nuova: 24 anni fa si è laureata presso il nostro Ateneo. 

Come sono stati questi primi dieci giorni di lavoro a Parma ?

"Ho trovato una squadra di lavoro molto preparata e consapevole del ruolo che sta svolgendo. Mi sono laureata in Medicina e Chirurgia a Parma 24 anni fa. Nel 1997 ho poi conseguito la specializzazione in Anestesia e Rianimazione alla Statale di Milano. Dopodichè ho fatto numerose esperienze negli ospedali del Nord Italia: al Policlinico Irccs di Milano ho svolto attività clinica nella Terapia intensiva di Neuroscienze e in Neurochirurgia. Poi dal 2008 ho lavorato all’Azienda ospedaliera di Padova, reparto universitario, e centro di riferimento per il Triveneto per la cura delle gravi insufficienze respiratorie acute. Dieci giorni fa sono tornata a Parma ed ho iniziato a lavorare: l'atmosfera che si respira è molto positiva e mi stimola nel mio lavoro quotidiano". 

Per lei è stato quindi un ritorno...

"Si, è vero. Io sono nata a Villa Minozzo, in provincia di Reggio Emilia e mi sono laureata a Parma. Alcuni medici che ho incontrato nell'equipè che ora dirigerò li conoscevo già, altri li ho conosciuti in questi giorni. Mi manca solo un medico che attualmente è in ferie. Ho ritrovato un'atmosfera famigliare, dopo aver lavorato per molti ospedali nel Nord Italia ho fatto ritorno a Parma: questo ospedale è un'eccellenza per tutta la Regione e sono orgogliosa di aver vinto il concorso che mi permetterà di dirigere questo team".

Come si svolge il suo lavoro quotidiano 

"Il lavoro quotidiano si svolge in collaborazione con gli altri medici e con gli altri reparti. La struttura tratta traumi e patologie di particolari gravità e si occupa di fornire l’attività anestesiologica a diverse strutture chirurgiche del Maggiore, sia per gli adulti che per la parte pediatrica. Oltre a questo c’è una parte di lavoro organizzativo che va dalla gestione dei posti letto che, nella 1° Anestesia e Rianimazione del Maggiore sono 14, alla gestione del lavoro e dei turni dei vari medici, per sviluppare al meglio il servizio che offriamo ai cittadini. Devo però dire che la dottoressa Maria Luisa Caspani (il primario precedente, ndr) ha impostato il lavoro in modo eccellente. Inoltre aspetto fondamentale della nostra professione e il fattore  relazionale,viviamo infatti situazioni molto delicate che devono essere prese in carico con tantissima attenzione da parte di tutto il personale. Fondamentale è ad esempio il rapporto con i familiari dei pazienti".

I nostri lettori hanno sempre dimostrato una particolare riconoscenza ai medici che abbiamo intervistato. Lo scandalo Pasimafi ha incrinato questa fiducia, cosa ne pensa della vicenda e cosa si può fare per mostrare che l'Ospedale di Parma è ancora un'eccelenza? 

"Credo che la soluzione migliore sia quella di continuare a lavorare, come i medici di questa struttura hanno sempre fatto. Credo anche che per i cittadini di Parma, per quanto ho potuto constatare finora, la fiducia nei medici dell'Ospedale Maggiore non sia cambiata. Il Maggiore è sempre il Maggiore".

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