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Italia Alimentari: stato di agitazione nello stabilimento di Busseto. Presidio ai cancelli

"La direzione di Italia Alimentari -si legge in una nota della Cgil- persiste in un atteggiamento inspiegabile: in costanza di utilizzo della cassa integrazione ordinaria, sposta le produzioni da sempre realizzate a Busseto in altri stabilimenti del gruppo"

"Da diverse settimane - si legge nella nota inviata dalla Cgil - la direzione di Italia Alimentari persiste in un atteggiamento inspiegabile: in costanza di utilizzo della cassa integrazione ordinaria, sposta le produzioni da sempre realizzate a Busseto in altri stabilimenti del gruppo.

In occasione dell’incontro tenutosi in azienda e richiesto dalla RSU e dalla FLAI CGIL provinciale, la dirigenza, oltre a non convincere la delegazione circa la necessità di tali interventi, ha verbalmente definito Busseto stabilimento strategico ma ha anche paradossalmente affermato un attimo dopo che al momento non esiste per Busseto un piano industriale, aggiungendo inoltre che le eventuali azioni circa gli assetti occupazionali di Bussetto sarebbero avvenute dandone informazione alla delegazione sindacale.

I lavoratori e la RSU, unitamente alla FLAI CGIL, rifiutano nettamente questo modo di procedere, ritengono incomprensibile che un’azienda come Italia Alimentari non conosca le strategie e gli sviluppi operativi dello stabilimento di Busseto ed al contrario sostengono che si operi per ridurre l’occupazione diretta e dare spazio a terziarizzazioni selvagge e incontrollate.

I lavoratori, la RSU, e la FLAI CGIL sono fortemente convinti che a Busseto esistano le condizioni per mantenere, e anzi allargare, la platea occupazionale nel rispetto dei contratti e degli accordi sottoscritti tra le parti. Ritengono altresì ormai improcrastinabile riportare nello stabilimento di Busseto le produzioni a marchio universalmente riconosciute come eccellenze del territorio, essendo oltretutto produzioni coperte dai marchi territoriali che devono trovare la loro sede di produzione unicamente nello stabilimento di Busseto e non già in altri siti che non hanno attinenza alcuna con la storia e la tradizione di tali prodotti.

Per tali motivi si è deciso di svolgere martedì 17 dicembre un presidio davanti i cancelli dell’azienda e a seguire un’assemblea pubblica e dei lavoratori tutti per rendere nota tale situazione sensibilizzando tutta la cittadinanza e proclamare lo stato di agitazione."

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