Acqua pubblica e Iren, Dall'Olio: "Rischio di perdere il controllo"

Un incontro nella sede Pd per discutere di acqua pubblica. Dall'Olio: "Azioni Iren. 43.700.000 euro sono dati in pegno alle banche per indebitamento di Stt e 14.000.000 per ParmaInfrastrutture"

"Meno slogan e più concretezza, molte delle nuove modalità di gestione degli obiettivi del Movimento 5 Stelle trovano già esperienze consolidate in amministrazioni PD in tutta Italia". Questa la posizione di Nicola Dall'Olio, capogruppo Pd in Consiglio Comunale, nel corso di un incontro nella sede di via Treves per discutere su modelli attuati in altri comuni riguardo la ripubblicizzazione dell'acqua, in vista della discussione prevista per domani in Consiglio Comunale su una mozione in merito presentata da M5S. "Vogliamo mostrare la differenza tra le tante dichiarazioni di intenti e le esperienze concrete di attuazione di comuni virtuosi a guida Pd", sottolinea Dall'Olio. Importante, secondo quanto sostenuto nel corso dell'incontro, confrontare le esperienze di altre realtà, come quella di Reggio Emilia e Piacenza. Una critica aperta da parte di Dall'Olio all'amministrazione comunale parmigiana in particolare in merito a quella che è stata definita poca chiarezza nelle intenzioni sulle modalità di raccolta delle risorse per attuare un cambiamento.

L'ESEMPIO DI REGGIO EMILIA E DI PIACENZA - L'esempio di Reggio Emilia attraverso la presenza all'incontro dell'assessore provinciale all'ambiente di Reggio Emilia Mirko Tutino, che ha sottolineato come il referendum del 2011 sia stato archiviato troppo velocemente e indicasse una chiara volontà dei cittadini di avere una gestione pubblica dei servizi idrici. Impresa non semplice quella di tradurre in concreto la gestione pubblica dell'acqua, sottolinea Tutino, perchè implica la creazione di un consenso dall'amministrazione comunale e competenze adeguate, esaminando temi come efficienza gestionale e investimenti. "Abbiamo costituito un soggetto pubblico con caratteristiche innovative, capace di usare totale trasparenza e costruire un rapporto di fiducia, mettendo l'acqua come bene al primo posto".

Con la scandenza della gestione in mano a Iren, Piacenza ha deciso di non procedere a un nuovo appalto, pensando alla costituzione di una società a partecipazione pubblica, o pubblico- privata ma a maggioranza pubblica per la gestione del servizio idrico. "Iren non sta adempiendo ai piani di investimenti tra manutenzione ordinaria e straordinaria, sul ciclo idrico integrato, con un ritardo per gli investimenti di 16 milioni di euro, motivo per cui pensiamo di rivalerci contro Iren - sottolinea il sindaco di Podenzano Alessandro Ghisoni. "I vincoli sul patto di stabilità e la costituzione di una società pubblica saranno oggetto di analisi all'attenzione dei sindaci del territorio, ma non andremo a un nuovo appalto".

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AZIONI IREN E PESO DEL COMUNE - "Insensata una stagione di slogan senza percorsi definiti, tuona Massimo Iotti, Pd, che sottolinea come da parte dell'amministrazione Pizzarotti non arrivi un chiaro messaggio circa le modalità da attuare in merito: "Non basta gridare contro Iren, ma agire in concreto senza più rinvii. La cessione di azioni Iren è andata a finire nelle pieghe del bilancio, indebolendo la sua presenza in Iren per ripagare indebitamenti svendendo un patrimonio. Crediamo che il Comune debba stare dentro Iren in modo significativo, non può sottrarsi al suo ruolo di tutela del servizio".

"Se si mettono in pegno azioni Iren - sottolinea Dall'Olio - si avrà meno peso al suo interno. Su 63 milioni di azioni Iren di proprietà del Comune, 5,6 milioni di euro sono bloccati per patti con soci, mentre tra quelle libere, 43.700.000 euro sono dati in pegno alle banche per indebitamento di Stt e 14.000.000 per ParmaInfrastrutture. Il rischio concreto è una perdita di controllo territoriale su servizi in capo a Iren con tentativi di cessione. Come farà il Comune a continuare ad avere un peso al suo interno procedendo con queste scelte?". Tra le problematiche sollevate in via Treves non solo quella della gestione dell'acqua come bene pubblico ma anche della proprietà della rete idrica, con risvolti definiti da Iotti preoccupanti se si considera che è gestita da ParmaInfrastrutture: "Necessario mettere in salvo la gestione e la proprietà del servizio idrico da speculazioni, un controllo pubblico significa anche garanzia che si evitino rischi di tentativi di lucro sul servizio da parte di soggetti esterni".

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