Iren, moratoria sui distacchi: dopo lo sgombero degli uffici oggi il Tavolo di trattativa

Attivisti e sfrattati chiedono i parametri minimi dell'Organizzazione Mondiale della Sanità: 1 khilowatt di elettricità e gas e 50 litri d'acqua al giorno. Dopo lo sgombero e le denunce oggi si apre la trattativa alle ore 16 nella sede di Iren

Venerdì mattina un centinaio di attivisti e di sfrattati sono entrati negli uffici dell'Iren in strada Santa Margherita per chiedere una moratoria sui distacchi di luce e gas a chi si trova in una situazione economica difficile e la garanzia di avere i parametri minimi dell'Organizzazione Mondiale della Sanità: 1 khilowatt di elettricità e gas e 50 litri d'acqua al giorno per tutelare i diritti fondamentali della persona. Dopo lo sgombero, i fermi e le denunce è stato convocato un Tavolo che si terrà oggi pomeriggio dalle 16 negli uffici di Iren: sarà presente una delegazione degli attivisti, il senatore del Pd Giorgio Pagliari ed alcuni dirigenti di Iren. "Non so come lavare i miei figli- aveva detto Nadia, una giovane donna marocchina durante il presidio all'interno degli uffici. Poi la decisione di sgomberare dopo l'orario di chiusura e la partenza a sirene accese della camionette della Polizia verso la Questura di Borgo della Posta. Un fermo giudiziario per 25 manifestanti che, secondo l'avvocato degli attivisti, non è previsto dal codice, nemmeno in modo facoltativo, per i reati che sono stati poi contestati: violenza privata, interruzione di pubblico servizio, invasione di edificio e manifestazione non autorizzata.

LA RICOSTRUZIONE E LE RICHIESTE DEGLI ATTIVISTI. "Venerdì 29 novembre -si legge in una nota della Rete Diritti in Casa- si è tenuto un altro importante passaggio di lotta a Parma. Nella mattinata circa un centinaio di persone tra attivisti dell'Assemblea permanente No Inceneritori, famiglie sotto sfratto e militanti della Rete Diritti in Casa si sono dati appuntamento presso la sede cittadina di Iren, la multiutility che gestisce oltre ai rifiuti e all'inceneritore anche le erogazioni di acqua, luce e gas. L'obbiettivo comune dei manifestanti, oltre alla lotta contro l'inceneritore, era di denunciare i continui distacchi delle utenze per gli utenti in morosità incolpevole e l'esosità delle tariffe applicate da IREN che a Parma tra l'altro è monopolista per quanto riguarda l'erogazione dell'acqua. Da quando si è assistito alla trasformazione delle ex municipalizzate in SPA si è avuto un continuo aumento delle tariffe che ha reso insostenibile l'accesso per tante persone a servizi fondamentali oggi gestiti nell'esclusivo interesse d'impresa con l'unico criterio del profitto​Le rivendicazioni sono chiare e limpide. L'avvio immediato di una moratoria sui distacchi per morosità colpevole; l'erogazione di un servizio minimo garantito di utenze a tutti (50 l di acqua giornalieri per abitante, come stimato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, 1 kw di elettricità e gas in base alla metratura) a salvaguardia della sussistenza e della dignità della persona, oltre che della salute e dell'igiene pubblica, l'introduzione di nuovi piani tariffari, tariffe sociali e sistemi etici di rateizzazione dei pagamenti sviluppati tenendo conto del reddito e della composizione dei nuclei famigliari, al fine di garantire il diritto d'accesso ai servizi senza penalizzare ulteriormente i soggetti più deboli. Lo stop alla privatizzazione di servizi indispensabili per la sopravvivenza, verso una gestione sotto il controllo popolare diffuso con strumenti di democrazia diretta, seguendo la volontà espressa chiaramente dal referendum contro la privatizzazione dell'acqua.

