Mercoledì, 22 Settembre 2021
Cronaca

La bozza del Dpcm, palestre e piscine restano chiuse: stop ai parrucchieri

Dal 27 marzo riaprono cinema e teatri: tutte le novità

Sta per essere ultimato il nuovo Dpcm con le regole per fronteggiare l'epidemia che saranno in vigore dal 6 marzo al 6 aprile compreso. Cosa cambia? La versione definitiva del documento non è ancora stata approvata, ma nella bozza del decreto sono presenti alcune novità.

Dalla stretta sulle zone rosse, in cui dovranno rimanere chiusi barbieri e parrucchieri, allo stop a sale giochi e divertimento. Le 18 resta l'orario fissato per la chiusura di bar e ristoranti, mentre salta definitivamente la stagione sciistica. Fino al 6 aprile non riapriranno neanche piscine e palestre ma sarà consentito lo sport all'aperto. 

Stretta sulla zona rossa: chiusi barbieri e parrucchieri

Chiudono barbieri e parrucchieri nelle zone rosse. E' una delle novità contenute nella bozza del nuovo Dpcm che il governo ha inviato alle Regioni: "Sono sospese le attività inerenti servizi alla persona, diverse da quelle individuate nell'allegato 24", tra parentesi però è riportato che dall'allegato 24 vengono eliminati i servizi dei saloni di barbiere e di parrucchiere".

Riaprono i musei dal 27 marzo con prenotazione online

Non solo musei. Dal 27 marzo riaprono anche cinema e teatri. "Sono sospesi gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all'aperto. A decorrere dal 27 marzo 2021 - si legge nel testo - gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all'aperto sono svolti con posti a sedere preassegnati e distanziati e a condizione che sia comunque assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per il personale, sia per gli spettatori che non siano abitualmente conviventi.

Le attività potranno svolgersi a condizione che siano approvati nuovi protocolli o linee guida idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento, approvati dal Ministero dei beni e delle attività culturali e validati dal Comitato tecnico-scientifico, che indichino anche il numero massimo di spettatori per spettacoli all'aperto e di spettatori per spettacoli in luoghi chiusi, per ogni singola sala. Restano sospesi gli eventi che implichino assembramenti in spazi chiusi o all'aperto quando non è possibile assicurare il rispetto delle condizioni" stabilite dal Dpcm. La notizia era stata anticipata nel pomeriggio dal ministro della Cultura Franceschini.

Bar e ristoranti: orario di chiusura resta alle 18

"Le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono consentite dalle ore 5,00 fino alle ore 18,00. Il consumo al tavolo è consentito per un massimo di quattro persone per tavolo, salvo che siano tutti conviventi". E' quanto si nelle nella bozza del Dpcm con le nuove disposizione anti Covid. "Dopo le ore 18,00 è vietato il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico. Resta consentita senza limiti di orario la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive limitatamente ai propri clienti, che siano ivi alloggiati", si legge ancora. "Resta sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l'attività di confezionamento che di trasporto, nonché fino alle ore 22,00 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze -specifica tra l'altro il Dpcm-. Per i soggetti che svolgono come attività prevalente una di quelle identificate dai codici Ateco 56.3 e 47.25 l'asporto è consentito esclusivamente fino alle ore 18,00".

Le scuole superiori restano aperte

La decisione non è definitiva, il governo aspetta infatti il parere del Cts sulle nuove varianti. Ma nella bozza del Dpcm che il governo ha inviato alle Regioni le scuole restano aperte. "Le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado - si legge - adottano forme flessibili nell'organizzazione dell'attività didattica ai sensi degli articoli 4 e 5 del decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, almeno al 50 per cento e fino a un massimo del 75 per cento della popolazione studentesca delle predette istituzioni sia garantita l'attività didattica in presenza. La restante parte dell'attività didattica è svolta tramite il ricorso alla didattica a distanza". Nel testo, di differente rispetto al precedente Dpcm, è inoltre riportato che "al fine di mantenere il distanziamento sociale, è da escludersi qualsiasi altra forma di aggregazione alternativa".

Restano chiuse palestre e piscine: sì allo sport all'aperto

La bozza del decreto conferma la chiusura delle strutture per attività sportive: "Sono sospese le attività di palestre, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali. Ferma restando la sospensione delle attività di piscine e palestre, l'attività sportiva di base e l'attività motoria in genere svolte all'aperto presso centri e circoli sportivi, pubblici e privati, sono consentite nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento". 

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