Il presidio è stato vivace e combattivo, al megafono si sono susseguiti diversi interventi di persone che hanno espresso la loro rabbia per la grave situazione economica che li costringe a subire sfratti e tagli alle utenze. I manifestanti chiedevano un incontro urgente con uno dei dirigenti IREN, per fissare l'avvio di un tavolo di confronto, a fronte della disponibilità espressa telefonicamente dal presidente della commissione ambiente del Comune. Da parte di Iren c'è stata una chiusura totale a questa richiesta e, provocatoriamente, qualcuno dei vertici ha anche disposto la chiusura degli sportelli nonostante la normale attività non fosse comunque impedita. Alle 14,15, poco dopo la chiusura dell'apertura al pubblico della sede, uno sproporzionato dispiegamento di forze di polizia(praticamente tutte le forze in servizio a Parma) e di alcuni carabinieri ha prelevato a forza i componenti del presidio che hanno deciso di resistere caricandoli su diversi mezzi per poi trasferirli a sirene spiegate in questura. Per tre donne sotto sfratto si è reso necessario il ricovero all'ospedale, una per un malore, altre due per botte prese dai poliziotti che le hanno poi piantonate in ospedale. Per tutti identificazione, foto segnalazione e impronte digitali oltre a denuncia per interruzione pubblico servizio,invasione di edifici, manifestazione non autorizzata e violenza privata. Le valutazioni politiche sul quanto accaduto son per noi chiare: l'intervento sproporzionato rispetto ai fatti si spiega con il fatto che il questore ha avuto indicazioni precise di dare una "lezione" ai movimenti che a parma stanno lievitando e che sono attivi su più fronti con crescente consenso sociale. C'è un'evidente paura che la questione sociale e relativo conflitto diventino realtà potenti e lor signori vorrebbero fermare con queste patetiche intimidazioni lo sviluppo e la diffusione a diversi ambiti (dalla casa ai servizi al lavoro) delle lotte,int ento risibile e lo dimostra anche il presidio solidale spontaneo e numericamente rilevante che si è riunito fuori dalla questura alla notizia del fermo dei manifestanti,le intimidazioni non fanno che rendere più forte la lotta. Una valutazione a parte deve essere fatta anche sull'obiettivo scelto dai manifestanti: l'IREN. Questa multinazionale dei servizi che specula su bisogni essenziali alla vita di tante persone gode evidentemente degli appoggi giusti a difesa dei propri sporchi interessi. Pensiamo di aver toccato il tasto giusto affrontando per la prima volta anche la questione dei servizi ex municipalizzati (che si unisce alla lotta contro l'inceneritore). Riteniamo che l'isterica reazione a un presidio determinato ma pacifico sia dovuta al fatto che i capi della SPA non gradiscono affatto l'apertura di un altro fronte che rischia di avere un consenso diffuso visto che i continui rincari sulle bollette riguardano tutti, dai disoccupati ai lavoratori. Noi auspichiamo che questo fronte di lotta si estenda : IREN controlla i servizi anche di Reggio Emilia Piacenza, Modena, Genova e Torino e praticamente tutte le città hanno privatizzato le ex municipalizzate. La lotta per il reddito, anche se indiretto, passa anche da qui e si connette con le lotte contro le privatizzazioni, offrendo, come per la lotta per la casa, non poche possibilità di ricomposizione".

LA SOLIDARIETA'. Intanto sono arrivati attestati di solidarietà agli attivisti da numerose associazioni, gruppi e movimenti politici.

USI E FAI. L'Unione Sindacale Italiana-sezione PR e il gruppo Antonio Cieri della Federazione Anarchica Italiana, esprimono la propria solidarietà ai lavoratori che manifestavano ieri presso Iren Parma e sono poi stati portati in questura a sirene spiegate con un esagerato spiegamento di forze da parte della polizia di stato. La richiesta era l'incontro con un dirigente Iren per la garanzia di un chilovatt e acqua per chi non riesce a pagare le bollette ed ora invece subisce un distacco immediato di tutte le utenze, trovandosi così in totale mancanza del minimo necessario per vivere dignitosamente. Non solo nessuno ha incontrato i manifestanti, ma sono state mandate camionette e manganelli contro manifestanti pacifici e donne coraggiose , in alcuni casi anziane malate, una delle quali attualmente in ospedale per le percosse. La violenza repressiva dello stato è messa a servizio di chi fa pagare con le tasse i propri debiti e privatizza i profitti.

COMMISSIONE AUDIT. La Commissione audit di Parma, dopo i fatti accaduti il 29 novembre, esprime la piena solidarietà a tutti quelli che partecipavano in modo pacifico e non intimidatorio al presidio davanti a IREN, che sta staccando le utenze di acqua, luce e gas ai molti cittadini che non ce la fanno più a pagare le bollette. Tra questi vi sono moltissime famiglie con bambini, disabili e molti anziani. Ci sembra che di fronte ad una crisi che sta devastando le vite di molti e molte si debba prendere posizione, pensare e trovare soluzioni serie che vadano incontro alle esigenze dei cittadini, anziché continuare a scaricare sui tanti, innocenti, le responsabilità dei pochi, questi sì colpevoli: degli indebitamenti aziendali, dei dissesti dei bilanci pubblici, dei fallimenti delle privatizzazioni, che hanno colpito e stanno colpendo, i beni comuni, i servizi pubblici. La Commissione audit sostiene con decisione i punti che saranno presentati alle trattative di lunedì 2 dicembre cioè: avvio immediato di una moratoria sui distacchi per morosità colpevole; introduzione di nuovi piani tariffari, tariffe sociali e sistemi etici di rateizzazione dei pagamenti sviluppati tenendo conto del reddito e della composizione dei nuclei famigliari, al fine di garantire il diritto d'accesso ai servizi senza penalizzare ulteriormente i soggetti più deboli; erogazione di un servizio minimo garantito di utenze a tutti (50 l di acqua giornalieri per abitante, come stimato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, 1 kw di elettricità e gas in base alla metratura) a salvaguardia della sussistenza e della dignità della persona, oltre che della salute e dell'igiene pubblica; Iren ha una quota enorme di insoluti che non vuole rendere nota per non far crollare il valore delle azioni. E' interesse di tutti i cittadini invece portare alla luce questa cinica e crudele politica aziendale, di disprezzo e di accanimento verso le fasce più deboli della società, in nome delle esigenze del mercato.

PERCHE' NO, RETE DORMIRE FUORI E LIBERACITTADINANZA. L'associazione di volontariato "Perche'no?", la Rete Dormire Fuori e Liberacittadinanza, dopo i fatti accaduti il 29 u.s.comunicano il proprio sostegno e la propria solidarieta' a tutti coloro che in modo pacifico e assolutamente non intimidatorio hanno organizzato il presidio ad IREN con la richiesta di moratoria per le insolvenze incolpevoli. Molte famiglie di parmigiani e di migranti, dopo la perdita del lavoro, sono caduti al di sotto del livello di poverta'. Quello che nessuno sa e' che a queste famiglie, poco importa se con bambini piccoli,anziani o disabili, sono state staccate le utenze (acqua, luce e gas). Intendiamo nel contempo denunciare le modalita' con cui la Forza Pubblica ha risposto ad una pacifica manifestazione, dove l'unica resistenza e' stata quella passiva, con fermo di polizia(illegittimo) per molte ore, rilevazione di impronte digitali, foto segnaletiche ecc.. Durante lo sgombero ad Iren sono volati anche colpi di manganello e si e' tentativo di portar via i manifestanti ammanettati, alla stregua di comuni delinquenti. Segnaliamo che due donne migranti sono finite in ospedale . Una risposta spropositata che a Parma non si era piu' vista da molti anni.

A.L.B.A. E PARMA BENE COMUNE. esprimono totale solidarietà agli attivisti della Rete Diritti in Casa e Assemblea No Inceneritori Emilia Romagna fermati e trattenuti in Questura per la loro azione civile e nonviolenta, volta a mettere in evidenza l'ingiusta sospensione da parte di IREN delle utenze di acqua, luce e gas per morosità incolpevole. Questa azione, di cui condividiamo pienamente scopi e modalità, richiama l'attenzione su un problema drammatico che un numero sempre crescente di famiglie sta vivendo. Riteniamo importante che in seguito ad essa l'amministrazione comunale abbia preso l'impegno di aprire un tavolo di confronto con IREN per definire aree di intervento volte a porre fine al fenomeno dei distacchi selvaggi. Ci auguriamo che questo impegno si traduca in soluzioni concrete e non si trasformi in un diversivo, per tentare di placare gli animi e liquidare la questione con una semplice sessione di ascolto. L'azione ha inoltre smascherato il vero volto di IREN, la società per azioni che ha in appalto tutti i servizi che una volta erano gestiti direttamente dal Comune. IREN difatti si è rifiutata di incontrare una delegazione degli occupanti, ha scelto invece di sospendere i servizi agli sportelli, chiudere gli uffici e chiamare la polizia per farli sgomberare. IREN è una società per azioni, e persegue il profitto degli azionisti, non il bene della popolazione. Nel ricordare appunto ad IREN che gli utenti di questi servizi sono cittadini portatori di diritti garantiti dalla Costituzione, e non dei clienti, A.L.B.A. e Parma Bene Comune invitano l'attuale Amministrazione Comunale a rompere con coraggio la continuità con le amministrazioni precedenti, che hanno svenduto i beni comuni a vantaggio di pochi, ed hanno mandato in rovina la città. Se il Sindaco Pizzarotti e la sua Giunta intraprenderanno finalmente questa strada, avranno il sostegno della popolazione di Parma, oltre che il nostro; diversamente si condanneranno ad essere solo una breve ed inutile parentesi nella vita della città.

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